Nella notte gli Stati Uniti hanno colpito un deposito di munizioni a Isfahan. Trump posta il video su Truth. Sempre sul suo social, il presidente si rivolge a chi si è rifiutato di intervenire in Iran: “Andate nello Stretto di Hormuz e prendetevi il petrolio”
Ancora una volta si inasprisce il conflitto nel trentatuesimo giorno di guerra in Medio Oriente. Tutti gli aggiornamenti.
ORE 13.43 CROSETTO: “NOTIZIE SU SOSPENSIONI FALSA, LE BASI SONO ATTIVE”
Il ministro della Difesa Guido Crosetto su X: “Qualcuno sta cercando di far passare il messaggio che l’Italia avrebbe deciso di sospendere l’uso delle basi agli assetti USA. Cosa semplicemente falsa, perché le basi sono attive, in uso e nulla è cambiato. Il Governo continua a fare ciò che hanno sempre fatto tutti i Governi italiani in totale aderenza agli impegni presi in Parlamento ed alla linea ribadita anche in Consiglio Supremo di Difesa in continuità con tutti i precedenti Consigli, nei decenni. Gli accordi internazionali disciplinano e distinguono con chiarezza ciò che necessita di specifica autorizzazione del Governo (per la quale si è deciso di coinvolgere sempre il Parlamento) in assenza della quale non è possibile concedere nulla e ciò che invece è considerato autorizzato tecnicamente perché ricompreso negli accordi. Un ministro deve solo farli rispettare. Terzium non datur. In ultimo voglio ribadire che non c’è alcun raffreddamento o tensione con gli USA, perché conoscono le regole che disciplinano dal 1954 la loro presenza in Italia bene come le conosciamo noi”.
ORE 13.23 – PALAZZO CHIGI: “SULLE BASI STATUNITENSI LA LINEA DEL GOVERNO È CONDIVISA CON IL PARLAMENTO. E I RAPPORTI CON GLI USA SOLIDI E LEALI”
“In riferimento alle notizie di stampa sull’utilizzo delle basi militari, si ribadisce che l’Italia agisce nel pieno rispetto degli accordi internazionali vigenti e degli indirizzi espressi dal Governo alle Camere. La linea dell’Esecutivo è chiara, coerente e già pienamente condivisa con il Parlamento, senza alcuna modifica”. È quanto si legge in una nota di palazzo Chigi.
“Ogni richiesta viene esaminata con attenzione, caso per caso, come sempre avvenuto anche in passato. Non si registrano criticità, né frizioni con i partner internazionali. I rapporti con gli Stati Uniti, in particolare, sono solidi e improntati a una piena e leale collaborazione”. Prosegue la nota.
“Il Governo continuerà pertanto ad operare nel solco dei trattati vigenti, nel rispetto della volontà del Governo e del Parlamento, garantendo al contempo affidabilità internazionale e piena tutela dell’interesse nazionale”. Conclude la comunicazione di palazzo Chigi.
13.20 – UE, COSTA CHIAMA PEZESHKIAN: “DE-ESCALATION E MODERAZIONE”
Mentre i ministri degli Esteri dell’Ue sono a Kiev per un vertice informale con Keiv, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha sentito il presidente dell’Iran, Masoud Pezeshkian. In un post su X, il capo del Consiglio ha riferito i contenuti della conversazione: “La situazione attuale in Medio Oriente è estremamente pericolosa. Oggi, nella mia telefonata con il Presidente dell’Iran Pezeshkian, ho sollecitato la de-escalation e la moderazione, la protezione dei civili e delle infrastrutture civili, e la necessità che tutte le parti rispettino pienamente il diritto internazionale. La perdita di vite innocenti, anche nella scuola di Minab, è profondamente deplorevole”, in riferimento al bombardamento statunitense nel primo giorno di guerra, che ha causato più di 160 morti, tra cui soprattutto bambini.
Costa aggiunge: “Per allentare la tensione, ho esortato l’Iran a cessare gli inaccettabili attacchi contro i paesi della regione e a impegnarsi positivamente sul piano diplomatico, in particolare con le Nazioni Unite, per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Ci deve essere spazio per la diplomazia. L’Ue è pronta a contribuire a tutti gli sforzi diplomatici volti a ridurre le tensioni e a trovare una soluzione duratura per porre fine alle ostilità, affrontando al contempo le più ampie preoccupazioni in materia di sicurezza poste dall’Iran”.
13.10 – TRUMP: “CHI SI È RIFIUTATO DI INTERVENIRE IN IRAN SI FACCIA CORAGGIO E VADA A PRENDERSI IL PETROLIO”
“A tutti quei paesi che non possono ottenere carburante per aerei a causa dello Stretto di Hormuz, come il Regno Unito, che si è rifiutato di intervenire nella decapitazione dell’Iran, ho un suggerimento per voi: numero 1, comprate dagli Stati Uniti, ne abbiamo in abbondanza, e numero 2, fatevi coraggio, andate allo Stretto e prendetevelo. Dovrete imparare a combattere da soli, gli Stati Uniti non saranno più lì ad aiutarvi, proprio come voi non siete stati lì per noi. L’Iran è stato, in sostanza, decimato. La parte difficile è fatta. Andate a procurarvi il vostro petrolio!”. Lo scrive Donald Trump in un nuovo messaggio sul suo social Truth.
10.11 – BONELLI: STOP SIGONELLA ATTO DOVUTO
“Ritengo quello di Sigonella un atto dovuto. Il governo ha sempre sostenuto che i trattati vanno rispettati, e in questo caso è stata presa una decisione coerente con questo principio. Tuttavia, non possiamo nasconderci dietro l’ipocrisia. Da Sigonella, con regolarità, parte il Triton, drone di monitoraggio che poi va a bombardare. Allo stesso modo, dalla base di Camp Darby, a Pisa, vengono caricati missili e armi che poi vanno a bombardare l’Iran. E certamente un fatto positivo aver negato ma non nascondiamoci dietro l’ipocrisia. L’Italia continua a fornire assistenza logistica a operazioni militari di questa guerra che stanno devastando e destabilizzando il pianeta, con conseguenze gravissime anche sul piano economico per il nostro Paese. Per questo dico che il governo dovrebbe avere il coraggio di fare un passo in più: prendere una posizione chiara e netta, e segnare una distanza dalle politiche di questo bullo del pianeta, come Donald Trump, pensa di governare il mondo attraverso la supremazia militare”. Così Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, intervenendo nel corso della trasmissione Coffee Break su La7.
9.30 – CORRIERE DELLA SERA: L’ITALIA NEGA L’USO DI SIGONELLA AGLI USA
“L’Italia ha negato agli Stati Uniti la base di Sigonella. È accaduto qualche sera fa, ma la notizia è stata tenuta riservata”. È quanto rivela il Corriere della Sera. “È stato il Capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano a chiamare il ministro della Difesa Guido Crosetto per informarlo di quanto era appena accaduto e prendere una decisione che inevitabilmente incide sui rapporti tra Italia e Stati Uniti”, scrive il quotidiano.
Portolano è stato informato dallo Stato maggiore dell’Aeronautica che il piano di volo di alcuni asset aerei Usa prevede di atterrare a Sigonella per poi partire verso il Medio Oriente. Nessuno però ha chiesto alcuna autorizzazione né ha consultato i vertici militari italiani. Il piano era stato infatti comunicato mentre gli aerei erano già in volo. Le prime verifiche hanno accertato che non si tratta di voli normali o logistici e quindi non sono compresi nel trattato con il nostro Paese.
9.20 – IL MINISTERO DELLA DIFESA DEGLI EMIRATI ARABI UNITI: “STIAMO CONTRASTANDO ATTACCHI MISSILISTICI PROVENIENTI DALL’IRAN”
“Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti stanno attualmente contrastando attacchi missilistici e con droni provenienti dall’Iran, e il Ministero della Difesa conferma che i rumori uditi in varie parti del Paese sono il risultato dell’intervento dei sistemi di difesa aerea degli Emirati Arabi Uniti contro missili balistici, missili da crociera e droni. I sistemi di difesa aerea degli Emirati Arabi Uniti sono attivamente impegnati a contrastare le minacce missilistiche e dei droni. Il Ministero della Difesa afferma che i suoni uditi in tutto il paese sono il risultato di continue operazioni di ingaggio di missili e droni”, scrive su X il Ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti.
9.00 – IL COMANDANTE DEL CENTCOM HA INCONTRATO IL CAPO DI STATO MAGGIORE DELLE IDF
“Durante una visita in Israele, dal 29 al 30 marzo, il comandante del CENTCOM, ammiraglio Brad Cooper, ha incontrato il capo di stato maggiore delle forze di difesa israeliane, tenente generale Eyal Zamir. I due leader hanno discusso dei progressi compiuti durante le operazioni in corso volte a eliminare la capacità dell’Iran di proiettare la propria influenza in modo significativo al di fuori dei propri confini. Hanno inoltre ribadito la solidità della partnership di difesa tra Stati Uniti e Israele e sottolineato l’importanza di un coordinamento continuo. Prima di lasciare la regione, Cooper ha fatto visita alle truppe statunitensi dislocate in diverse località a supporto dell’Operazione Epic Fury. Ha conferito medaglie a oltre 40 militari per le loro eccezionali prestazioni durante le prime settimane dell’operazione”. Così il Centcom in una nota pubblicata su X.
8.00 – DUE PORTACONTAINER CINESI ATTRAVERSANO LO STRETTO DI HORMUZ
Secondo i dati di tracciamento di Marine Traffic, due navi portacontainer cinesi gestite da COSCO Shipping hanno attraversato con successo lo Stretto di Hormuz e sono uscite dal Golfo.
7.00 WSJ: TRUMP PRONTO A FINIRE LA GUERRA ANCHE SE LO STRETTO DI HORMUZ RIMANESSE PARZIALMENTE CHIUSO
Il Wall Street Journal riporta che Donald Trump avrebbe confidato ai suoi collaboratori la sua disponibilità a porre fine alla campagna militare contro l’Iran anche se lo Stretto di Hormuz dovesse rimanere in gran parte chiuso. Secondo il giornale, continuare la missione con l’obiettivo di forzare l’apertura prolungherebbe il conflitto di altre 4/6 settimane. Si starebbe, invece, valutando la possibilità di porre fine agli scontri in corso.
5.30 – QUATTRO SOLDATI ISRAELIANI UCCISI DURANTE GLI ATTACCHI IN LIBANO
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano che quattro militari sono rimasti uccisi in un incidente avvenuto durante i combattimenti nel sud del Libano.
5.00 – TRUMP POSTA SU TRUTH IL VIDEO DELL’ATTACCO
Il presidente Trump posta sul suo social Truth un video di esplosioni che sembrerebbero quelle al deposito di munizioni a a Isfahan. Nelle immagini vengono riprese le fiamme che si propagano, diventano sempre più alte e illuminano il cielo buio della notte.
4.00 – GLI USA ATTACCANO UN DEPOSITO DI MUNIZIONI
Gli Stati Uniti hanno colpito un grande deposito di munizioni nella città iraniana di Isfahan. Secondo quanto scrive il Wall Street Journal nell’attacco sono state utilizzate bombe anti-bunker da 2.000 libbre. A Teheran, invece, sono state segnalate diverse interruzioni di corrente – poi ripristinata – per la caduta di schegge. A riferirlo è l’agenzia di stampa Tasnim.
3.00 – L’IRAN COLPISCE UNA PETROLIERA NEL PORTO DI DUBAI
L’Iran ha colpito la Al-Salmi petroliera kuwaitiana nel porto di Dubai, provocando un incendio a bordo. Lo riferisce su X l’Autorità britannica per le operazioni di commercio marittimo (UKMTO). “L’equipaggio sta bene. Non è stato segnalato alcun impatto ambientale”, ha aggiunto. Nei primi momenti si era temuto uno sversamento, la petroliera era carica con due milioni di barili di petrolio provenienti dal Kuwait e dall’Arabia Saudita. La Kuwait Petroleum Corporation lo ha descritto come “un brutale attacco aereo iraniano”. In un altro messaggio su X, l’esercito del Kuwait segnala che “Le difese aeree del Kuwait stanno attualmente rispondendo agli attacchi missilistici e ai droni ostili“.
2.00 – IL PENTAGONO SMENTISCE PRESUNTI INVESTIMENTI NELLA DIFESA AVVENUTI PRIMA DELL’ATTACCO IN IRAN FATTI DAL SEGRETARIO PETE HEGSETH
Il Financial Times ha rivelato di presunti investimenti – prima dell’inizio del conflitto in Iran – nel settore della Difesa da parte del segretario Pete Hegseth. Una notizia che è stata prontamente smentita dal portavoce del Pentagono, Sean Parnell: “Questa accusa è completamente falsa e inventata. Né il Segretario Hegseth né alcuno dei suoi rappresentanti ha contattato BlackRock per un simile investimento. Si tratta dell’ennesima calunnia infondata e disonesta, concepita per ingannare il pubblico. Chiediamo una ritrattazione immediata. Il Segretario Hegseth e il Dipartimento della Guerra restano fermi nel loro impegno a rispettare i più alti standard etici e la rigorosa osservanza di tutte le leggi e i regolamenti applicabili”.
00.30 – NETANYAHU INTERVISTATO DALL’EMITTENTE NEWSMAX PARLA DELLA GUERRA IN IRAN
Netanyahu ha rilasciato un’intervista all’emittente americana Newsmax. Come riporta il sito, il leader israeliano ha affermato che i costanti progressi dell’Iran nello sviluppo nucleare e nei sistemi di lancio sono stati a lungo sottovalutati dai leader occidentali. Un errore di valutazione che, secondo il primo ministro, ha contribuito all’attuale crisi. “La questione è se l’Occidente si sveglierà”, ha detto Netanyahu. “L’Iran sta sviluppando armi nucleari e sistemi di lancio da anni, eppure molti lo hanno ignorato”, ha proseguito prima di lodare Trump che già 40 anni fa lanciava l’allarme. “Donald Trump disse 40 anni fa… ‘L’Iran rappresenta un grande pericolo’”, ha dichiarato. Per quanto riguarda il conflitto, il premier ha anche aggiunto: “Abbiamo sicuramente superato la metà del percorso. Ma non voglio fissare una scadenza”.
Fonte Agenzia Dire www.dire.it
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