Dopo un anno, cinque mesi e ventiquattro giorni di reclusione, l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno è tornato in libertà. Questa mattina, intorno alle 10:00, lo storico leader della destra sociale ha varcato i cancelli del carcere di Rebibbia, accolto da circa un centinaio di sostenitori che lo hanno salutato con applausi, abbracci e cori come “Gianni uno di noi”.
Alemanno era detenuto dalla notte di Capodanno del 2024 a seguito della revoca della misura dei servizi sociali dovuta alla violazione di alcune prescrizioni, nell’ambito di una condanna in via definitiva a un anno e dieci mesi per traffico di influenze illecite e abuso d’ufficio legato all’inchiesta “Mondo di Mezzo”. La data del rilascio è stata anticipata al 24 giugno grazie a uno sconto di pena di 39 giorni concesso dal Tribunale di Sorveglianza a causa delle “condizioni degradanti” e del sovraffollamento riscontrati all’interno dell’istituto penitenziario.
Fermatosi a parlare con i giornalisti subito dopo l’uscita, l’ex primo cittadino ha immediatamente rivendicato la propria estraneità ai fatti che hanno condotto alla condanna:
“Esco dal carcere da innocente. Ho scontato un anno e mezzo di detenzione ingiustamente, non dovevo stare qua dentro”.
Durante i mesi di reclusione, Alemanno ha redatto un dettagliato diario dal carcere e ha più volte denunciato lo stato critico del sistema penitenziario italiano, inviando lettere anche al Presidente della Repubblica, al Guardasigilli Carlo Nordio e a Papa Francesco. Una battaglia civile che l’ex sindaco promette di non abbandonare:
“Un pezzo del mio cuore rimane qui a Rebibbia, tra le mura di carceri senza giustizia, nelle celle dove si muore di caldo. Sul fronte del sovraffollamento il Governo Meloni non ha fatto nulla. In queste strutture la Repubblica Italiana perde la faccia per come tratta le persone e perché non offre una reale possibilità di riabilitazione. Non c’è alcuna contraddizione tra la difesa intransigente della sicurezza dei cittadini e la necessità di un sistema carcerario che rispetti la dignità umana”.
Il ritorno in libertà di Alemanno apre anche scenari politici inediti nell’area della destra italiana. Pur escludendo una corsa a poltrone personali, lo storico esponente della destra ha annunciato una chiara linea d’azione per il futuro:
“Io non chiedo posti o incarichi, ma porterò la mia esperienza al movimento di Vannacci”, ha dichiarato, definendo il generale un “volto nuovo, una speranza capace di rompere gli schemi e aprire una prospettiva diversa”. I due si incontreranno già questa sera per un confronto politico e personale che segna ufficialmente l’inizio di una nuova fase per l’ex sindaco della Capitale.

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