Un’economia che tiene la rotta nonostante le mareggiate geopolitiche, un Prodotto Interno Lordo che supera le stime e la sfida cruciale dei salari e della demografia. Al tradizionale appuntamento del Forum TEHA di Cernobbio, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti traccia il bilancio dello stato di salute dei conti pubblici italiani, rivendicando i risultati ottenuti e definendo il proprio approccio come un «sovranismo pragmatico» nei fatti e non negli slogan.
Pil oltre le stime prudenziali
«Non siamo stati dei fenomeni, ma la barca è rimasta in galleggiamento». Con la consueta prudenza, il titolare del Mef ha rivisto al rialzo le stime di crescita per il 2026. A fronte dello 0,6% inserito inizialmente nei documenti di finanza pubblica, l’Italia ha già acquisito un aumento dello 0,8%, con la prospettiva reale di avvicinarsi alla soglia dell’1% entro la fine dell’anno. Un risultato spinto dalla resilienza del tessuto produttivo, capace di attutire l’impatto dei conflitti internazionali e della guerra dei dazi.
Il nodo energia e i costi delle guerre
Resta tuttavia alta la guardia sugli shock esterni. L’Italia, ha ricordato Giorgetti, paga due volte il prezzo delle crisi in Ucraina e Medio Oriente, scontando una dipendenza energetica strutturale figlia di «scelte politiche e insipienza del passato». Il taglio delle forniture di gas russo e la riduzione della capacità di raffinazione a livello globale mantengono elevata la pressione sui prezzi del carburante e dell’energia, variabile critica per l’intero sistema economico.
Salari e denatalità: le priorità della Manovra
In vista della prossima Legge di Bilancio, il ministro ha individuato le priorità dell’esecutivo, a partire da salari e demografia:
- Aumento degli stipendi: Su questo fronte, Giorgetti ha rivolto un appello diretto al mondo delle imprese. Se il Governo è pronto a confermare sgravi fiscali e contributivi, spetta agli imprenditori considerare le retribuzioni non come un mero costo, ma come il primo fondamentale investimento per far ripartire i consumi e il ciclo economico.
- Inverno demografico e talenti: Il calo delle nascite pesa come un macigno su produttività e Pil. La Manovra dedicherà un’attenzione specifica alle politiche per la famiglia e a norme atte ad attrarre e trattenere i giovani talenti.
Europa e rigore di bilancio
Sul fronte continentale, Giorgetti si è detto fiducioso sul rientro nei parametri del deficit, in attesa dei dati autunnali per capire se l’Italia uscirà dalle procedure europee. Tuttavia, non è mancata una stoccata alle lentezze dell’Unione Europea sul fronte degli investimenti e del mercato dei capitali, sottolineando come l’Europa continui paradossalmente a trasferire risparmi verso gli Stati Uniti.
«L’Italia è molto più rispettata all’estero che in patria», ha concluso il ministro, rivendicando la bontà della linea improntata alla responsabilità fiscale.
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