Benvenuti nell’ennesima puntata della saga più appassionante dell’estate nissena, dell’autunno, dell’inverno e della primavera, l’apertura della piscina comunale.
Un tormentone che, a differenza delle canzoni, non passa mai di moda e si ripresenta, puntuale e immutato, anno dopo anno.
Sia chiaro che l’ironia con cui scriviamo queste righe è solo un meccanismo di autodifesa, l’unico modo per non avvilirsi del tutto di fronte a una commedia dell’assurdo che dura ormai da troppo tempo.
Se dovessimo elencare tutte le volte in cui è stata annunciata, promessa, giurata e quasi consacrata la riapertura della piscina, faremmo prima a scrivere un’enciclopedia.
Eravamo pure arrivati alla versione della transazione, firmata a fine dello scorso anno. Quell’accordo, messo nero su bianco, doveva essere il punto di svolta definitivo, ma distanza di oltre due mesi dalla scadenza prefissata, il nulla, con l’acqua della piscina comunale che resta un’esclusiva per i pensieri e non per i corpi dei cittadini.
In questo scenario di totale stasi, brilla però una gemma di rara furbizia comunicativa. Il video pubblicato sulla pagina Facebook del Kiran Club Caltanissetta.
Un plauso sincero va al regista di questa clip, un uomo di grande ingegno ed un vero astuto, che ha fatto dire agli attori un solenne e motivante “Stiamo arrivando”, guardandosi bene, però, dall’indicare una data certa.
Niente cifre, niente mesi, niente stagioni, per un capolavoro di marketing spendibile a Natale come a Ferragosto, valido per oggi così come per il futuro…”Stiamo arrivando”, sì, ma con molta calma.
Mentre il tempo passa e i cancelli restano sbarrati, c’è però chi i patti li ha rispettati eccome.
Parliamo del Comune di Caltanissetta, che ha già provveduto a versare la bellezza di 400mila euro dei 700mila previsti dall’accordo di transazione. Il bilancio attuale dell’operazione è straordinariamente semplice: soldi pubblici già erogati per quasi mezzo milione e servizi ottenuti in cambio pari a zero.
Certo, i più ottimisti diranno che c’è la penale di 300 euro per ogni giorno di ritardo.
Ma vogliamo davvero ridere? Che saranno mai 300 euro al giorno per chi gestisce certe cifre? E soprattutto, con il beneficio del dubbio che avvolge tutta questa vicenda, siamo proprio sicuri che questa penale verrà mai effettivamente pagata?
In tutta questa vicenda paradossale, il grande assente nella considerazione di chi gestisce la cosa pubblica è proprio il cittadino, colui che paga le tasse e a cui non viene data mezza spiegazione.
Pare proprio che l’essere cittadini a Caltanissetta sia un concetto limitato esclusivamente al momento di pagare i tributi. Tasse che, ironia della sorte, servono anche a finanziare i gettoni di presenza e gli emolumenti di coloro che avrebbero il sacrosanto dovere di tutelare la comunità, difendere le casse comunali e la stessa istituzione, oltre che far rispettare se stessi.
In questa storia le autorità non ci stanno facendo proprio una gran bella figura, soprattutto a causa di un silenzio assordante su motivi che probabilmente quasi tutti nell’ambiente conoscono, ma che nessuno ha il coraggio di comunicare apertamente alla città.
Se la fiducia dei nisseni nei confronti della politica locale era già ai minimi storici, questa grottesca vicenda della piscina comunale rappresenta il colpo di grazia.
Non è solo la privazione di un servizio sportivo e sociale essenziale, ma la dimostrazione plastica di come le scadenze, gli accordi scritti e le promesse alla cittadinanza valgano meno di un tuffo. Ad Maiora
Caltanissetta, 11/07/2026
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