Con 1.413 giorni di attività, l’esecutivo diventa il più longevo della storia repubblicana. Dal palco della festa di Fratelli d’Italia al Porto di Bari, la Premier stila il bilancio dei quattro anni di mandato e fissa gli obiettivi verso il 2027.
“Sono i migliori anni”, ma “il meglio deve ancora venire”. Con le note di Renato Zero e Ligabue in sottofondo, Giorgia Meloni celebra al Porto di Bari il traguardo che segna la storia politica dell’Italia: con 1.413 giorni in carica, il suo esecutivo è diventato il più longevo della storia della Repubblica, superando il primato detenuto finora da Silvio Berlusconi.
Davanti a una platea di circa 10.000 militanti e sostenitori, e con i messaggi inviati dai partner di coalizione Matteo Salvini, Antonio Tajani, Maurizio Lupi e dal vicepresidente della Commissione Ue Raffaele Fitto, la Presidente del Consiglio ha trasformato la ricorrenza in un momento di rivendicazione politica e di proiezione verso il futuro.
La stabilità come “scudo” e la riforma elettorale
Il cuore del discorso della Premier si è concentrato sul valore costitutivo della stabilità istituzionale.
“La stabilità è la prima grande riforma che abbiamo regalato a questa nazione. Oggi, quando l’Italia siede al tavolo internazionale, tutti sanno che con quest’interlocutore bisognerà fare i conti ancora a lungo.”
Un fattore di continuità che, secondo la premier, ha permesso al Paese di affrontare una convergenza eccezionale di emergenze globali: dalle guerre in Ucraina e Medio Oriente ai dazi internazionali, fino al caro energia e alle calamità naturali.
Sul piano delle riforme, Meloni ha ribadito la volontà di blindare questo assetto attraverso una nuova norma elettorale che consenta agli elettori di indicare chiaramente coalizione, programma e candidato Premier, evitando futuri ribaltoni di Palazzo.
Il bilancio dei 4 anni: i punti chiave dell’intervento
Durante il lungo intervento, la Presidente del Consiglio ha passato in rassegna i principali risultati e le direttrici strategiche dell’azione di governo:
| Area di Intervento | Misure e Risultati Rivendicati |
| Lavoro & Economia | Oltre 1,3 milioni di contratti a tempo indeterminato in più; calo del lavoro precario; taglio del cuneo fiscale e rimodulazione Irpef. |
| PNRR & Sud | Italia al 1° posto in Europa per spesa dei fondi; estensione del modello ZES Unica; crescita dell’export del Mezzogiorno (+13%). |
| Energia | Riapertura alla filiera del nucleare; interventi di sostegno mirati per fasce di reddito sui carburanti (stop ai tagli indiscriminati delle accise). |
| Politiche Sociali | Pacchetto natalità (assegno unico, bonus nido, congedi); varo del Piano Casa per 100mila alloggi a prezzi calmierati in 10 anni. |
| Immigrazione | Riduzione degli sbarchi clandestini; adozione del modello italiano da parte dell’Ue (accordi con Paesi terzi e protocollo Albania). |
L’attacco alle opposizioni e lo sguardo al 2027
Non sono mancate le stoccate alle forze d’opposizione. La premier ha criticato la mancanza di un programma alternativo da parte della sinistra, definendo lo slogan “mandiamo a casa la Meloni” privo di visione strutturale.
In merito al prosieguo del mandato, il messaggio lanciato dal palco è di totale fermezza:
“Ci sono stati giorni in cui mi è sembrato di nuotare dentro la colla, ma non ho mollato mai e non intendo farlo adesso. Mettetevi comodi… non avete capito con chi avevate a che fare.”
Confermata la determinazione a portare la legislatura alla sua naturale scadenza nel 2027, con l’obiettivo dichiarato di lasciare un’eredità di lungo periodo e far sì che “tra qualche decennio si ricordi che in questi anni la nazione ha smesso di rassegnarsi”.
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