La guerra che vede coinvolto l’asse Stati Uniti-Israele contro l’Iran ha superato il mese di combattimenti
La guerra che vede coinvolto l’asse Stati Uniti-Israele contro l’Iran ha superato il mese di combattimenti, e il presidente americano e quello iraniano hanno esposto le loro posizioni e le loro motivazioni sul conflitto, rivolgendosi entrambi agli americani. Ieri Masoud Pezeshkian ha pubblicato su X una lettera indirizzata al “popolo americano” e “a tutti coloro che, in mezzo a un diluvio di distorsioni e narrazioni inventate, continuano a cercare la verità”. Il presidente ha sottolineato come “nonostante i suoi vantaggi storici e geografici, l’Iran non ha mai, nella sua storia moderna, scelto la via dell’aggressione, dell’espansione, del colonialismo o del dominio. Anche dopo aver sopportato occupazione, invasione e una pressione costante da parte delle potenze globali e nonostante possedesse la superiorità militare su molti dei suoi vicini, l’Iran non ha mai iniziato una guerra“. Al contrario, ha solo “respinto con coraggio coloro che l’hanno attaccato”.
10:13 – IRAQ, COLPITI PARAMILITARI FILO-IRANIANI A NINIVE
Due distinti attacchi delle forze israelo-statunitensi hanno colpito il quartier generale di Ninive delle Forze di mobilitazione popolare dell’Iraq (Iraq’s Popular Mobilisation Forces, Pmf), nel nord-ovest dell’Iraq. Lo ha confermato la forza stessa. Si tratta di un esercito paramilitare che ha visto la luce nel 2014 e, pur facendo parte dell’esercito iracheno regolare, è direttamente legato all’Iran e gode di una certa indipendenza. Infatti, dallo scoppio del conflitto in Iran, le Pmf sono intervenute a sostegno del Paese vicino, diventando così obiettivi dell’offensiva israelo-statunitense. Ieri, secondo fonti di stampa internazionale, le Pmf avrebbero varcato il confine con 70 tonnellate di aiuti umanitari tra cui cibo e medicinali, ma accanto al convoglio sarebbero passati anche uomini e mezzi da guerra. Intanto stamani l’ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad ha esortato i connazionali a “lasciare l’Iraq immediatamente”. Secondo la sede diplomatica, delle milizie starebbero “prendendo di mira cittadini americani per rapirli” e potrebbero “condurre attacchi nel centro di Baghdad nelle prossime 24-48 ore”.
Il pensiero va a Shelly Kittleson, la reporter di guerra rapita due giorni fa in pieno giorno a Baghdad da un commando di uomini armati. Le forze di sicurezza irachene sostengono di aver raggiunto il convoglio, facendo ribaltare un veicolo e arrestando uno dei sequestratori, ma non si sarebbe trattato del mezzo su cui era tenuta la donna. Gli Stati Uniti puntano il dito contro la fazione irachena di Hezbollah, il gruppo libanese filo-iraniano attualmente impegnato contro Israele.L’ambasciata degli Stati Uniti cita dei documenti secondo cui sarebbero “potenziali obiettivi” non solo i cittadini statunitensi, ma anche “aziende, università, sedi diplomatiche, infrastrutture energetiche, hotel, aeroporti e altri luoghi ritenuti associati agli Stati Uniti, nonché istituzioni irachene e obiettivi civili”. Per la presenza di gruppi a vario titolo affiliati all’Iran o agli Stati Uniti, l’Iraq sta registrando attacchi quasi quotidiani su obiettivi militari: circa 101 persone avrebbero già perso la vita, tra cui militari, combattenti delle milizie e personale straniero. Nonostante la gravità della situazione, il ministero dei Trasporti ha fatto sapere di stare valutando la riapertura dello spazio aereo iracheno, chiuso all’indomani della guerra contro l’Iran. Il blocco ha determinato seri problemi logistici, di approvvigionamento e mobilità delle persone.
9:35 – TEHERAN RISPONDE A TRUMP: ATTACCHEREMO ANCOR PIÙ DURAMENTE
L’Iran promette “attacchi ancora più devastanti, più ampi e più distruttivi” fino al “alla resa definitiva e totale” di Stati Uniti e Israele: non si è fatta attendere la reazione di Teheran al discorso alla nazione del presidente Donald Trump della notte scorsa. Il capo della Casa Bianca ha minacciato di “riportare l’Iran all’età della pietra”, sostenendo che le sue forze militari sarebbero ormai decimate. A parlare è stato Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale centrale delle forze iraniane, che stando all’agenzia di stampa semi-governativa Tasnim, ha avvertito: “Le vostre informazioni sulla nostra capacità militare e sui nostri equipaggiamenti sono incomplete” e ha definito “insignificanti” gli attacchi compiuti finora sulle infrastrutture belliche: “Non sperate di aver distrutto i nostri centri di produzione di missili strategici, i droni offensivi a lungo raggio e di precisione, i moderni sistemi di difesa aerea e di guerra elettronica e le attrezzature speciali”. Il portavovoce ha sostenuto che “La nostra produzione militare strategica si svolge in luoghi che non conoscete e che non sarete mai in grado di raggiungere”.
7:40 – I PREZZI DEL PETROLIO SCHIZZANO IN AVANTI
Dopo le parole di Trump, i prezzi del petrolio Brent risalgono fino a quota 105 dollari al barile sui mercati asiatici.
6:30 – TRUMP PARLA ALLA NAZIONE: LI RIPORTEREMO ALL’ETÀ DELLA PIETRA
Ieri, per la prima, Donald Trump ha parlato alla nazione degli sviluppi del conflitto con Teheran. Il presidente degli Stati Uniti ha affermato che le forze del suo paese hanno inferto colpi devastanti all’Iran e che le forze americane hanno ottenuto vittorie decisive e schiaccianti. Trump ha aggiunto inoltre, che la marina iraniana non esiste più e l’aeronautica è ormai in rovina. “Continueremo fino a quando i nostri obiettivi non saranno pienamente raggiunti. Grazie ai progressi che abbiamo fatto, posso dire che siamo sulla buona strada per completare tutti gli obiettivi dell’America a breve, molto presto”, ha affermato il presidente americano, aggiungendo: “Li colpiremo molto duramente nelle prossime due o tre settimane. Li riporteremo alle età della pietra a cui appartengono”, ha sottolineato Trump. Durante il suo discorso il tycoon ha messo in guardia i nemici, spiegando che “se non si raggiunge un accordo, colpiremo tutti gli impianti di generazione elettrica molto duramente, e probabilmente contemporaneamente”.
Nel suo discorso, durato 19 minuti, Trump ha voluto rassicurare anche gli americani definendo la guerra “un investimento per il futuro” e ringraziato gli alleati in Medio Oriente (Israele, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Bahrain) : “Sono stati fantastici, e non lasceremo che si facciano male o falliscano in alcun modo”.
Fonte Agenzia Dire www.dire.it
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