Ci sono luoghi che non sono soltanto spazi. Sono idee, incontri, possibilità. Luoghi che diventano casa per chi ha voglia di fermarsi, ascoltare, condividere e immaginare. È da questo spirito che nasce la due giorni in programma il 2 e 3 luglio alla Casa Museo Spazio Pitta di Caltanissetta, un percorso fatto di parole, arte, musica e visioni che mette al centro la Sicilia e il rapporto profondo che ciascuno di noi costruisce con la propria terra.
Due appuntamenti diversi ma legati dallo stesso filo: il desiderio di raccontare una Sicilia autentica, lontana dagli stereotipi, fatta di persone che scelgono di restare, di tornare, di costruire, di custodire bellezza e creare nuove opportunità.
Giovedì 2 luglio il primo appuntamento sarà dedicato a “Terraferma”, realtà culturale nata recentemente a Caltanissetta e già portatrice di una visione chiara: guardare il bello che esiste, riconoscerlo e farlo emergere. Terraferma è il volto di chi sceglie ogni giorno di vivere questa città, di immaginarla diversa e di contribuire a renderla tale. È un punto di approdo ma anche un punto di partenza, uno spazio che prende forma attraverso le persone che lo abitano.
A partire dalle ore 19, il dialogo tra Terraferma e Patto per Restare aprirà una riflessione collettiva sul significato dell’abitare i luoghi, sul valore della permanenza e sulle possibilità che nascono quando una comunità decide di investire sul proprio territorio. Non una semplice conversazione, ma un confronto che parla di futuro, di appartenenza e di responsabilità condivisa.
Negli stessi spazi di Spazio Pitta, tra vicoli, terrazze e scorci che ricordano un piccolo borgo siciliano, l’artista Valentina Mistretta coinvolgerà il pubblico nella realizzazione di una grande opera collettiva dedicata proprio all’identità di Terraferma, trasformando i visitatori in protagonisti di un gesto creativo e comunitario.
A fare da sfondo alla serata saranno anche i racconti di Danilo Napoli e del suo format “Ma tu chi sei?”, un archivio umano di voci, volti e storie che negli anni ha attraversato la Sicilia raccogliendo testimonianze di artisti, professionisti, amministratori e persone comuni, restituendo un ritratto sincero e sfaccettato dell’isola.
Quando il sole lascerà spazio alla sera, sarà la musica di Cico Messina ad accompagnare il pubblico. Cantautore siciliano tra le voci più interessanti della nuova scena musicale dell’isola, Messina porta nelle sue canzoni una Sicilia che guarda avanti senza dimenticare le proprie radici, mescolando tradizione, contaminazioni sonore e una scrittura capace di raccontare identità, memoria e trasformazione.
Venerdì 3 luglio il viaggio continuerà con “Ti Ci Devo Portare In Sicilia”, incontro dedicato al libro di Ilenia Curiale e al suo modo di raccontare l’isola. Una Sicilia osservata da dentro, vissuta e percorsa con curiosità, passione e autenticità. Dopo aver lasciato la professione di ingegnere per seguire un percorso fatto di relazioni, eventi, storytelling e valorizzazione territoriale, Ilenia ha scelto di trasformare la sua “sicilianitudine” in uno strumento di racconto e scoperta.

La presentazione del libro diventerà occasione per aprire una riflessione più ampia sul turismo, sulla promozione culturale e sulle potenzialità di Caltanissetta, grazie alla presenza delle istituzioni comunali e della Pro Loco. Un confronto che parte dalla consapevolezza che il futuro di una città si costruisce mettendo in rete energie, competenze e visioni diverse.
Tra queste ci sarà anche l’associazione Plastic Free Caltanissetta, che porterà il proprio contributo sul tema della sostenibilità ambientale e della cura dei luoghi, ricordando come la bellezza di un territorio passi anche dalle scelte quotidiane di chi lo vive.
A chiudere la due giorni saranno le sonorità brit e indie rock dei The Plastic Trees, con Sergio Zafarana e Peppe Raca, per un ultimo momento di condivisione che unisce musica, comunità e racconto.
Quello che andrà in scena a Spazio Pitta non sarà semplicemente una successione di eventi. Sarà un invito a guardare la Sicilia con occhi diversi. A riconoscere il valore delle persone che ogni giorno la costruiscono attraverso il proprio lavoro, le proprie idee, la propria arte e il proprio impegno. Un invito a riscoprire il significato dell’abitare, del restare e del sentirsi parte di una comunità.
Perché ogni territorio cresce quando qualcuno sceglie di raccontarlo, viverlo e immaginarlo insieme agli altri.

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