“Attacco diretto alla memoria della Resistenza e alla dignità di chi ha combattuto e perso la vita per liberarci dal regime fascista”
Prende posizione contro il convegno di Forza nuova previsto per il 25 aprile a Predappio Avs Forlì-Cesena, che però lancia anche l’allarme ordine pubblico. “Chiediamo con forza alle istituzioni competenti, a partire dalla Prefettura e dalla Questura, di valutare attentamente questa situazione”. Perché “non si può liquidare la questione come un semplice evento privato: la presenza di esponenti dell’estrema destra nazionale e internazionale e i contenuti dichiarati configurano un evidente problema di ordine pubblico e di tutela dei valori costituzionali”. Avs attacca su tutta la linea. A partire dal titolo dell’evento (“La fine dell’antifascismo”) che è “provocatorio”, tanto più nel giorno della Liberazione e nella città natale di Benito Mussolini. E chiede a “tutte le forze democratiche, alle amministrazioni locali e alla società civile di prendere posizione in modo chiaro e netto. Non è il tempo dell’ambiguità o del silenzio“.
Quello di Forza Nuova, aggiunge Avs, “è l’ennesimo tentativo di riscrivere la storia per legittimare le loro idee e colpire le fondamenta antifasciste della nostra Repubblica. Scegliere il 25 aprile e scegliere Predappio è un attacco diretto alla memoria della Resistenza e alla dignità di chi ha combattuto e perso la vita per liberarci dal regime fascista”. Rilanciando il 25 aprile come ricorrenza non formale, ma come “celebrazione di un impegno vivo e necessario”, Avs rimarca che “i fascisti in questo paese sono stati sconfitti una volta e saranno sconfitti ancora. Non accettiamo che nel giorno della Liberazione si tenti di ribaltare il senso della storia. Non accettiamo che organizzazioni che si richiamano apertamente a ideologie discriminatorie, violente e autoritarie abbiano spazi per rilanciare odio, revisionismo e razzismo”.
Contro l’evento si schiera anche il consigliere comunale M5s a Predappio, Edoardo Rossi, che parla di una “vergognosa adunata fascista”. E poi cita quanto disse il sindaco Egidio Proli, in occasione del trasferimento della salma di Benito Mussolini nel cimitero del paese. “Non ci ha fatto paura da vivo, non ce ne farà da morto”. Detto questo, da predappiese aggiunge di sapere che “la denuncia di questi eventi, che troppo spesso trovano spazio nel nostro territorio, rischi talvolta di offrire visibilità a soggetti che non meriterebbero alcuna attenzione”. Però bisogna “ribadire con chiarezza che Predappio è espressione di una storia e di una cultura profondamente diverse da quelle che alcuni vorrebbero attribuirle”. Una storia “segnata dall’impegno di uomini e donne che hanno partecipato alla Resistenza, contribuendo alla nascita di un’Italia repubblicana, democratica e antifascista. È a questa eredità che Predappio appartiene, ed è a questa eredità che continuerà a richiamarsi, nel solco dei valori del 25 aprile”, conclude.
Fonte Agenzia Dire www.dire.it di Angela Sannai
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