Cari concittadini, c’è un limite a tutto, tranne che alla generosità di certe amministrazioni comunali.
Ma non parliamo di generosità nei servizi, non sia mai.
Parliamo di quella splendida, irresistibile tendenza a servirti le cose su un piatto d’argento così lucido che non puoi fare a meno di specchiartici dentro.
E quando l’auto-gol politico è così clamoroso, rispondere non è solo un diritto, è un preciso dovere civico.
Certo, lo sappiamo, fare ironia in questi casi è un po’ come “sparare sulla Croce Rossa”, ma di fronte a certi assist, la tastiera ha preso vita e ha cominciato a scrivere da sola tutto quello che pudicamente stavo solo pensando.
La cosa fantastica è che poi, puntuale come arrivano le considerazioni, scatta il risentimento.
Loro si risentono per le critiche, ma non dicono nulla per un senso di superiorità, ed è qui che solitamente entrano in scena i fedelissimi “difensori d’ufficio”, campioni mondiali di equilibrismo, pronti a arrampicarsi sugli specchi pur di giustificare l’ingiustificabile, come nel caso Piscina.
Curioso, però, come questi paladini della giustizia su alcune “gag”, diventino improvvisamente afoni, sordi e invisibili specialmente quando le dita di chi amministra profumano vistosamente di marmellata, in questo caso il silenzio è d’oro.
Ma veniamo all’ultimo, sublime esempio. La saga del Parco Assunto.
Solo pochi giorni fa ci eravamo deliziati con gli annunci e poi i video e i selfie in pompa magna.
Il parco, ci avevano quasi giurato, sarebbe rimasto aperto sempre, rigorosamente video-sorvegliato, immaginiamo con telecamere satellitari, all’interno personale addetto al controllo, bagni splendenti e, per non farsi mancare nulla, un futuro chioschetto per rifocillarsi nelle calde giornate estive. Un quadro veramente idilliaco e tutti o quasi, stavamo credendoci…dopo la chiusura del Parco Dubini arriva un Parco di nostra proprietà da gestire con la cura e la saggezza di un buon padre di famiglia.
Poi, la realtà. (qui l’articolo). Quella brutta, cattiva e antipatica realtà che si è palesata agli occhi dei cittadini mostrando ben altro.
Il “disastro” sta proprio nelle loro parole, sicurezza, servizi, sorveglianza, ma che tradotto nella realtà si tramuta nel deserto dei Tartari, ma con meno organizzazione.
Speriamo di non mancare di rispetto a nessuno, d’altronde, chi amministra non dovrebbe commettere scivoloni comunicativi, ma la metafora sorge spontanea.
E allora facciamola.
Si organizza un banchetto per un evento importante, inviti a parenti e amici, si sistema la casa come fosse Natale o qualche altre grande occasione, i migliori tappeti, i candelabri e quadri vengono posizionati in maniera da essere ben visibili, giusto per fare “stridiare” qualche che invitato, dopo che ci si era “pavoneggiati” per giorni dicendo che sarebbe stata una serata che “passerà alla storia” e che solo i “rosiconi” non sarebbero venuti, giusto per non dare la soddisfazione o complimentarsi.
Ecco la serata tanto attesa è arrivata, gli ospiti arrivano alla chetichella, l’atmosfera è alle stelle, i complimenti si sprecano, tra gli ospiti anche un giornalista amico per diffondere indiretta sui social foto e interviste ai padroni di casa ed alcuni ospiti illustri.
Ma finalmente ci si siede a tavola e…ops… i piatti rimangono vuoti.
A quel punto, mentre gli stomaci degli invitati brontolano, parte il un dialogo sottovoce tra i coniugi che hanno organizzato la festa: Ma… non dovevi pensarci tu a ordinate il cibo?”…Ma che dici? Eravamo rimasti d’accordo che ci pensavi tu la settimana scorsa”
Ma ecco che vien fuori l’amico fidato, quello che arriva sempre in aiuto, esce dalla tasca il telefonino e esclama ” ma si manteniamoci leggeri…una bella pizza margherita per tutti, conosco una pizzeria ottima che in men che non si dica ce le porta”…fortunatamente nella vita reale esistono le pizzerie da asporto e i discount dell’angolo per le bibite, dopo che si erano annunciate pietanze da ristorante stellato e vini delle migliori cantine.
La serata si chiude con risate prendendo in giro i padroni di casa per quanto successo, ma la serata è salva e almeno si mangia. Fine della metafora.
Purtroppo, nel gestire la cosa pubblica, la pizzeria da asporto non c’è e, se manca anche l’amico che salva il tutto, la brutta figura e servita.
Ma a noi cittadini non restano che le amare risate di fronte a così tanta approssimazione.
E dire che per evitare certe figure basterebbe veramente pochissimo.
Innanzitutto un pizzico di sana modestia, una reale programmazione e il vizio di non dare per scontate cose che, probabilmente, non si è mai pensato davvero di fare o se lo si era pensato, come nel caso raccontato sopra si credeva che a pensarci sarebbe stato l’altro.
In attesa di tempi migliori, continuiamo, purtroppo a ridere per non piangere e in attesa di un bel tuffo in piscina, chiudiamo, sperando non ci siano altre “gag” e con un auspicio che ci fa pazientare, quello cioè che prima o poi questa amministrazione decida finalmente di…“asportarsi” da sola. Ad Maiora
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