Nonostante le solenni dichiarazioni di vicinanza alla comunità di Niscemi, colpita da una grave emergenza, la gestione del Carnevale 2026 a Caltanissetta sta sollevando non pochi dubbi.
Se da un lato l’Amministrazione Tesauro parla giustamente di una “scelta responsabile” e del “ritiro dell’avvisorelativo alle manifestazioni del Carnevale“, dall’altro i documenti rivelano una realtà diversa. La festa non si ferma del tutto.
L’Amministrazione comunale aveva annunciato ufficialmente il ritiro degli eventi principali in segno di rispetto. L’assessore Toti Petrantoni e il sindaco Walter Tesauro avevano motivato la scelta con le parole dell’assessore che diceva “Di fronte alla sofferenza e alle difficoltà che stanno attraversando i cittadini di Niscemi – spiega Petrantoni – l’Amministrazione Tesauro ha ritenuto doveroso compiere una scelta responsabile e significativa, limitando al massimo lo svolgimento di momenti di festa, gioia e folklore e dando un segnale concreto di vicinanza e rispetto”, sottolineando la necessità di anteporre il rispetto al folklore, limitando i momenti di gioia in un momento di sofferenza per i vicini niscemesi.
Nella realtà dei fatti però la “limitazione” è una “solidarietà a metà”
Mentre città vicine come Gela che ha dato un segnale perentorio annullando in toto ogni manifestazione e San Cataldo, dove il comune ha rinunciato al carnevale comunicando che non fornirà patrocinio, allestimenti, nè supporto logistico ufficiale per il carnevale 2026, a Caltanissetta si organizza un’intera giornata di festa con annesso supporo logistico, insomma una via di mezzo che appare contraddittoria o lascia pensare che la “solidarietà” sia stata scelta per altre motivazioni.
Infatti lo “School Carnival” è rimasto in programma per il 17 febbraio in centro storico e animerà comunque il Carnevale dedicato alle scuole per l’ìintera giornata.
Ne consegue il blocco totale della circolazione, come da ordinanza dirigenziale n. 15454/2026 che conferma la chiusura di Corso Umberto I, tra Corso Vittorio Emanuele e Via Re d’Italia, dalle ore 08:00 alle 18:00 del 17/02/2026.
Polizia Municipale e Forze dell’Ordine saranno impegnate per dieci ore a presidiare un evento di pura festa con musica e balli.
Presentare lo “School Carnival” come un’occasione di “riflessione e solidarietà, condivisione e solidarietà verso i coetanei della città di Niscemi”, francamente non se ne comprende il senso e sembra una forzatura logistica, ma probabilmente il senso di solidarietà è “ci divertiamo pensando a voi” .
Ciò appare un tentativo forzato di giustificare una manifestazione che, nei fatti rompe il fronte del rispetto e della solidarietà che si voleva costruire, per permettere il regolare svolgimento di una festa che, nei fatti, si svolgerà comuque alla quale mancherà soltanto qualche attrazione in più, di cui si sarebbe dovuto fare carico, economicamente, il comune con qualche affidamento.
In politica e nel rispetto delle comunità colpite, le mezze misure rischiano di svuotare di significato stesso delle parole. O le scelte di solidarietà si compiono in modo integrale, come fatto dai comuni di Gela e San Cataldo, o certe affermazioni di vicinanza risultano inevitabilmente poco credibili.
Se la motivazione del mantenimento dello School Carnival è davvero quella di offrire un “momento di riflessione, condivisione e solidarietà verso i coetanei della città di Niscemi”, ci si augura vivamente di non vedere il Sindaco e gli Assessori partecipare festanti alla manifestazione, esprimendo magari parole di solidarietà ai niscemesi e ai bambini che in questo momento hanno ben altro a cui pensare che a balli in maschera.
Sarebbe un controsenso inaccettabile, da un lato si proclama la vicinanza a Niscemi, dall’altro si presenzierebbe a un evento di piazza tra musica, balli, maschere e annessi selfie.
La credibilità di un’amministrazione si misura anche dalla capacità di tenere i comportamenti in linea con i decreti e i comunicati emessi. Ad Maiora
L’ordinanza
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