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Il consigliere comunale di “Futura – costruiamo insieme la città” Armando Turturici interroga il sindaco su come intende gestire al meglio i beni culturali, museali ed espositivi di proprietà del Comune di Caltanissetta

Last updated: 09/02/2026 18:16
By Redazione 112 Views 7 Min Read
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Lo scorso Gennaio il consigliere comunale Armando Turturici ha presentato un’interrogazione al Sindaco in merito alla gestione degli istituti e dei luoghi della cultura del Comune di Caltanissetta.

Il Comune infatti è proprietario e titolare di importanti beni e istituti culturali, in particolare di alcuni spazi a destinazione museale ed espositiva, quali:

–        la Galleria civica di Palazzo Moncada;

–        il Centro Espositivo d’Arte Contemporanea dell’ex rifugio;

–        il Centro Culturale “Michele Abbate”;

–        la Biblioteca Comunale “Luciano Scarabelli”;

–        il Teatro Comunale “Regina Margherita”.

Inoltre con i fondi del PNRR è previsto un incremento degli spazi comunali a destinazione culturale, quali l’emeroteca nell’ex scuola Luigi Monaco come estensione della biblioteca comunale, la casa natale di Michele Tripisciano e l’ex Gasometro come nuovi spazi espositivi.

Tali strutture rappresentano non solo un patrimonio di grande valore storico, architettonico, artistico e identitario per la città, ma anche un potenziale volano di sviluppo culturale, turistico ed economico per la comunità nissena.

Al momento però non pare ci sia un progetto per gestire e valorizzare correttamente questa importante ricchezza immobiliare e culturale anzi, a volte questi luoghi non sono neanche pienamente a disposizione della cittadinanza a causa di una dotazione organica comunale numericamente poco consistente e non organizzata.

Tuttavia la normativa vigente (in particolare, art. 115 D.lgs. 42/2004 “Codice dei beni culturali e del paesaggio”) consente agli enti locali di procedere all’affidamento della gestione dei beni culturali attraverso bandi pubblici, garantendo trasparenza, concorrenza, qualità dei progetti culturali e sostenibilità economica.

In numerose realtà italiane, anche di dimensioni analoghe a Caltanissetta, l’affidamento della gestione dei siti culturali tramite evidenza pubblica ha portato a buoni risultati, consentendo di ampliare gli orari di apertura al pubblico, di offrire una programmazione culturale stabile, di programmare mostre, eventi e laboratori didattici di qualità, di creare occupazione culturale qualificata e soprattutto di ridurre i costi diretti a carico dei bilanci comunali.

La gestione integrata degli spazi culturali consente inoltre di poter attivare servizi accessori (bookshop, visite guidate, eventi, laboratori, caffetterie culturali, attività educative) capaci di generare introiti e di rendere i siti maggiormente attrattivi.

In tal senso il D.M. 21/02/2018, n. 113, relativo al tema “Adozione dei livelli minimi uniformi di qualità per i musei e i luoghi della cultura di appartenenza pubblica e attivazione del Sistema museale nazionale”, individua tre macro aree – organizzazione, collezioni, comunicazione e rapporti con il territorio – come livello minimo di qualità per l’accreditamento presso il Sistema museale nazionale, spronando dunque tutti i proprietari – pubblici e privati – dei musei e degli altri luoghi della cultura ad adeguarsi a tali standard per poter aderire alla rete nazionale dei musei.

A tal proposito, si rende ormai necessario dotare la città di una vera e propria galleria civica a Palazzo Moncada, gestita in maniera professionale e strutturata, scientificamente organizzata in sezioni per nuclei di collezioni secondo un percorso espositivo tematico permanente, dotata della strumentazione e delle competenze richieste dai livelli minimi uniformi di qualità appena citati.

Più in generale dunque occorre che il Comune si attivi e si impegni per l’ideazione e l’applicazione di un modello gestionale dei siti museali ed espositivi della città, in particolare della galleria civica di Palazzo Moncada, del Centro Espositivo d’Arte Contemporanea (ora sala espositiva dei presepi!), della casa natale di Michele Tripisciano e dell’ex Gasometro agli Angeli, degli altri luoghi della cultura: il teatro Regina Margherita, la biblioteca Scarabelli e il Centro Culturale Michele Abbate, quest’ultimo in particolare da destinare a giovani e associazioni come nell’idea originaria del sindaco di cui porta il nome.

Solo con un progetto culturale chiaro per i luoghi della cultura del Comune sarà possibile creare una rete con le altre istituzioni culturali della città: il Museo Archeologico Regionale, il Museo Diocesano, il Museo Mineralogico, la sala espositiva delle Vare, l’esposizione dedicata a San Michele in Cattedrale, le piccole ma interessanti collezioni private fruibili al pubblico, gli istituti scolastici, il conservatorio e l’università.

Il consigliere Turturici e Futura esortano l’Amministrazione a procedere all’affidamento della gestione dei luoghi della cultura di proprietà comunale attraverso bandi pubblici, nel rispetto dei principi di trasparenza, partecipazione e valorizzazione del patrimonio culturale affinché possano diventare spazi realmente aperti alla città nonché incubatori di occasioni di crescita e sviluppo, ed a breve organizzeranno un FuturaLab su questo tema.

Pierangelo Cigna – responsabile del G.I.S Gruppo di Interesse Specifico Cultura di “Futura – costruiamo insieme la città”

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