Alla base di ogni democrazia sana c’è un contratto sociale non scritto, ma chiarissimo
Caltanissetta, 20/07/2026. Alla base di ogni democrazia sana esiste un contratto sociale non scritto, ma elementare: i cittadini accordano fiducia e, in cambio, pretendono serietà, trasparenza e risultati.
Un meccanismo lineare che, tuttavia, si inceppa sistematicamente non appena si chiudono le urne e si spengono i riflettori della propaganda elettorale.
È un copione nauseante nella sua regolarità, una volta agguantata la poltrona, molti politici vengono colpiti da un’improvvisa e acuta amnesia di comodo.
Dimenticano all’istante chi ce li ha seduti e, soprattutto, perché.
Quella sedia non è un premio alla carriera o uno scanno per il proprio ego, ma un mandato di lavoro preciso per risolvere le piaghe quotidiane della comunità.
Se rimangiarsi le promesse è già di per sé un atto ignobile, il vero tracollo etico avviene quando si scivola nell’omissione scientifica e nell’inganno sistematico.
Da un lato assistiamo al silenzio complice , la scelta codarda di nascondere verità scomode per non scheggiare l’immagine pubblica del potente di turno e dall’altro al millantare strategico.
Quando mancano i fatti si inizia a vendere fumo, spacciando meriti inesistenti, millantando competenze mai viste e dipingendo realtà parallele fatte di successi straordinari che esistono solo sulla carta.
Una delle più grottesche illusioni messe in scena dalla politica locale è la favola della coalizione monolitica e compatta.
Una enormità di comunicati stampa preconfezionati e post social patetici che, oltre a esaltare risultati invisibili ai cittadini sani di mente, tentano disperatamente di rattoppare lacerazioni ormai purulente.
Da Fratelli d’Italia a Forza Italia, passando per tutte le altre sigle che tengono in piedi l’amministrazione comunale a Caltanissetta, è un patetico e continuo rincorrersi di dichiarazioni per spacciare la compattezza come un dato certo, quando la realtà racconta tutt’altro.
La dimostrazione lampante di questo nervosismo è emersa con la recente venuta in città dell’onorevole Minardo, giunto nel disperato tentativo di rimettere ordine in un partito profondamente sconquassato.
Nonostante la passerella abbia scatenato entusiasmi tanto sbandierati quanto ridicoli, sappiamo bene che Forza Italia è ormai spaccata in due e sarà difficilissimo mettere una pezza a uno strappo simile, specie se a fare da “sarto” è proprio colui che la lacerazione l’ha creata cacciando Mirisola, una mossa politica suicida che ha aperto il baratro in cui oggi il partito sta sprofondando.
In questa guerra fratricida una fazione tenta di blindare a ogni costo la giunta Tesauro per difendere le proprie posizioni e poltrone, mentre l’altra fazione, orfana dell’uscita forzata di Mirisola e delle successive dimissioni di Di Dio, mastica amaro e certifica un’instabilità reale che demolisce la narrazione ufficiale.
Nel mezzo si muovono come anime in pena gli indecisi, formalmente fedeli al sindaco ma ormai logorati dall’essere costantemente “umiliati” ed esclusi dalle decisioni che contano.
Non va meglio sul fronte di Fratelli d’Italia. In seguito all’abbandono di fatto di tutti i consiglieri comunali, il partito si ritrova oggi nella posizione politicamente aberrante di avere assessori in giunta totalmente privi di una rappresentanza in consiglio.
Dal canto loro, i consiglieri fuoriusciti, pur avendo garantito l’appoggio al sindaco per mero e ipocrita dovere istituzionale, non rimarranno certo a fare da spettatori passivi dal nuovo gruppo che hanno costituito.
A completare questo quadro desolante ci sono le liste minori della coalizione, che si muovono per puro spirito di sopravvivenza. Vivono nella costante e famelica speranza che un imminente rimpasto di giunta possa catapultare qualcuno dei loro su una poltrona da assessore, esattamente come è già squallidamente accaduto con il caso di Orgoglio Nisseno e Licata, passati dall’opposizione alla maggioranza.
In questo scenario di totale precarietà, ognuno fa il bello e il cattivo tempo a seconda della convenienza personale.
La psicologia di questa politica è banale, più una coalizione è debole e vicina al collasso, più cerca di mistificare la realtà. Quando il terreno trema sotto i piedi, scattano le infiltrazioni d’emergenza, dichiarazioni bomba e promesse ancora più iperboliche, nel disperato tentativo di puntellare una credibilità ridotta in macerie prima che l’intero castello crolli.
Chi vive di queste illusioni, però, dimentica la variabile dell’imprevisto. C’è sempre, prima o poi, una voce fuori dal coro che, dati alla mano, smaschera il bluff, facendo crollare il castello di carte e riducendo al ridicolo chi ha spacciato favole.
Se i millantatori hanno vita facile, tuttavia, la colpa è anche di chi osserva in silenzio.
Di fronte alle sparate altisonanti della politica, la reazione del cittadino dovrebbe essere il dubbio preventivo, la verifica delle fonte, la pretesa di riscontri oggettivi anziché di slogan preconfezionati.
Purtroppo vince spesso la pigrizia, o peggio, la paura della delusione, lo scoprire di essere stati raggirati fa male, e ammettere di aver dato il proprio voto alla persona sbagliata richiede un coraggio civile che molti preferiscono soffocare. Dire a un politico, magari amico, che sta raccontando fesserie è faticoso e scomodo.
Ma finché i cittadini sceglieranno la via dell’omertà intellettuale e continueranno a bere passivamente ogni narrazione di comodo, i venditori di fumo avranno la strada spianata.
Non solo continueranno a mentire, ma si sentiranno abbastanza forti da aggredire e isolare quei pochi che osano svelare la verità.
La fiducia non è una cambiale in bianco, è ora di tornare a pretendere che la politica si misuri esclusivamente sui fatti.
In tutto questo disastro all’opposizione non rimarrebbe che mettersi comoda e godersi lo spettacolo di una maggioranza che si sta cannibalizzando da sola.
Vedere gli avversari incartarsi nelle proprie contraddizioni e scivolare sulle proprie ambizioni personali è senza dubbio un enorme vantaggio tattico.
Tuttavia, per il bene di Caltanissetta, l’opposizione non può limitarsi al ruolo di spettatrice passiva.
Se è vero che la coalizione di governo sta facendo da sola il grosso del lavoro di logoramento, è altrettanto vero che è il momento di svelare definitivamente il bluff e dare una spallata decisiva per accelerare il crollo. Ad Maiora

—————————————–
Questo articolo è frutto di un lavoro di ricerca autonomo e gratuito. Se apprezzi la qualità e l’indipendenza della nostra informazione, puoi contribuire liberamente a sostenere questo nostro progetto editoriale con una donazione volontaria qui il link
Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratuitamente il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o
Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video, in tutte le sezioni del giornale,
non implica necessariamente la condivisione, totale o parziale, dei contenuti espressi. Gli elaborati
possono rappresentare opinioni, interpretazioni o ricostruzioni storiche anche di carattere soggettivo.
Le dichiarazioni riportate sono pertanto attribuibili esclusivamente all'autore e/o all'intervistato che
ha fornito il contenuto. L'obiettivo della testata è quello di offrire un'informazione ampia e pluralista,
divulgando notizie e approfondimenti di interesse pubblico.
In merito agli argomenti trattati, Caltanissetta401.it resta a disposizione degli interessati per la
pubblicazione di comunicati, precisazioni o eventuali repliche che verranno inviate alla redazione.
Invitiamo infine i lettori ad approfondire sempre i temi affrontati, consultando più fonti e formando
autonomamente il proprio giudizio.