Sulle sponde francesi del Lago Lemano si sono aperti ufficialmente i lavori del G7 2026. Sotto la presidenza del capo di Stato francese Emmanuel Macron, la cittadina termale di Évian-les-Bains è diventata l’epicentro della diplomazia mondiale. Un vertice blindatissimo che si preannuncia cruciale, dominato non solo dal delicato dossier ucraino e dallo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale, ma soprattutto dagli sviluppi storici sul fronte mediorientale.
A catalizzare l’attenzione dei leader è stato l’annuncio del memorandum d’intesa siglato tra Stati Uniti e Iran. A margine dei primi incontri bilaterali, il presidente americano Donald Trump ha assicurato che venerdì prossimo lo Stretto di Hormuz – arteria commerciale vitale per le rotte energetiche mondiali – sarà “completamente riaperto”.
Il presidente ospitante, Emmanuel Macron, ha reso omaggio all’intesa definendola “un passo fondamentale per la stabilità globale e la risoluzione del nodo nucleare”. La presidenza francese ha annunciato che il G7 discuterà le conseguenze operative di questo storico accordo per garantire la sicurezza della navigazione a lungo termine.
L’Italia, rappresentata dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, segue da vicino l’evoluzione della crisi. Meloni ha espresso un cauto ottimismo, definendo la svolta una “grande opportunità di pace da cogliere”, ma ha ribadito la necessità di garanzie solide sulla sicurezza delle rotte commerciali. Roma ha confermato la propria disponibilità a contribuire a una missione navale internazionale nello Stretto, previo passaggio e autorizzazione del Parlamento italiano.
Resta tuttavia altissima la tensione nel resto della regione. A margine dell’apertura del vertice, la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha lanciato un monito severo: “Non potrà esserci una pace duratura finché il Libano continuerà a essere in fiamme. Chiediamo un vero cessate il fuoco e il pieno rispetto della sovranità libanese”. Il timore comune è che le recenti rappresaglie e i raid incrociati possano far vacillare i fragili negoziati diplomatich appena avviati.
Oltre alle emergenze in Medio Oriente, il programma del vertice prevede sessioni dedicate all’Ucraina – con la presenza attesa del presidente Volodymyr Zelensky – per fare il punto sugli aiuti occidentali e le strategie di difesa a lungo termine, e per discutere delle crescenti tensioni commerciali globali.
Grande attesa, infine, per la giornata conclusiva di mercoledì, incentrata sull’Intelligenza Artificiale. Il G7 aprirà le porte ai grandi leader del settore tecnologico (tra cui Sam Altman di OpenAI, Dario Amodei di Anthropic e Arthur Mensch di Mistral AI) per una sessione congiunta interamente focalizzata sulla regolamentazione delle nuove tecnologie e sulla protezione dei minori nella sfera digitale.
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