I commercialisti Fulvia Ferradini e Giangaetano Bellavia, consulenti storici di diverse Procure italiane, denunciano di essere stati vittime di un massiccio furto di dati: tra il 2015 e il 2024, oltre un milione di file riservati sarebbero stati sottratti dal loro studio da una collaboratrice, Valentina Varisco.
La Procura ha rinviato a giudizio Varisco per accesso abusivo a sistema informatico e appropriazione indebita.
In seguito alle denunce, il commercialista Bellavia è diventato bersaglio di una campagna mediatica, in particolare da “Il Giornale” e da esponenti del centrodestra, come Maurizio Gasparri, che lo accusano di dossieraggio.
Bellavia è anche consulente del programma Rai “Report”, condotto da Sigfrido Ranucci. L’accusa è di aver trattenuto nel suo archivio documenti giudiziari, su cui aveva lavorato per i PM, e di averli passati a “Report”.
Il commercialista smentisce l’accusa, spiegando che nei file sottratti c’erano le relazioni tecniche e i relativi allegati commissionati dai PM in 45 anni di lavoro. I documenti, contenenti oltre cento nomi “pesanti”, da D’Alema a Renzi, da Berlusconi a Elkann, erano detenuti legittimamente ed erano stati copiati illecitamente da terzi.
Il vero nodo del caso è l’apparizione nel fascicolo processuale di un “appunto” di 36 pagine, privo di firma, data e timbro di deposito.
Il documento elenca i nomi di 19 PM per cui Bellavia ha lavorato e i 101 personaggi/società citati negli atti rubati.
L’appunto sarebbe stato costruito collazionando messaggi email riservati e informali scambiati a maggio 2025 tra Bellavia, Ferradini e l’avvocato Gianni Tizzoni, dopo la scoperta del furto. Questi messaggi contenevano ipotesi per indagini di parte civile contro Varisco e altri dipendenti.
Rimane ignoto chi abbia raccolto, redatto in forma organica e introdotto clandestinamente questo documento nel fascicolo Varisco, gestito dalla PM Paola Biondolillo.
L’appunto di 36 pagine rivelerebbe anche connessioni tra la Varisco, dopo il suo allontanamento dallo studio, e alcune agenzie di investigazione privata (Argo, Dogma, Axerta), mettendole in relazione con Giuliano Tavaroli, ex responsabile security Pirelli/Telecom, già processato per dossieraggi).
Il documento informale suggerisce legami tra Argo e l’area di Matteo Renzi e tra Dogma e Tavaroli, tramite Dimitri Russo, ipotizzando connessioni con i servizi segreti per attività di dossieraggio.
Fonti di Italia Viva smentiscono le illazioni, Renzi pronto alla denuncia, e Tavaroli nega di essere il proprietario occulto di Dogma. Argo ammette rapporti professionali con Varisco e una partnership non operativa con Umberto Saccone, ex dirigente ENI e SISMI, ora IFI Advisory, e associato ad Axerta, ma nega legami illeciti.
Il testo originale sottolinea come “Il Giornale” e la stampa di destra si concentrino solo su 5 delle 36 pagine, ignorando deliberatamente le restanti 31 che citano i nomi di Tavaroli, Argo, Dogma e Axerta, gli stessi nomi che l’appunto mette in correlazione con presunte attività di dossieraggio e che avrebbero potuto svelare il vero movente dietro il furto dei dati.
Da ilFattoQuotidiano
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