Il Pettirosso Nisseno è tornato a posarsi tra i corridoi e le sagrestie politiche di Palazzo del Carmine, appollaiandosi sulla solita trave del soffitto per cogliere gli ultimi spifferi di palazzo.
La prima cosa che ha notato è un’aria decisamente frizzante, quasi elettrica, con lo sguardo di molti fisso al barometro che indica tempesta in quel di Palermo.
Lì, nella Capitale regionale, il clima tra i partiti della maggioranza attorno al Presidente è talmente rovente che anche i condizionatori di Palazzo d’Orleans minacciano lo sciopero. Un caldo soffocante che rischia di provocare fastidiosi “colpi di calore” pure alle nostre latitudini.
Ma la politica, si sa, è l’arte della sopravvivenza e della prevenzione meteorologica: e così, tra i banchi di Palazzo del Carmine, c’è già chi sta studiando la mappa delle correnti per un bel cambio d’aria strategico.
L’idea che circola con insistenza, cinguettano gli informatori del nostro volatile, è semplice quanto astuta: restare saldamente nell’alveo confortevole del centrodestra, ma traslocare in una casa politica lasciata di recente completamente vuota, dove non è rimasto nemmeno un consigliere a spegnere la luce. Un’abitazione “chiavi in mano”, senza coinquilini con cui litigare per il telecomando.
La mossa consentirebbe al fortunato (o alla fortunata) di compiere un vero e proprio prodigio politico: trasformarsi con un solo colpo di pennino da “uno dei tanti” nell’aula a unico, solitario e supremo rappresentante del partito a Palazzo del Carmine.
Questa scelta porterebbe un primo, fondamentale beneficio: mettersi finalmente al riparo da eventuali “perturbazioni” e sussulti di partito, memori delle scosse di assestamento e dei terremoti che già a gennaio scorso avevano fatto tremare i tabelloni e le sedie della politica cittadina.
Allo stesso tempo si otterrebbe il dono dell’ubiquità.
Diventando l’unico consigliere del partito, scatta automaticamente la “corona” di Capogruppo. E in base al Regolamento del Comune di Caltanissetta, il Capogruppo ha il magico passpartout per presenziare e dire la sua in tutte e sette le Commissioni consiliari. Dalla prima all’ultima, senza saltarne mezza, trasformando la propria agenda settimanale in un tour de force di gettoni, verbali e delibere.
Un’evoluzione da “soldato semplice” ad “armata composta da una sola persona“, capace di moltiplicare la propria presenza istituzionale per sette.
Il Pettirosso, dalla sua posizione privilegiata, aggiusta le piume e osserva divertito: mentre fuori c’è chi cerca l’ombra per il troppo caldo, dentro c’è chi ha già trovato il modo migliore per prendersi tutta la scena.
Ovviamente, ci tiene a precisarlo lo stesso pennuto, quanto riportato non rappresenta affatto una verità scolpita nella pietra. Si tratta pur sempre di semplici voci di corridoio, brusii da transatlantico locale e spifferi raccolti al volo tra un caffè e un’indiscrezione. Ma tra i banchi della politica si sa benissimo come vanno queste cose: spesso, tra il chiacchiericcio di corridoio e la realtà dei fatti, il passo è davvero brevissimo.
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