Sinergia tra le aree interne: l’asse Enna-Caltanissetta per rilanciare il territorio
Un incontro di sostanza e prospettiva politica quello avvenuto ieri mattina a Palazzo di Città tra le amministrazioni di Enna e Caltanissetta. Il sindaco di Enna ha ricevuto il collega nisseno Walter Tesauro e la sua vice Giovanna Candura, affiancato dall’intera giunta comunale ennese per sottolineare il carattere operativo e non meramente formale del confronto.
Una sola voce di fronte alla Regione
Al centro del vertice, la volontà di superare lo storico campanilismo tra i due capoluoghi del centro Sicilia. L’obiettivo dichiarato è creare un fronte comune capace di far valere il peso politico delle aree interne nei tavoli istituzionali con la Regione Siciliana.
«Tra Enna e Caltanissetta ci sono pochi chilometri. Se ci mettiamo a fare concorrenza tra noi, finiamo per non fare entrambi niente. Se invece rafforziamo i servizi, diventa più facile andare a discutere con la Regione di qualunque cosa. Altrimenti facciamo solo chiacchiere.»
La linea strategica adottata da Enna punta su un modello non conflittuale: il rafforzamento dei servizi provinciali ennesi, promosso attraverso l’Assemblea dei sindaci, viene inteso come un beneficio esteso all’intero bacino della Sicilia centrale, inclusa la provincia di Caltanissetta. Una visione condivisa dal sindaco Tesauro, che ha annunciato l’intenzione di convocare l’Assemblea dei sindaci nisseni sulla medesima linea d’azione.
Servizi, giovani e la sfida del centenario
I due primi cittadini hanno affrontato dossier cruciali per la tenuta del territorio: sviluppo economico, offerta formativa, potenziamento delle infrastrutture e strategie concrete contro il costante fenomeno dello spopolamento.
Tra le iniziative concordate, emerge la proposta lanciata dal primo cittadino di Enna in vista del centenario dell’istituzione di Enna a capoluogo di provincia: l’organizzazione di un grande evento congiunto Enna-Caltanissetta per riflettere sulla storia comune e tracciare un nuovo modello di sviluppo economico per l’entroterra.
L’intesa punta a restituire centralità a un territorio strategico: le aree interne rifiutano il ruolo di periferia e puntano a tornare attrattive per giovani e professionisti, ponendosi come alternativa sostenibile e competitiva rispetto alle grandi aree metropolitane della costa come Palermo, Catania e Messina.
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