Catania in prima posizione con 37.692 residenti stranieri, seguita da Palermo con 36.702
Il poeta togolese Kossi Komla-Ebri scrive in una sua celebre poesia: “Forse il cielo non lo sa, ma la terra è coperta di passi, i passi riluttanti di chi parte per cercare una casa. Perché la casa non è solo là dove sei nato, ma è dove l’uomo che è in te può guardare il cielo finalmente grato per il giorno che finisce”. Questi passi di cui parla il poeta appartengono a uomini e donne costretti ogni giorno a fuggire dai loro paesi. Accade però che i loro passi, così avviliti e gravi di pesi indicibili, sono raggiunti da quelli di uomini e donne che accolgono, proteggono e credono nell’integrazione. L’impatto di questi passi, ogni anno, viene raccolta dalla Caritas Diocesana e dalla Fondazione Migrantes con l’impegno a costruire una narrazione nuova e più aderente alla realtà sull’immigrazione. Una narrativa che quest’anno racconta Catania come “capitale di accoglienza” per numero di stranieri residenti. Una narrativa che – oltre a esporre dati – specifica l’opportunità economica, culturale e sociale dell’integrazione.
Il rapporto
Sulla scia delle parole di Kossi Komla-Ebri, stamane è stato presentato il “Rapporto Immigrazione Caritas-Migrantes 2025”, volto alla sua XXXIV edizione, presso il Seminario Interdiocesano Regina Apostolorum della Caritas Diocesana di Catania. La mattinata – intitolata “Giovani, testimoni di speranza” in omaggio all’anno giubilare – è stata un’occasione per fare il punto sui dati della provincia etnea, curati dalla dottoressa Manuela De Marco della Caritas Italiana, insieme con don Santino Tornesi, direttore dell’Ufficio regionale per le migrazioni della CESi. Dopo i saluti di don Vincenzo Branchina, vicario generale della diocesi di Catania, l’incontro è proseguito con le riflessioni di don Nuccio Puglisi, direttore della Caritas diocesana, e di don Carlo Palazzolo, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale dei migranti.
“Anche quest’anno – spiega don Nuccio Puglisi –, gli uffici diocesani Migrantes e Caritas si trovano a lavorare insieme. Un pensiero comune che, oltre ad essere rivolto a chi, tragicamente, vive il disagio di un doloroso distacco dalla propria terra, allo stesso tempo è finalizzato a scuotere la sensibilità di chi, in casa propria, vive un disagio peggiore: l’incapacità di accogliere. Migrantes e Caritas cercano occasioni comuni, un comune linguaggio, una uguale possibilità solidale all’interno della stessa città, Catania, capace – se lo vuole – di questo e di altro”.
Stranieri in Sicilia, comanda Catania
I dati Istat presentati nel “Rapporto Immigrazione” indicano un incremento del 5,6% dei residenti stranieri in tutte le province siciliane, rispetto all’anno precedente. Catania in prima posizione con 37.692 residenti stranieri, seguita da Palermo con 36.702, Ragusa con 35.408, Messina con 29.313 e Trapani con 23.675, per un totale nell’intera regione di 209.147. Il fenomeno immigratorio secondo i dati non è il vero allarme, il quale è da rintracciarsi piuttosto nel calo demografico generale della regione e nell’espatrio dei siciliani sempre più in aumento. Per il decimo anno consecutivo, infatti, la popolazione siciliana è diminuita. Sono inoltre 844.507 i siciliani fuori sede che hanno costruito carriera e famiglia lontani dalla propria terra.
I lavoratori stranieri sull’Isola
Un focus sulla provincia catanese esposto da don Santino Tornesi ha inoltre illustrato al pubblico la provenienza dei migranti – per lo più di nazionalità rumena (24,3%), albanese (7,2%) e singalese (10,2%) – e il loro contributo lavorativo ancora sottovalutato. In Sicilia sono 75mila i lavoratori stranieri e – nonostante la loro presenza sia ormai strutturale all’interno dell’isola – non è ancora compiuto e riconosciuto un percorso di integrazione lavorativa vero e proprio. La maggior parte dei migranti è costretta a svolgere mansioni come assistenza domestica, assistenza agli anziani o mansioni manuali non qualificate. Ciò apre la problematica della “segregazione occupazionale”. L’agricoltura assorbe il 30,3% degli occupati stranieri, mentre il lavoro domestico ne impiega il 18,5%. Una concentrazione settoriale che descrive la limitatezza di opportunità lavorative, nonché le competenze messe a tacere: sono il 25,4% gli stranieri che possiedono un titolo di studio superiore a quello richiesto dal datore di lavoro.
Gli studenti stranieri
Ultima area esplorata dal “Rapporto Immigrazione” è quella delle istituzioni scolastiche. Secondo i dati del Ministero dell’Istruzione e del Merito, nel 2023/2024 si sono registrati 29.971 studenti con cittadinanza non italiana con un incremento di oltre mille unità in un solo anno. Più della metà degli studenti coinvolti nell’analisi è nata in Italia (15.887). I più numerosi sono di origine africana (38%), a seguire studenti europei (37,5%) e asiatici (quasi il 20%). A Catania sono 5.291 gli studenti stranieri iscritti nella scuola dell’obbligo. Una percentuale assai lontana dalla media nazionale pari all’11,6%, tuttavia in crescita. “Rinnoviamo il nostro impegno a promuovere una cultura dell’accoglienza, della solidarietà e dell’inclusione, nel solco dei valori di dignità umana e fraternità” conclude don Santino Tornesi.
Fontr QdS.it di Martina Tolaro
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