Nel messaggio inviato alla Comunità di Sant’Egidio per lo storico incontro internazionale, il Capo dello Stato richiama alla responsabilità collettiva contro conflitti, ingiustizie e polarizzazioni.
In occasione dell’incontro internazionale per la pace promosso dalla Comunità di Sant’Egidio ad Assisi, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un incisivo messaggio che richiama con forza le istituzioni internazionali e i singoli cittadini alle proprie responsabilità morali e civili.
L’evento, che rinnova lo «Spirito di Assisi» a 40 anni dal primo storico raduno interreligioso voluto da Papa Giovanni Paolo II nel 1986, riunisce leader religiosi e culturali da tutto il mondo per riaffermare l’incompatibilità assoluta tra la fede e qualsiasi forma di violenza o sopraffazione.
“L’inerzia è ingiustificabile”
Nel suo intervento, Mattarella evidenzia come le tragedie del nostro tempo non siano fatalità inevitabili, bensì il risultato di scelte umane: «Conflitti, ingiustizie, povertà e sopraffazioni sono prodotti umani. L’inerzia è ingiustificabile», ha dichiarato il Capo dello Stato.
Se da un lato il compito primario di tracciare percorsi di pace, ricostruire il diritto e sconfiggere i pregiudizi spetta inevitabilmente ai governi e alle istituzioni internazionali, Mattarella sottolinea come nessuno possa ritenersi dispensato dal fare la propria parte. Ciascun cittadino è chiamato a mettere in campo la propria passione civica e il proprio senso di responsabilità per contribuire a un’architettura di pace sostenibile.
Il ruolo delle religioni e il dialogo tra culture
Il Presidente ha rivolto un plauso alla Comunità di Sant’Egidio per la continuità del suo impegno, definendo l’intuizione di Giovanni Paolo II un «evento profetico».
Le religioni e le diverse tradizioni spirituali, secondo il Quirinale, possiedono una forza fondamentale: la capacità di attingere a dimensioni culturali e ideali profonde per promuovere il rispetto della diversità e la solidarietà. In un momento storico segnato da crescenti spinte egemoniche, diseguaglianze e logiche di potenza, il dialogo aperto e costante resta l’unico strumento in grado di far crescere la fiducia reciproca e rafforzare la coesione sociale.
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