Un uomo di 54 anni di Catania è morto all’ospedale San Marco, diventando la prima vittima accertata dell’influenza K, il ceppo dominante del virus influenzale A (H3N2). L’uomo era stato ricoverato da un paio di giorni con una grave insufficienza respiratoria che gli è risultata fatale.
Il decesso è avvenuto il 12 gennaio e segna il primo caso mortale ufficialmente riportato legato a questo ceppo influenzale.
L’influenza K rappresenta attualmente la variante dominante del virus A (H3N2) in circolazione.
L’influenza K si manifesta con un esordio improvviso caratterizzato da febbre alta, brividi, mal di testa severo e dolori muscolari e articolari diffusi. I pazienti lamentano anche una marcata stanchezza, mal di gola e tosse secca. Nei bambini possono presentarsi sintomi gastrointestinali come nausea, vomito e diarrea.
Il virus ha colpito con particolare intensità la Sicilia e la Campania. Quest’ultima regione aveva già registrato una forte diffusione prima della Sicilia.
Entrambe le regione hanno uno dei più bassi bassi tasso di vaccinazione
——————
Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratis il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o
Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.
