L’ultimatum di Trump in scadenza: in programma attacchi nella notte. I negoziatori pessimisti sulla possibilità di un accordo all’ultimo. Intanto esplosioni a Teheran
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato per stasera martedì 7 aprile la «distruzione totale dell’Iran». Teheran non ha finora risposto al suo ennesimo ultimatum. E non ha riaperto lo Stretto di Hormuz, se non per le navi che pagano un pedaggio. «L’intero Paese potrebbe essere distrutto in una sola notte», che potrebbe essere tra martedì sera e mercoledì, ha dichiarato Trump in una conferenza stampa. L’esercito iraniano ha replicato denunciando la «retorica arrogante» e affermando tramite un portavoce che tali dichiarazioni non avevano «alcun effetto» sulle sue operazioni.
La guerra scatenata il 28 febbraio dai bombardamenti israeliani e americani sull’Iran ha causato migliaia di morti in Medio Oriente, principalmente nella Repubblica islamica e in Libano, dove opera il suo alleato Hezbollah. Trump ha affermato che gli iraniani appoggiavano «attacchi continui» ed erano «pronti a soffrire» per rovesciare l’attuale regime. Poche ore prima, interrogato sulla sua minaccia di distruggere le centrali elettriche, aveva dichiarato di «non essere preoccupato» del rischio di commettere crimini di guerra. Qualsiasi attacco contro infrastrutture civili, in particolare impianti energetici, è illegale e inaccettabile, ha sottolineato il presidente del Consiglio europeo, António Costa. Ma per il repubblicano il crimine di guerra sarebbe permettere all’Iran di acquisire armi nucleari.
Intanto in Libano il bilancio delle vittime si avvicina a 1.500, secondo le autorità locali. I sobborghi meridionali di Beirut, sotto il controllo di Hezbollah, sono quasi completamente deserti dal 2 marzo. Solo pochi negozi rimangono aperti, ha osservato un giornalista dell’Afp. I ritratti dell’ayatollah Ali Khamenei, ucciso all’inizio della guerra in un attacco congiunto tra Stati Uniti e Israele in Iran e presentato come il martire della nazione, adornano le principali arterie stradali.
07 Aprile 2026 – 04:15
Wsj: negoziatori pessimisti sull’accordo
I negoziatori sono pessimisti sulla possibilità che l’Iran ceda alla richiesta di Donald Trump di riaprire lo Stretto di Hormuz prima della scadenza fissata dal presidente, aprendo di fatti la strada ai bombardamenti americani alle infrastrutture energetiche iraniane. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali i funzionari americani sostengono che il divario fra Stati Uniti e Iran sia troppo ampio per essere colmato entro la scadenza. Alcuni funzionari americani hanno riferito che Trump si è mostrato meno fiducioso sulla possibilità che si raggiunga un accordo, e prevedono che un ordine per l’attacco possa essere impartito già subito dopo la scadenza.
07 Aprile 2026 – 03:35
Esplosioni a Teheran
Esplosioni a Teheran e nella periferia della città, riferiscono i media iraniani. «Pochi istanti fa sono state sentite delle esplosioni in alcune zone di Teheran e di Karaj», città confinante ad ovest della capitale, riportano le agenzie stampa Mehr e Fars, senza dare ulteriori informazioni. Il Wall Street Journal scrive che o bombardieri B-2 hanno sganciato nel fine settimana bombe ‘bunker buster’ da migliaia di chilogrammi su un complesso sotterraneo del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie. Il complesso è stato distrutto e diversi membri della Guardie Rivoluzionarie sono stati uccisi. Le bombe Gbu-57 sono le stesse usate in giugno contro gli impianti nucleari iraniani. La Mezzaluna Rossa iraniana (Ircs) riferisce che sono in corso operazioni di soccorso e salvataggio nella capitale dopo un attacco aereo Usa-Israele. In un post su X, l’Ircs spiega che un’altra zona residenziale è stata presa di mira dall’ultimo attacco. Un video pubblicato sempre su X mostra i soccorritori che lavorano tra le macerie degli edifici crollati e assistono i feriti.
07 Aprile 2026 – 02:00
Il Pentagono prova a evitare le accuse di crimini di guerra
Il Pentagono sta ampliando l’elenco dei siti energetici iraniani che potrebbe colpire includendovi strutture che forniscono energia e carburante sia ai civili sia alle forze armate, in quella che è ritenuta una via per aggirare le eventuali accuse di crimini di guerra. Lo riporta Politico citando alcune fonti. La convenzione di Ginevra concede un margine di manovra quando i siti oggetto di attacchi sono usati sia dai civili sia dai militari. Al Pentagono è in corso un dibattito su dove tracciare la linea fra gli obiettivi militari e quelli civili, come ad esempio gli impianti di desalinizzazione che possono essere considerati bersagli perché anche le forze militari necessitano di acqua potabile.
07 Aprile 2026 – 01:00
Drone su una casa in Kurdistan, due morti
Un drone proveniente dall’Iran ha ucciso una coppia nel Kurdistan iracheno dopo essersi schiantato contro la loro casa. Lo riferiscono le autorità locali. Il Servizio antiterrorismo della regione autonoma ha dichiarato in una nota che l’incidente è avvenuto «quando un drone carico di bombe proveniente dall’Iran si è schiantato contro un’abitazione civile nel sottodistretto di Dara Shakran, nella provincia di Erbil».
07 Aprile 2026 – 00:33
15 americani feriti in un attacco di droni in Kuwait
Quindici americani sono rimasti feriti la scorsa notte in un attacco iraniano con droni alla base Ali Al Salem in Kuwait. Lo riporta Cbs citando due funzionari americani, secondo i quali molti dei feriti sono già tornati al lavoro.
Fonte open.it di Alba Romano
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