Un dossier di Medici Senza Frontiere rivela che Israele sta affamando Gaza con effetti devastanti su madri e bambini
A Gaza la guerra colpisce dove la vita è più fragile: nei corpi delle donne incinte, delle madri che allattano e dei neonati. L’ultima analisi di Medici senza frontiere restituisce il volto dell’emergenza nella Striscia: una malnutrizione che l’organizzazione definisce “artificiosamente provocata da Israele” e che ha prodotto effetti devastanti sulla salute materna e infantile.
Donne e neonati travolti dalla malnutrizione: Israele sta affamando Gaza
Nelle strutture gestite o supportate da Msf, tra la fine del 2024 e l’inizio del 2026, sono stati registrati più parti prematuri, morti neonatali, aborti spontanei e interruzioni delle cure tra i bambini malnutriti. Non una calamità naturale né una crisi imprevedibile. Per Msf la causa è il blocco dei beni essenziali imposto da Israele, unito agli attacchi alle infrastrutture civili e sanitarie, agli sfollamenti e alle restrizioni all’ingresso di aiuti, cibo e acqua.
I numeri raccontano una tragedia che dovrebbe scuotere le cancellerie europee, a partire da Roma. Msf ha analizzato i dati di 201 madri di neonati ricoverati nelle terapie intensive neonatali degli ospedali Al Nasser e Al Helou. Più della metà ha sofferto di malnutrizione durante la gravidanza e una donna su quattro era ancora malnutrita al parto. Il 90% dei bambini nati da madri malnutrite è venuto alla luce prematuro, l’84% con basso peso alla nascita. In questi casi, la mortalità neonatale era doppia.
“La crisi di malnutrizione è interamente artificiale”, ha spiegato Mercè Rocaspana, referente medico di Msf per le emergenze. Prima della guerra la malnutrizione a Gaza era praticamente inesistente. Da due anni e mezzo, invece, il blocco sistematico degli aiuti e delle merci commerciali ha trasformato la fame in una condizione quotidiana.
Bambini senza cure e famiglie costrette a scegliere
Il quadro è drammatico anche per i neonati sotto i sei mesi. Tra ottobre 2024 e dicembre 2025, Msf ha ammesso 513 bambini nei programmi ambulatoriali di alimentazione terapeutica a Khan Younis. Il 91% era a rischio di ritardi nella crescita e nello sviluppo. Tra i 200 usciti dal programma a dicembre, solo il 48% era guarito, il 7% era deceduto e il 32% aveva interrotto il trattamento per insicurezza e sfollamenti.
È in questo scenario che la prudenza del governo italiano e dell’Europa in generale appare sempre più insostenibile. Roma continua a parlare di equilibrio e diplomazia. Ma di fronte a neonati prematuri, madri senza cibo, strutture sanitarie distrutte e aiuti bloccati, l’equilibrio rischia di diventare una formula vuota. Peggio: una copertura politica dell’inerzia.
Il governo Meloni ha sospeso il rinnovo automatico del memorandum militare con Tel Aviv, ma si è opposto allo stop all’accordo Ue-Israele. Una posizione ambigua, che consente di mostrarsi critici a parole senza assumere fino in fondo le conseguenze politiche di ciò che sta accadendo. Se la malnutrizione è prodotta da scelte militari e politiche, allora non basta invocare il diritto internazionale. Bisogna pretendere l’ingresso senza ostacoli di aiuti, cibo, acqua e farmaci.
La fame come parte della guerra
Msf ricorda che prima della guerra non esistevano reparti specializzati nell’alimentazione terapeutica a Gaza. I primi casi di malnutrizione infantile sono stati individuati nel gennaio 2024. Da allora a febbraio 2026, l’organizzazione ha preso in carico 4.176 bambini sotto i 15 anni, quasi tutti sotto i cinque anni, e 3.336 donne in gravidanza o allattamento.
A metà 2025, dopo la fine del cessate il fuoco di gennaio, i punti di distribuzione alimentare sono passati da circa 400 a quattro, gestiti dalla Gaza Humanitarian Foundation. Secondo Msf erano militarizzati, pericolosi e spesso quasi inaccessibili. Le famiglie sono state costrette a scegliere chi nutrire per primo, spesso sacrificando le madri nella distribuzione del poco cibo disponibile.
La fame, a Gaza, non è un effetto collaterale. È diventata parte della guerra. E finché Israele continuerà a limitare l’ingresso degli aiuti e a colpire le infrastrutture essenziali, ogni appello umanitario resterà insufficiente. L’Europa dovrebbe dirlo con chiarezza.
Fonte lanotiziagiornale.it di Raffaella Malito
——————
Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratis il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o
Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.
Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratuitamente il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o
Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video, in tutte le sezioni del giornale,
non implica necessariamente la condivisione, totale o parziale, dei contenuti espressi. Gli elaborati
possono rappresentare opinioni, interpretazioni o ricostruzioni storiche anche di carattere soggettivo.
Le dichiarazioni riportate sono pertanto attribuibili esclusivamente all'autore e/o all'intervistato che
ha fornito il contenuto. L'obiettivo della testata è quello di offrire un'informazione ampia e pluralista,
divulgando notizie e approfondimenti di interesse pubblico.
In merito agli argomenti trattati, Caltanissetta401.it resta a disposizione degli interessati per la
pubblicazione di comunicati, precisazioni o eventuali repliche che verranno inviate alla redazione.
Invitiamo infine i lettori ad approfondire sempre i temi affrontati, consultando più fonti e formando
autonomamente il proprio giudizio.