La Regione si prepara a rimandare 42 “comandati” in corsia, ponendo fine a un sistema costato 4,2 milioni l’anno. Scadenza il 31 dicembre
La Regione Siciliana accelera il passo per una drastica “cura dimagrante” dei suoi uffici, in particolare presso gli assessorati alla Salute e al Bilancio. L’attenzione si concentra sul mini-esercito di 42 tra medici, dirigenti, biologi, farmacisti e amministrativi strappati alle Asp e agli ospedali (la “trincea”) per vestire i panni del burocrate in assessorato.
La decisione, maturata dopo tre tentativi di stabilizzazione falliti e un clamore politico sollevato all’Ars da Ismaele La Vardera e dal presidente dell’Antimafa regionale Antonello Cracolici, è stata decisa dalla giunta, guidata dal governatore Renato Schifani.
La normativa originaria prevedeva un massimo di soli 15 “comandati” (10 alla Salute, 5 al Bilancio). In poco più di dieci anni, il numero è quasi triplicato, raggiungendo quota 42, con un costo complessivo per le casse regionali di 4,2 milioni di euro l’anno.
Gran parte di questi contratti è in scadenza il 31 dicembre. Mentre per 16 collaboratori e assistenti amministrativi si prospetta una potenziale stabilizzazione tramite concorso selettivo, il destino dei restanti è segnato.
Particolarmente delicata è la posizione dei 26 dirigenti in comando, che costano individualmente tra i 100 mila e i 190 mila euro lordi all’anno, per un totale di 3,38 milioni di euro. Per questa categoria, la legge non prevede alcuna corsia preferenziale per l’inquadramento.
La mossa della giunta mira a chiudere definitivamente la stagione dei “comandati dai cognomi eccellenti”.
Maria Paola Ferro, moglie del sindaco di Palermo Roberto Lagalla (compenso di 128 mila euro), e Fabrizio Geraci, cugino dell’assessore Edy Tamajo (158 mila euro l’anno), dovranno rientrare nella loro azienda di appartenenza, Villa Sofia-Cervello, a partire da gennaio. Il collegio dei revisori dei conti dell’ospedale ha infatti disposto il loro rientro dopo anni di distacco.
Anna Mancuso (moglie del ragioniere generale Ignazio Tozzo, 122 mila euro) e Rosalia Murè (190 mila euro l’anno) sono anch’esse verso la mancata riconferma, sebbene quest’ultima sia in corsa per la direzione sanitaria del Policlinico di Palermo.
Anche il contingente di dirigenti richiamati per il Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) è nel mirino. Molti di questi professionisti, infatti, si sono occupati di tutto tranne che dei progetti del Piano.
Tra i nomi in uscita c’è Giorgia Iacolino, figlia del dirigente generale della Pianificazione Strategica, distaccata dall’Asp di Agrigento all’Osservatorio epidemiologico (104 mila euro lorde). Verso l’addio anche la cardiologa Gabriella Maria Terrazzino (moglie del noto amministrativista Girolamo Rubino) e diversi altri specialisti, come Viviana Messineo, Mario Tumminello e Francesco Regina.
L’assessora alla Salute, Daniela Faraoni, ha confermato la volontà di procedere a una valutazione rigorosa: «Stiamo facendo una valutazione», ha dichiarato, difendendosi dalle accuse e specificando che dalla sua nomina nel gennaio 2025 non è stato chiamato alcun nuovo “comandato”. L’assessora ha anche sottolineato la difficoltà nel sostituire queste figure con personale interno: «All’atto di interpello per sostituire i comandati con dirigenti interni si sono presentati purtroppo solo in quattro».
In base all’atto di indirizzo della giunta, solo i dirigenti di aree e servizi che occupano posti previsti in pianta organica potranno essere confermati per un massimo di tre mesi e senza possibilità di ulteriori proroghe, in attesa della riorganizzazione degli uffici.
Resteranno in sella fino a marzo:
Massimiliano Maisano (Asp Palermo), RUP dei progetti Pnrr.
Francesco Paolo La Placa (Asp Palermo).
Paola Proia (Policlinico Palermo).
La sforbiciata voluta da Palazzo d’Orleans preannuncia la stagione di nuovi concorsi per la Regione, con l’obiettivo dichiarato di rimettere i professionisti sanitari là dove servono di più: in corsia.
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