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La DC siciliana oltre l’ostacolo giudiziario: il “Sì” ai referendum e il rilancio a Caltanissetta

Last updated: 16/02/2026 9:15
By Redazione 653 Views 5 Min Read
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Mentre il leader Totò Cuffaro resta ai domiciliari, la Democrazia Cristiana riorganizza le fila.

Tra comitati per la riforma della giustizia e l’Assemblea Regionale “Direzione Futuro”, che si terrà a Caltanissetta il prossimo 22 febbraio, il partito serra i ranghi.

La scena politica siciliana assiste a un paradosso, il suo principale motore, Totò Cuffaro, è fisicamente assente dai palchi, ma la sua creatura politica, la neonata Democrazia Cristiana, accelera il passo.

Nonostante la recente inchiesta per corruzione e turbativa d’asta che ha costretto l’ex governatore agli arresti domiciliari, il partito ha rotto gli indugi, ufficializzando il proprio sostegno alla campagna referendaria per la separazione delle carriere.

Dopo un iniziale momento di incertezza dovuto alle vicende giudiziarie del leader e alle conseguenti frizioni interne per la successione, la DC ha trovato una quadra operativa.

Il segretario nazionale Gianpiero Samorì, d’intesa con il presidente Renato Grassi, ha dato il via libera alla costituzione dei Comitati per il Sì.

La strategia è chiara, trasformare la battaglia referendaria in un manifesto politico.

L’avvocato Luigi Rapisarda, Leonardo Sala e Giorgio Cavazzoli sono stati incaricati di redigere il documento che guiderà la comunicazione del partito. Sui social circolano già i primi slogan: “Vota Sì – La scelta giusta”, per una giustizia definita “libera, equa e indipendente”.

Tuttavia, è impossibile scindere l’impegno referendario dalle vicende personali di Cuffaro.

Se le note ufficiali mantengono un basso profilo, i fedelissimi come Stefano Cirillo non usano giri di parole, parlando di un “accanimento” giudiziario contro l’ex governatore, trasformato a loro dire in un “bersaglio simbolico permanente”.

Per sopperire all’assenza di Totò Cuffaro, la gestione del partito in Sicilia è stata affidata a una triade di commissari: Fabrizio Meli, Totò Cascio e Carmelo Sgroi. A loro spetta il compito di traghettare la DC verso una nuova fase di radicamento territoriale.

Il banco di prova principale sarà l’Assemblea Regionale convocata per domenica 22 febbraio a Caltanissetta, presso l’Hotel Ventura. Il titolo scelto, “Direzione Futuro”, suona come una dichiarazione d’intenti, dimostrare che il progetto politico può sopravvivere e crescere anche nelle tempeste giudiziarie.

Al tavolo siederanno i pezzi da novanta del partito, dal capogruppo Carmelo Pace agli onorevoli Ignazio Abbate, Nuccia Albano, Carlo Auteri, Serafina Marchetta e Andrea Messina. Presente anche la presidente regionale Laura Abbadessa, insieme a dirigenti e delegazioni provenienti da tutta l’isola.

L’incontro di Caltanissetta sarà un momento di verifica organizzativa. L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare il radicamento della DC in Sicilia, fedele ai valori storici dello scudo crociato ma con lo sguardo rivolto alle prossime sfide elettorali.

Resta però l’interrogativo di fondo, quanto peserà, nel lungo periodo, l’ombra dei domiciliari di Cuffaro?

Per ora, i suoi sostenitori tirano dritto, convinti che il “sentimento democristiano” sia più forte delle ordinanze cautelari.

In attesa di capire se, e quando, il leader potrà tornare a parlare in prima persona, la parola passa alla base e ai territori.

L’appuntamento di Caltanissetta non sarà solo una prova di forza della dirigenza regionale, ma anche un termometro preciso degli equilibri politici sul territorio.

Sarà infatti particolarmente interessante osservare chi siederà nelle prime file dell’Hotel Ventura.

La presenza o l’eventuale assenza di politici locali che ricoprono cariche istituzionali e insieme ai loro gruppi di simpatizzanti, offrirà una risposta chiarificatrice.

Vedere chi dei locali parteciperà sarà il segnale definitivo per capire se il progetto della Nuova DC è destinato a consolidarsi o se le nubi giudiziarie iniziano a pesare anche sui fedelissimi della prima ora a Caltanissetta.

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