«La nudità civile si compie quando i tuoi stessi concittadini ti costringono a vivere in un ingiusto limbo sociale ed economico.»
Con queste parole sferzanti e cariche di amarezza, Cosimo Lorina, storico commerciante nisseno alla guida di un’azienda di famiglia con ben 102 anni di storia, ha affidato a un lungo post sul suo profilo Facebook un’accorata denuncia sulla condizione di Caltanissetta.
L’intervento di Lorina non è soltanto il lamento isolato di un’attività commerciale in difficoltà, ma si configura come un vero e proprio manifesto politico e sociale, una fotografia spietata della crisi che attraversa il cuore antico della Sicilia e un appello per un’inversione di rotta non più rinviabile.
La radiografia del degrado: la paralisi del centro storico
Il quadro tracciato nel post partendo dalla quotidiana osservazione del territorio è impietoso e suffragato da dati concreti.
Oltre 250 saracinesche abbassate lungo i corsi principali e nel centro antico, il declino della Strata ’a foglia, storicamente cuore pulsante del commercio e delle campagne nissene, oggi ridotta a un’area priva della vitalità di un tempo e la svalutazione del patrimonio immobiliare, gravato da estimi catastali fuori mercato e imposte penalizzanti anche sugli immobili sfitti.
Lorina ricorre a un’efficace metafora anatomica per spiegare la gravità della situazione: «Accade al territorio esattamente ciò che accade a un corpo umano quando gli si ferma il cuore: il centro storico smette di battere, e le periferie, come braccia e gambe private del sangue, sono destinate a marcire nell’abbandono.»
La critica si estende anche alla gestione dei finanziamenti pubblici (fondi europei e PNRR), definiti “polverizzati” in interventi senza una reale ricaduta strategica, oltre che alle proposte estemporanee giunte da certi tavoli tecnici, come la bizzarra idea di snaturare l’identità del centro storico per trasformarlo in una sorta di outlet all’aperto.
Rifiutando la logica del vittimismo, l’intervento individua un preciso punto di svolta: la necessità immediata di un Dossier/Piano Strategico di Sviluppo, redatto con il supporto di studi professionali di alto livello. La scadenza è stringente: la Regione Siciliana sta definendo la programmazione dei fondi 2030-2034. Perderla significherebbe condannare il territorio all’isolamento per almeno un altro decennio.
Per ribaltare la narrazione di una Caltanissetta rassegnata, Lorina propone una visione di rilancio fondata su diversi pilastri strutturali:
Un’Università statale autonoma del Centro Sicilia
Basta con i consorzi precari o le succursali dipendenti da altri atenei. Viene richiesta l’istituzione legislativa di un ateneo autonomo concentrato sui punti di forza della storia e del territorio locale:
- Settori chiave: Scienze geologiche, energia, transizione ecologica e biotecnologie agrarie.
- Campus diffuso: Sfruttare i palazzi comunali inutilizzati e i quartieri storici (Santa Venera, San Rocco, Angeli, Provvidenza) per ospitare gli studenti, ripopolando e rianimando la vita sociale ed economica del centro.
Infrastrutture, mobilità e connettività
- Inserire Caltanissetta come nodo strategico nella rete dell’Alta Velocità siciliana.
- Sbloccare ed erogare le risorse per completare la circonvallazione di contrada La Spia (circa 3 milioni di euro fermi), liberando la città dal traffico pesante.
- Realizzare parcheggi d’interscambio ben collegati invece di ricorrere a chiusure improvvisate e penalizzanti per le attività commerciali.
Rigenerazione urbana e “Distretto d’Autore”
- Mercato Coperto a km zero: Riqualificare la Strata ’a foglia trasformandola in un polo agroalimentare d’eccellenza.
- Riutilizzo dei locali commerciali: Assegnare le 250 botteghe chiuse a canoni agevolati per giovani creativi e artigiani, garantendo decoro e rispetto delle facciate storiche.
- Incentivi fiscali e cultura: Valorizzare luoghi simbolici (come l’ex Monastero di Santa Croce, orientandolo ad hub culturale legato alla figura di Leonardo Sciascia) e istituire una Zona Franca Urbana con fiscalità di vantaggio decennale per chi sceglie di investire nel centro.
Caltanissetta come “Capitale del buon vivere”
In un’epoca in cui le grandi metropoli come Palermo e Catania soffrono per inquinamento, traffico e un costo della vita sempre più alto, Caltanissetta ha l’opportunità di posizionarsi sull’asse opposto: offrire una vita a dimensione umana, sicura, accessibile e ricca di patrimonio culturale.
Il messaggio lanciato da Cosimo Lorina è chiaro: il mondo produttivo e la società civile nissena chiedono uno scatto d’orgoglio e una visione a lungo termine.
La politica cittadina e regionale è ad un bivio: adagiarsi nella gestione dell’ordinario o raccogliere la sfida di una vera programmazione strategica per restituire dignità e futuro al cuore della Sicilia.


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