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La politica del diversivo: tra voli pindarici e problemi reali lasciati nel degrado

Autore: Sergio Cirlinci Visualizzazioni: 81 Tempo di lettura: 5 Pubblicato il: 13/08/2026
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Premettiamolo subito, a scanso di equivoci, chi scrive non è un esperto in materia.

Ma, in tutta franchezza, ciò che risulta davvero incomprensibile è come certi politici locali, come anche tanti cittadini, riescano a sprecare il proprio tempo prezioso per occuparsi di argomenti dei quali, palesemente, neanche loro sono esperti.

Se fossimo di fronte a figure di livello nazionale o ad amministratori con incarichi specifici di settore, un simile svisceramento di posizioni potrebbe persino essere apprezzato.

Vorremmo invece ricordare a costoro che farebbero decisamente meglio a scrivere e a battersi su quanto succede nella nostra martoriata città, sommersa da criticità quotidiane e da domande inevase che i cittadini pongono continuamente all’attenzione di chi è stato eletto per rappresentarli o di chi ama intervenire spesso nel dibattito pubblico.

Perché non parlano, ad esempio, delle tariffe della piscina Collodoro? Un tema scottante sul quale, improvvisamente, è calato il silenzio.

Perchè non si parla del centro storico, ormai un deserto, nonostante il traffico sia stato riaperto nel gennaio 2024, chiusura che era considerata un ostacolo alla sua rinascita?

Perché non spendono una parola sullo stato di profondo degrado in cui versa la città?

Basterebbe guardarsi intorno, strade ridotte a colabrodo, marciapiedi impraticabili, ville e i cosiddetti “parchi” lasciati all’abbandono o chiusi, come il Parco Dubini di cui non si parla più?

Del cimitero ne vogliono parlare e delle condizioni indecorose in cui si trova?

Dell’invasione di erbacce che soffoca sia il centro storico che gli altri quartieri, fino all’emergenza randagismo la cui gestione sfiora ormai la cifra di quasi un milione di euro l’anno, 16,10€ l’anno a cittadino, neonati compresi.

Che fine ha fatto, inoltre, il discorso sul debito ATO dopo la bocciatura di diversi bilanci da parte del Tribunale delle Imprese di Palermo?

E l’elenco dei disservizi potrebbe continuare ancora a lungo.

Parlare di temi che interessano da vicino la vita di tutti i giorni sarebbe innanzitutto un atto di rispetto verso la comunità.

E invece si preferisce deviare il discorso su narrazioni e progetti che sappiamo benissimo essere di difficilissima se non impossibile realizzazione, come del resto spiegato con dovizia di dettagli da chi la materia la conosce davvero ed è intervenuto di recente tramite un articolo di approfondimento di un lettore, qui l’articolo. e le precisazioni di Marcello Frangiamone, il link.

Il costante desiderio di mettersi in mostra, stimolato da una perenne caccia alla visibilità per meri fini elettorali, spinge molti ad avventurarsi in argomenti complessi che si rivelano poi un clamoroso boomerang.

È fin troppo facile inserirsi in un dibattito quando il tema si fa “caldo” e di tendenza.

Ma sono quegli altri temi, quelli bollenti, concreti e irrisolti, che riguardano direttamente i cittadini pesando sulle loro tasche, e che osservano ogni giorno con crescente frustrazione, che attendendo risposte e fatti concreti.

Resta l’amara considerazione che, ancora una volta, quando non si ha alcuna intenzione di toccare argomenti scomodi o dai quali si potrebbe risalire a precise responsabilità, indirette o di loro amici, la strada scelta è sempre la solita, fare rumore su altro, sapendo magari le difficoltà che comporterebbe, pur di voltare le spalle alla realtà che ci circonda.

Sia chiaro, però: questa riflessione non vuol rappresentare un richiamo diretto o un attacco personale a qualcuno nello specifico. Vuole essere, semmai, un’accorata esortazione rivolta a tutta la politica locale ed anche ai cittadini, affinché si torni ad argomentare, a confrontarsi e soprattutto a occuparsi con serietà delle tantissime tematiche che attendono da troppo tempo risposte. Ad Maiora

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