ROMA – Non usa giri di parole Ignazio La Russa per liquidare l’azione della Global Sumud Flotilla, la spedizione internazionale che cerca di forzare il blocco navale israeliano per consegnare aiuti umanitari alla popolazione di Gaza. In un intervento che sta facendo discutere, il Presidente del Senato ha definito l’iniziativa una forma di “propaganda a basso rischio”, mettendo in dubbio l’efficacia reale di queste missioni.
L’attacco: “Fortunati se vengono fermati”
Secondo La Russa, gli attivisti a bordo delle imbarcazioni cercherebbero deliberatamente lo scontro mediatico. Tra le frasi che hanno sollevato il maggior sdegno, spicca l’osservazione secondo cui i volontari avrebbero la “fortuna di essere fermati” dalle autorità israeliane per poter poi, a suo dire, “gridare alla tortura” e ottenere visibilità internazionale.
Il Presidente del Senato ha poi incalzato con un quesito retorico:
“Quanti palestinesi hanno salvato queste flottiglie? Quanti bambini sono rimasti in vita grazie a loro? La risposta è zero.”
Le reazioni: “Linguaggio incompatibile con le istituzioni”
Le risposte non si sono fatte attendere. Molti esponenti del centrosinistra e del Movimento 5 Stelle hanno definito le parole di La Russa “indegne” per chi ricopre un ruolo istituzionale di tale rilievo.
- Articolo 21 e Il Fatto Quotidiano: Hanno accusato la destra di “aggredire i volontari” mentre si consuma una tragedia umanitaria senza precedenti.
- Associazioni umanitarie: Ricordano che, proprio in queste ore, alcuni attivisti (tra cui Thiago Avila e Saif Abukeshek) sono stati arrestati e portati davanti al tribunale di Ashkelon, rischiando detenzioni prolungate, smentendo l’idea di un “basso rischio”.
Il nodo della “Flottiglia”
Curiosamente, il termine “flottiglia” ha riacceso anche vecchi fantasmi legati alla Xª MAS. Sebbene in questo caso si parlasse di aiuti a Gaza, la sovrapposizione terminologica ha spinto alcuni commentatori a ricordare le passate ambiguità della destra italiana sul tema, creando un cortocircuito comunicativo che non ha giovato alla serenità del dibattito.
Mentre il governo cerca di mantenere una linea di equilibrio diplomatico, le parole di La Russa confermano una profonda spaccatura nel Paese sulla gestione del conflitto in Medio Oriente e sul ruolo della società civile internazionale.
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