C’erano una volta le calde giornate d’agosto, quelle in cui un comune mortale che non si reca al mare, spinto dall’ingenua illusione di vivere in un paese civile, decide di fare una cosa assolutamente rivoluzionaria: andare in piscina.
La mia personale odissea comincia ieri pomeriggio, sabato 8 agosto, intorno alle 17:00.
Armato di buone intenzioni e costume da bagno, decido di fare la persona civica e chiamare la struttura ai numeri ufficiali riportati sulla pagina Facebook e sul sito internet.
Risultato? Un silenzio assordante. Ma io, dotato di quella cieca fiducia nel prossimo che riservo solo alle cause perse, mi sono detto: “Dai, è fine settimana, avranno il personale ridotto, saranno tutti impegnati a bordo vasca a distribuire asciugamani profumati”.
E così mi avventuro verso via Rochester. Arrivo pimpante, ma ad attendermi trovo il primo “regalo”: il cancelletto d’ingresso sbarrato ed eretto a fortezza inespugnabile.

Poco male, non mi arrendo. Faccio il giro dell’isolato e tento il blitz da via Degli Orti. Sorpresa: stessa identica scena, un monumento alla serrata perfetta.

Tornato sconsolato in via Rochester, però, assisto a uno spettacolo degno del miglior circo dell’assurdo.
Ben tre autobotti intente a scaricare migliaia di litri d’acqua all’interno della struttura.

Ora, la memoria potrà anche giocarmi brutti scherzi, ma ricordavo chiaramente che la ditta avesse chiesto, e generosamente ottenuto, un’ulteriore presa d’acqua pubblica proprio per far fronte ai “consumi” delle vasche.
Teoricamente, con la nuova presa d’acqua e una volta riparata la famosa perdita, “sia all’interno della vasca che nel canale di sfioro e sia lungo la rete delle tubazioni interrate” (miracolosamente sistemate in un batter d’occhio), le autobotti dovrebbero servire quanto un maglione di lana a Ferragosto.
Ricordiamo anche che la ditta aveva dichiarato sempre il 17 luglio, con un proprio comunicato che, visto il grosso problema, non sarebbe stato serio prevedere una data di apertura. Poi però, il 22 luglio, nell’esatto istante in cui il sindaco stava per prendere la parola per la relazione annuale, è arrivata la notizia, riferita da lui stesso all’aula e ai cittadini in ascolto, dell’apertura per il successivo 30 luglio, coincidenza “sospetta”. Cosa puntualmente avvenuta e adesso, dopo appena 8 giorni, arriva la notizia della chiusura e la ricomparsa delle autobotti.

Di fronte a questo trionfo della logica idrica, compiendo l’unico gesto dotato di senso della giornata, vado a comprarmi un bel panino con le panelle per affogare i dispiaceri nell’olio bollente e me ne torno a casa.
Ma il masochismo, si sa, non ha limiti. Stamattina, domenica 9 agosto, volevo riprovarci.
Sfogliando però i social, da un post di IronIA apprendo l’amara battuta finale. Scopro che da ieri la piscina rimarrà desolatamente chiusa e che, se tutto va bene, se ne riparlerà il 17 agosto.
Nessun cartello all’ingresso, nessun avviso pubblico ufficiale, niente di niente. A quanto pare, la chiusura è stata comunicata unicamente via telefono agli iscritti, come se gli altri non contassero nulla.
Ebbene, in barba a quanto solennemente scritto nel documento di affidamento, che prevederebbe l’apertura della piscina 365 giorni all’anno, festività escluse, fare un bagno alla piscina Collodoro è rimasto, anche oggi e fino al 17 agosto, si spera, un puro esercizio di fantasia.
Una gestione delle informazioni impeccabile, pensata appositamente per far fare una bella passeggiata a vuoto a tutti gli altri poveri malcapitati non iscritti.
Ora, al di là dell’amletico dubbio sul biglietto d’ingresso (costerà 3,50 € come da tariffe sociali o 9 € secondo il listino della fantasia), la domanda sorge spontanea e la rivolgo direttamente ai nostri beneamati amministratori cittadini, sempre così attenti a comunicare alla comunità loro notizie e iniziative.
Le domande, per l’esattezza, sono tre:
- Sapevate di questa chiusura per “ferie”?
- Sapete cosa sta succedendo?
- Se lo sapete, cosa avete fatto esattamente dal giorno del fantastico taglio del nastro a oggi, al di là del comunicato in cui confermavate che fino a nuova variazione restano in vigore le regole della deliberazione del 2020?
A questo punto, facendo un leggero cattivo pensiero, ma ormai è logico farlo, si potrebbero ipotizzare due possibili motivi per questa chiusura non annunciata, escludendo il meritato riposo dopo soli 8 giorni di lavoro:
-La prima è che trattasi di una chiusura tattica, in attesa che si rimodulino le tariffe, anche se francamente dubitiamo che il tutto possa avvenire a cavallo di ferragosto.
-La seconda è che, vista la presenza delle autobotti, la piscina continui a “consumare” ancora acqua.
È chiaro che, dopo i fiumi di inchiostro versati dagli articoli di giornale e le valanghe di commenti indignati sui social, non si può accampare la scusa del “caschiamo dalle nuvole, non sapevamo nulla”; una simile risposta risulterebbe persino più comica della gestione della piscina stessa.
Se da un lato noi cittadini abbiamo sborsato 700 mila euro per vederla finalmente funzionante, è pur vero che tendiamo a credere a qualunque “favola” ci venga raccontata, ma qui siamo di fronte alla cruda e incontestabile realtà dei fatti. Cancelli chiusi, telefoni muti, autobotti, nessun avviso e chiusura per “ferie”.
Quindi, cari amministratori, adesso come la mettiamo?
Ci regalate un altro bel comunicato stampa rassicurante dove rispondete alle tante, troppe, domande poste e rimaste senza risposte, o rimborsate o fate rimborsare i soldi ai cittadini e a me il panino con le panelle? Ad Maiora

—————————————–
Questo articolo è frutto di un lavoro di ricerca autonomo e gratuito. Se apprezzi la qualità e l’indipendenza della nostra informazione, puoi contribuire liberamente a sostenere questo nostro progetto editoriale con una donazione volontaria qui il link
Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratuitamente il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o
Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video, in tutte le sezioni del giornale,
non implica necessariamente la condivisione, totale o parziale, dei contenuti espressi. Gli elaborati
possono rappresentare opinioni, interpretazioni o ricostruzioni storiche anche di carattere soggettivo.
Le dichiarazioni riportate sono pertanto attribuibili esclusivamente all'autore e/o all'intervistato che
ha fornito il contenuto. L'obiettivo della testata è quello di offrire un'informazione ampia e pluralista,
divulgando notizie e approfondimenti di interesse pubblico.
In merito agli argomenti trattati, Caltanissetta401.it resta a disposizione degli interessati per la
pubblicazione di comunicati, precisazioni o eventuali repliche che verranno inviate alla redazione.
Invitiamo infine i lettori ad approfondire sempre i temi affrontati, consultando più fonti e formando
autonomamente il proprio giudizio.