Al MetLife Stadium decide un gol al 106′ nei supplementari. Crolla l’Argentina in dieci uomini. Per gli iberici è uno storico bis dopo l’Europeo, coronato dal record assoluto di 38 partite di imbattibilità.
Campioni di tutto. Il tetto del mondo dopo lo scettro d’Europa. La Spagna si conferma regina assoluta del calcio planetario aggiudicandosi la Coppa del Mondo nella suggestiva cornice della “final latina” a New York. Sul manto erboso del MetLife Stadium, la Roja strappa il titolo ai campioni uscenti dell’Argentina, piegando l’Albiceleste per 1-0 al termine di una battaglia logorante risolta solo nei tempi supplementari.
A decidere l’infuocato match è stata una zampata di sinistro di Ferran Torres al 106° minuto, capace di infrangere la strenua resistenza di una Selección visibilmente esausta. I sudamericani erano stati costretti a disputare l’extratime in inferiorità numerica a causa dell’espulsione comminata a Enzo Fernández poco prima dello scadere dei novanta minuti regolamentari.
Un Successo da Record e il Gioco di De La Fuente
Quello conquistato dalle “Furie Rosse” è un trionfo che entra di diritto nella leggenda dello sport. La nazionale guidata da Luis De La Fuente centra infatti una straordinaria accoppiata Europei-Mondiali consecutivi, replicando il ciclo d’oro del quadriennio 2008-2010. Ma non è tutto: con questa vittoria la Spagna tocca quota 38 partite consecutive senza conoscere sconfitta, superando il precedente primato dell’Italia e stabilendo la striscia d’imbattibilità più lunga di sempre per una compagine del Vecchio Continente.
Più che sulle individualità, il trionfo iberico è stato il manifesto del collettivo e del palleggio. Nonostante un Mondiale opaco da parte della stellina Lamine Yamal, arrivato all’appuntamento in condizioni fisiche precarie, la squadra ha saputo sopperire con la coralità. La solidità difensiva imperniata sul duo Laporte-Cubarsì, le parate decisive di Unai Simón (una sola rete subita in tutto il torneo), la spinta costante di Pedro Porro e Cucurella, unite alla sapiente regia di Rodri e all’incisività di Oyarzabal, hanno regalato alla Roja una strameritata fiesta.
La Cronaca: Assedio Iberico e lo Show Planetario
Il match ha vissuto una prima frazione contratta e avara di emozioni sul piano del gioco, con le due squadre bloccate dalla tensione tattica. A infiammare gli oltre 80mila spettatori del MetLife Stadium ci ha pensato allora il faraonico halftime show in perfetto stile Superbowl. Per la prima volta nella storia dei Mondiali, l’intervallo è stato trasformato in un mega-concerto che ha visto alternarsi sul palco icone della musica mondiale come Madonna, i BTS, Justin Bieber e Shakira, arricchito dalle coreografie dei Muppets e da spettacolari fuochi d’artificio. Il pre-partita non era stato da meno, impreziosito dalle esibizioni di Post Malone, Jennifer Hudson e da un tocco di Italia grazie a Laura Pausini, che insieme a Robbie Williams e Nicole Scherzinger ha intonato l’inno ufficiale FIFA, “Desire”, sotto gli occhi di celebrità del calibro di Tom Cruise e Donald Trump.
Alla ripresa delle ostilità, il canovaccio tattico si è delineato chiaramente. L’Argentina, ridotta allo stremo delle forze, si è arroccata a protezione della propria area, subendo il costante assedio spagnolo. Le conclusioni di testa di Ferran Torres e Laporte, abbinate ai tentativi dal limite di Pedri, Cubarsì e Nico Williams, hanno trovato sulla loro strada un monumentale “Dibu” Martínez. Il portiere argentino si è superato prima salvando i suoi su una punizione magistrale di Yamal allo scadere, e poi compiendo un riflesso prodigioso nei supplementari su una deviazione ravvicinata di Nico Williams.
La diga argentina è però crollata definitivamente al minuto 106, quando Ferran Torres ha freddato Martínez con un diagonale mancino di rara precisione. L’ultimo sussulto d’orgoglio dell’Albiceleste è arrivato sui piedi di Giuliano Simeone, che ha clamorosamente fallito la palla del possibile pareggio a pochi istanti dal triplice fischio, sancendo l’inizio della festa spagnola.
L’Addio Amaro di Lionel Messi
Sul fronte argentino, la sconfitta assume i contorni della fine di un’era. Lionel Messi incassa il colpo in quello che con ogni probabilità rappresenta il suo definitivo addio alla nazionale. La “Pulce” lascia comunque il torneo aggiornando i propri record personali: con tre finali mondiali disputate in carriera eguaglia il brasiliano Cafu e, all’età di 39 anni, diventa il giocatore di movimento più anziano a scendere in campo nell’atto conclusivo di un Mondiale.
Nonostante il commovente messaggio social diffuso dal capitano prima della gara (“Qualunque cosa accada l’Argentina ha già fatto la storia”), resta l’amarezza per non aver coronato la carriera con l’ultimo trofeo. Messi vede inoltre sfumare il primato dei gol assoluti nella storia dei Mondiali, restando ancorato a quota 21 reti e lasciando lo scettro al francese Kylian Mbappé, leader a quota 22. New York incorona così la Spagna: le Furie Rosse sono, meritatamente, i nuovi padroni del mondo.

—————————————–
Questo articolo è frutto di un lavoro di ricerca autonomo e gratuito. Se apprezzi la qualità e l’indipendenza della nostra informazione, puoi contribuire liberamente a sostenere questo nostro progetto editoriale con una donazione volontaria qui il link
Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratuitamente il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o
Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video, in tutte le sezioni del giornale,
non implica necessariamente la condivisione, totale o parziale, dei contenuti espressi. Gli elaborati
possono rappresentare opinioni, interpretazioni o ricostruzioni storiche anche di carattere soggettivo.
Le dichiarazioni riportate sono pertanto attribuibili esclusivamente all'autore e/o all'intervistato che
ha fornito il contenuto. L'obiettivo della testata è quello di offrire un'informazione ampia e pluralista,
divulgando notizie e approfondimenti di interesse pubblico.
In merito agli argomenti trattati, Caltanissetta401.it resta a disposizione degli interessati per la
pubblicazione di comunicati, precisazioni o eventuali repliche che verranno inviate alla redazione.
Invitiamo infine i lettori ad approfondire sempre i temi affrontati, consultando più fonti e formando
autonomamente il proprio giudizio.