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L’antenna demolita e il silenzio assordante di Caltanissetta di Salvatore Giunta

Autore: Redazione Visualizzazioni: 487 Tempo di lettura: 2 Pubblicato il: 13/06/2025
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“Se la demolizione dell’antenna Rai fosse avvenuta a San Cataldo — o in qualsiasi altra città con un minimo senso di identità civica — probabilmente avremmo assistito a proteste, manifestazioni, petizioni. Una rivoluzione. A Caltanissetta, invece, è calato un silenzio rassegnato, quasi complice.
L’antenna sulla collina di Sant’Anna non era soltanto un traliccio metallico: era un simbolo. Un punto di riferimento visivo e culturale che, da oltre sessant’anni, faceva parte del paesaggio e della memoria collettiva. Eppure, la sua demolizione è avvenuta senza che si sollevasse una vera opposizione, senza che si aprisse un serio dibattito pubblico.
La struttura è di proprietà di Rai Way, azienda che — è bene ricordarlo — aveva l’obbligo di curarne la manutenzione, trattandosi di un bene sottoposto a tutela da parte della Soprintendenza ai Beni Culturali. A sua volta, la Soprintendenza aveva il compito di vigilare che tali obblighi venissero rispettati. Nessuno dei due soggetti, a quanto sembra, ha fatto quanto dovuto. Il risultato? Una dichiarazione di inagibilità, che ha spianato la strada a una demolizione presentata come inevitabile.
Ma inevitabile per chi? E soprattutto: in base a quali verifiche, a quali responsabilità mancate?
La realtà è che ci troviamo di fronte all’ennesima pagina amara di una città incapace di difendere la propria storia. La politica locale, spesso pavida e poco reattiva, non ha mostrato né coraggio né visione. La cittadinanza, anestetizzata da decenni di rinunce e sfiducia, ha accettato tutto senza colpo ferire.
C’è da chiedersi se sussistano gli estremi per un’indagine della magistratura. Forse sì. Ma al di là delle possibili irregolarità, ciò che brucia davvero è l’assuefazione collettiva al degrado e alla perdita. La rinuncia silenziosa a ciò che siamo stati.
Abbiamo permesso che venisse abbattuto non solo un traliccio, ma un simbolo. E lo abbiamo fatto con la più pericolosa delle reazioni: l’indifferenza.
Caltanissetta merita di più. Ma deve dimostrare di volerlo”

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