Un importante investimento sul fronte della promozione della cultura e del sostegno all’editoria locale scuote il panorama dei comuni siciliani, lasciando però a bocca asciutta il territorio nisseno.
L’assessorato regionale per le Autonomie locali e la funzione pubblica ha autorizzato il riparto di 1,2 milioni di euro a favore di 53 Comuni dell’Isola. Si tratta delle amministrazioni che hanno ottenuto l’ambita qualifica di “Città che legge” per il triennio 2024-2026, riconoscimento conferito dal Centro per il libro e la lettura (Cepell), istituto dipendente dal Ministero della Cultura.
Scorrendo la mappa dei beneficiari del decreto firmato dall’assessore regionale Elisa Ingala, il dato che balza immediatamente all’occhio è il pesante divario che penalizza il centro Sicilia: nessun comune della provincia di Caltanissetta riceverà un solo euro. L’intero territorio nisseno è rimasto completamente escluso dal provvedimento finanziario.
Cronistoria di un’esclusione: le scadenze ignorate a Palazzo del Carmine
Quando un capoluogo di provincia resta al palo mentre piccoli borghi vicini (come Enna, Aidone e Leonforte) riescono a intercettare i fondi regionali, nel mirino della critica finiscono la macchina burocratica e la governance politica del Comune. L’esclusione di Caltanissetta non dipende infatti da un pregiudizio della Regione, ma da precise responsabilità e omissioni interne all’amministrazione comunale, che ha letteralmente mancato i passaggi ministeriali chiave nei tempi stabiliti dalla legge.
I fatti e le date ufficiali degli atti del Ministero della Cultura delineano il quadro del fallimento burocratico:
- La finestra per la qualifica (Novembre – Dicembre 2024): La Regione Siciliana non ha effettuato una selezione discrezionale, ma ha distribuito i fondi a chi possedeva già il “bollino” ministeriale. Il Piano nazionale d’azione era stato tracciato dal Decreto Interministeriale n. 301 del 27 settembre 2024. Successivamente, il Cepell ha pubblicato l’Avviso pubblico per l’ottenimento della qualifica il 7 novembre 2024, fissando una scadenza perentoria: le domande andavano inviate entro e non oltre le ore 13:00 del 20 dicembre 2024. Una data chiave che a Caltanissetta è passata sotto silenzio, senza che gli uffici inviassero la documentazione.
- L’assenza del “Patto locale per la lettura”: L’Avviso ministeriale del 7 novembre specificava che, per presentare la domanda entro il 20 dicembre, il Comune doveva aver già caricato e registrato un “Patto locale per la lettura” nella banca dati del Centro. A Caltanissetta è mancata la capacità della politica cittadina di mettere a sistema la rete di scuole e associazioni, rendendola ufficiale sulla piattaforma prima del termine ultimo.
- Il bando successivo e il “doppio danno” (Febbraio – Marzo 2025): Aver perso la qualifica a fine 2024 ha innescato un effetto domino. Il bando successivo per i finanziamenti diretti del Cepell, firmato dal direttore Luciano Lanna il 26 febbraio 2025 (con scadenza il 21 marzo 2025), recitava testualmente all’Articolo 4 che potevano presentare domanda di ammissione ai fondi esclusivamente i Comuni già inseriti nell’elenco dei qualificati. Caltanissetta, in quanto comune della “Sezione 4” (tra 50.001 e 100.000 abitanti), avrebbe potuto richiedere fino a 40.000 euro di contributi statali diretti, oltre alla quota spettante dal riparto regionale. Un doppio binario economico andato interamente perduto.
I criteri di ripartizione (il danno economico locale)
Il danno per le casse del capoluogo nisseno è tangibile se si analizza come verranno distribuite le risorse regionali. Il budget di 1,2 milioni di euro non sarà assegnato in modo uniforme, ma secondo criteri che avrebbero fortemente premiato una città demograficamente rilevante come Caltanissetta:
–l 70 per cento dello stanziamento complessivo (840 mila euro) viene suddiviso in parti uguali tra tutti i 53 enti beneficiari (garantendo una base fissa di quasi 16 mila euro a comune);
–Il restante 30 per cento (360 mila euro) viene ripartito in proporzione alla popolazione residente. Caltanissetta, in virtù del suo peso demografico, avrebbe potuto incassare una quota integrativa di rilievo.
La mappa del riparto: Palermo e Trapani fanno il pieno
Mentre Caltanissetta e la sua provincia restano a quota zero, gli altri territori dell’Isola si spartiscono la torta dei finanziamenti per potenziare biblioteche, eventi letterari e acquisto di libri:
–Provincia di Palermo (13 Comuni): Alimena, Blufi, Bompietro, Carini, Castellana Sicula, Gangi, Geraci Siculo, Monreale, Palermo, Petralia Soprana, Petralia Sottana, Termini Imerese, Trabia.
–Provincia di Trapani (12 Comuni): Alcamo, Calatafimi Segesta, Castellammare del Golfo, Castelvetrano, Erice, Gibellina, Marsala, Mazara del Vallo, Partanna, Salemi, Santa Ninfa, Trapani.
‘Provincia di Messina (10 Comuni): Furnari, Messina, Milazzo, Mistretta, Oliveri, Piraino, Raccuja, San Filippo del Mela, San Piero Patti, Santa Lucia del Mela.
–Provincia di Catania (6 Comuni): Caltagirone, Catania, Linguaglossa, Militello in Val di Catania, Mineo, Zafferana Etnea.
–Provincia di Siracusa (4 Comuni): Augusta, Avola, Canicattini Bagni, Siracusa.
–Provincia di Agrigento (3 Comuni): Menfi, Santa Margherita di Belice, Sciacca.
–Provincia di Enna (3 Comuni): Aidone, Enna, Leonforte.
–Provincia di Ragusa (2 Comuni): Modica, Ragusa.
–Provincia di Caltanissetta (0 Comuni): Nessun ente inserito.
L’auspicio è che questo pesante “schiaffo finanziario” e burocratico serva da stimolo a Palazzo del Carmine per raddrizzare la rotta della programmazione strategica, obbligando gli uffici a monitorare i bandi ministeriali per non farsi scappare le prossime finestre di finanziamento.
Il bando
https://cepell.it/wp-content/uploads/2025/02/BANDO_Citta-che-legge-2024.pdf
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