Un’analisi amara, diretta e priva di sconti quella pubblicata sul proprio profilo Facebook da Davide Faraone, deputato e capogruppo di Italia Viva alla Camera. Al centro del suo intervento c’è la tragica morte della piccola Anna Rosa Bartolotta, una bambina di quattro anni deceduta a Palermo a causa della difterite, e il peso che la disinformazione sui vaccini e la compiacenza politica continuano ad avere sulla pelle dei più deboli.
La memoria corta e il dramma di Palermo
Faraone esordisce ricordando come la difterite — una malattia mortale che per decenni è stata quasi del tutto sradicata grazie alle campagne di vaccinazione di massa e alla sanità pubblica — non sia mai scomparsa del tutto, ma sia stata semplicemente tenuta a bada da una solida protezione collettiva.
La tragedia si consuma quando questa barriera crolla. A Palermo, il cuginetto della piccola Anna Rosa viene ricoverato all’Ospedale dei Bambini e risulta positivo alla difterite. La bambina, deceduta poco dopo, non era stata vaccinata: secondo le ricostruzioni della Procura — che ha indagato i genitori per omicidio colposo — la famiglia avrebbe evitato la somministrazione per il timore, mai supportato dalla scienza, che i vaccini possano causare l’autismo.
«Le responsabilità penali spettano alla magistratura», scrive Faraone. «Ma per stabilire che i vaccini non provocano l’autismo non serve aspettare un processo. È falso. Ed è una falsità particolarmente feroce perché sfrutta insieme due paure: quella dei vaccini e quella dell’autismo.»
Il falso mito del “dibattito” e la complicità della politica
Nel suo post, il parlamentare attacca duramente l’abitudine di equiparare evidenze scientifiche e teorie del complotto, trasformando bugie consolidate in un presunto “dibattito di idee”:
- La falsa parità scientifica: La scienza si verifica e si corregge, ma una menzogna smentita da decenni di studi non diventa credibile solo perché raccoglie consensi o follower sui social network.
- Le strizzatine d’occhio elettorali: Faraone punta il dito contro le forze politiche e gli esponenti istituzionali che in questi anni hanno “lisciato il pelo” alla galassia no-vax per opportunismo o per accaparrarsi un pacchetto di voti.
- Il paravento della “libertà di scelta”: Slogan come “bisogna ascoltare tutte le opinioni” o “difendere la libertà” hanno finito per legittimare teorie pericolose. Ma, evidenzia Faraone, la vera domanda da porsi è: la libertà di chi? Del genitore di credere a una bufala o del bambino di quattro anni di essere protetto da una malattia mortale?
Le falle del sistema sanitario e la prevenzione mancata
L’analisi di Faraone si sposta poi dal piano culturale a quello istituzionale e territoriale. I dati del Ministero della Salute relativi alla coorte 2016 mostrano come in Sicilia la copertura antidifterica entro gli otto anni si attestasse al 74,41%, a fronte di una media nazionale dell’86,20%.
Il deputato invita tuttavia a non etichettare frettolosamente ogni famiglia non vaccinata come “no-vax”: spesso dietro i bassi tassi di copertura si nascondono povertà educativa, marginalità sociale e disorganizzazione dei servizi.
I nodi istituzionali evidenziati nel post:
- L’obbligo formale vs. la verifica reale: Se la vaccinazione antidifterica è obbligatoria per legge, come può un bambino arrivare a quattro o sei anni senza che il sistema sanitario se ne accorga e intervenga?
- L’invisibilità della prevenzione: La prevenzione non fa notizia. Quando funziona, i bambini non finiscono in ospedale, vanno a scuola e crescono sani. Questa apparente assenza di pericolo ha fatto dimenticare la gravità delle malattie infettive, alimentando la paura del vaccino piuttosto che quella del batterio.
Le conseguenze della propaganda
L’intervento si conclude con un duro richiamo alla responsabilità etica e civile della classe dirigente. Se la magistratura accerterà le colpe individuali dei singoli, esiste una responsabilità politico-culturale che non entra nei fascicoli dei tribunali ma che ha contribuito a creare questo clima di sfiducia.
«I voti si contano alle elezioni», chiosa Faraone. «Le conseguenze della propaganda, qualche volta, si contano negli ospedali.»
Sergio Cirlinci
—————————————–
Questo articolo è frutto di un lavoro di ricerca autonomo e gratuito. Se apprezzi la qualità e l’indipendenza della nostra informazione, puoi contribuire liberamente a sostenere questo nostro progetto editoriale con una donazione volontaria qui il link
Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratuitamente il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o
Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video, in tutte le sezioni del giornale,
non implica necessariamente la condivisione, totale o parziale, dei contenuti espressi. Gli elaborati
possono rappresentare opinioni, interpretazioni o ricostruzioni storiche anche di carattere soggettivo.
Le dichiarazioni riportate sono pertanto attribuibili esclusivamente all'autore e/o all'intervistato che
ha fornito il contenuto. L'obiettivo della testata è quello di offrire un'informazione ampia e pluralista,
divulgando notizie e approfondimenti di interesse pubblico.
In merito agli argomenti trattati, Caltanissetta401.it resta a disposizione degli interessati per la
pubblicazione di comunicati, precisazioni o eventuali repliche che verranno inviate alla redazione.
Invitiamo infine i lettori ad approfondire sempre i temi affrontati, consultando più fonti e formando
autonomamente il proprio giudizio.