“Tutti i nodi vengono al pettine. Quando c’è il pettine” (Leonardo Sciascia, Nero su nero).
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella convoca il Consiglio Supremo di Difesa, al Quirinale, per venerdì 13 marzo 2026 alle ore 10, con il seguente ordine del giorno: “La guerra in Iran e in Medioriente. Analisi della situazione internazionale e degli effetti della crisi in corso”. Il segnale è chiaro: la situazione internazionale è grave; l’Italia non può andare in ordine sparso con ministri che sono andati oltre al ridicolo e una presidente del Consiglio che ha testualmente affermato che “non condanna né condivide l’attacco all’Iran, perché non ha oggettivamente gli elementi necessari”.
Dunque, una sorta di commissariamento del governo Meloni. Sicuramente è il segnale che il Presidente Mattarella è preoccupato, che la situazione è tesa e che il governo si è dimostrato inadeguato a gestire la crisi.
Questo, anche perché il governo Meloni è particolarmente preso dalla peculiare contesa relativa alla cosiddetta “famiglia nel bosco” e dal referendum del 22/23 marzo 2026 e, a quanto pare, sta persino pensando di utilizzare il tormentone musicale “Per sempre sì!”. Come aveva previsto chi scrive, d’altronde. Insomma: prima o poi i nodi vengono al pettine ma,al di là di tutto, il Presidente Mattarella c’è.
Leandro Janni
Governo Meloni: ovvero prima o poi tutti i nodi vengono al pettine “Tutti i nodi vengono al pettine. Quando c’è il pettine” (Leonardo Sciascia, Nero su nero). Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella convoca il Consiglio Supremo di Difesa, al Quirinale, per venerdì 13 marzo 2026 alle ore 10, con il seguente ordine del giorno: “La guerra in Iran e in Medioriente. Analisi della situazione internazionale e degli effetti della crisi in corso”. Il segnale è chiaro: la situazione internazionale è grave; l’Italia non può andare in ordine sparso con ministri che sono andati oltre al ridicolo e una presidente del Consiglio che ha testualmente affermato che “non condanna né condivide l’attacco all’Iran, perché non ha oggettivamente gli elementi necessari”.Dunque, una sorta di commissariamento del governo Meloni. Sicuramente è il segnale che il Presidente Mattarella è preoccupato, che la situazione è tesa e che il governo si è dimostrato inadeguato a gestire la crisi.Questo, anche perché il governo Meloni è particolarmente preso dalla peculiare contesa relativa alla cosiddetta “famiglia nel bosco” e dal referendum del 22/23 marzo 2026 e, a quanto pare, sta persino pensando di utilizzare il tormentone musicale “Per sempre sì!”. Come aveva previsto chi scrive, d’altronde. Insomma: prima o poi i nodi vengono al pettine ma, al di là di tutto, il Presidente Mattarella c’è.
Leandro Janni
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