Spunto di riflessione e foto dall’articolo di Giulio Cavalli del “La Notizia”
Nel dibattito pubblico, specialmente quello di matrice centrista, le parole d’ordine sembrano essere sempre improntate a una rigorosa difesa dei valori liberali, dei diritti umani e dei principi cristiani di accoglienza e dignità. Tuttavia, la prova dei fatti restituisce spesso una realtà politica radicalmente diversa, dove le dichiarazioni di principio lasciano il passo a posizioni di rigida chiusura. L’esempio più recente e lampante arriva direttamente dal Parlamento europeo, in occasione del voto sul nuovo e severo Regolamento UE sui rimpatri.
Forza Italia, che storicamente si autodefinisce il baluardo dei moderati, dei liberali e dei valori cristiani all’interno del Partito Popolare Europeo (PPE), ha scelto di abbandonare i toni felpati della sponda moderata per allinearsi a una svolta spiccatamente restrittiva in materia di immigrazione. Al momento del voto a Strasburgo, la delegazione azzurra si è ritrovata a esprimere lo stesso identico parere favorevole di figure della destra radicale e sovranista, incarnate in Italia da Roberto Vannacci.
Il nuovo pacchetto normativo europeo introduce una forte stretta: estensione dei tempi di trattenimento amministrativo dei migranti fino a un massimo di 30 mesi, introduzione di perquisizioni personali e domiciliari per finalità investigative legate all’espulsione, e la possibilità di esternalizzare i centri di rimpatrio in Paesi terzi extra-UE (ricalcando e legittimando la linea tracciata dal modello Italia-Albania).
Questa saldatura nei fatti solleva interrogativi profondi sulla reale tenuta identitaria delle forze centriste. Quando le decisioni cruciali dell’Eurocamera vedono confluire sotto lo stesso “sì” la tradizione cattolico-liberale e le istanze più estreme della destra securitaria, diventa evidente come la retorica dei valori cristiani e moderati rischi di ridursi a un paravento elettorale. Alla prova dell’aula, l’esigenza di assecondare l’onda securitaria ha finito per prevalere, uniformando l’azione politica di Forza Italia a quella della destra più radicale.

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