I leader Ue riuniti a Cipro hanno chiesto alla Commissione di preparare un piano operativo su come attivare l’articolo 42.7, quello di mutua difesa in caso di attacco
C’è un articolo nel Trattato dell’Unione Europea, il 42.7, che impone agli Stati membri di fornire “aiuto e assistenza con tutti i mezzi a loro disposizione” se un Paese amico venisse attaccato. Una sorta di clausola di difesa collettiva in modalità Nato, ma al di fuori della Nato. L’Europa sta cercando di capire come usarla, nel momento peggiore possibile.
Il contesto è quello che è. Trump ha dichiarato di stare valutando “senza alcun dubbio” il ritiro degli Stati Uniti dalla Nato. L’alleanza ha 77 anni e attraversa la crisi più grave della sua storia. Dal Pentagono circolano memorandum interni che ipotizzano ritorsioni contro gli alleati europei ritenuti insufficientemente collaborativi, la sospensione della Spagna, la revisione della posizione americana sulle Falkland britanniche. Documenti non ufficiali, per ora. Ma la direzione è chiara.
In questo scenario, i leader dell’Ue riuniti a Cipro hanno chiesto alla Commissione europea di preparare un piano operativo su come attivare l’articolo 42.7. Antonio Costa, presidente del Consiglio europeo, ha usato una parola precisa: “manuale”. Vogliono elaborare un manuale.
La clausola è nel trattato dal 2007. È stata attivata una volta sola, dalla Francia, dopo gli attentati del Bataclan di Parigi del novembre 2015. Allora funzionò, in modo approssimativo. Non c’era, appunto, un manuale. Il presidente cipriota Christodoulides ha posto le domande che avrebbero dovuto avere risposta anni fa. Se la Francia attivasse l’articolo 42.7, quali paesi risponderebbero per primi? Con quali risorse? Secondo quali procedure? Cipro sa bene di cosa parla: a marzo un drone ha colpito la base aerea britannica di Akrotiri sull’isola. L’episodio è diventato, nelle parole di Costa, “un caso di prova”: Grecia, Francia, Italia, Spagna e Paesi Bassi hanno mobilitato equipaggiamenti e forze.
Alcuni membri dell’Ue temono però che sviluppare troppo l’articolo 42.7 finisca per indebolire l’articolo 5 della Nato. Donald Tusk, primo ministro polacco e tra i più fedeli alleati atlantisti d’Europa, ha ammesso al Financial Times che la questione cruciale per il continente è se Washington sarà “pronta a essere leale come previsto dai nostri trattati”. A maggio sono previste esercitazioni simulate tra diplomatici europei su diversi scenari di attivazione del 42.7.
Fonte Agenzia Dire www.dire.it
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