Nuova fiammata dei prezzi al consumo in Italia. Secondo le stime preliminari diffuse dall’Istat, nel mese di maggio 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, ha registrato un incremento dello 0,4% su base mensile e un netto balzo al +3,2% su base annua, in accelerazione rispetto al +2,7% registrato nel mese di aprile.
L’inflazione acquisita per il 2026 si attesta così al +2,6% per l’indice generale e al +1,6% per la componente di fondo.
La spinta dei beni energetici non regolamentati e del turismo
A determinare questa nuova accelerazione della dinamica dei prezzi sono soprattutto i fattori legati ai costi energetici e alla componente dei servizi stagionali. Secondo l’analisi dell’istituto di statistica, l’impennata risente in via prioritaria delle forti tensioni sui prezzi dei Beni energetici non regolamentati, ma anche dei Servizi relativi ai trasporti e di quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona, complice l’avvio della stagione turistica estiva.
Al contrario, un effetto di calmiere temporaneo arriva dal comparto alimentare. I prezzi dei Beni alimentari mantengono infatti una crescita stabile, senza subire scossoni rispetto ai mesi scorsi, contribuendo a frenare una spinta inflazionistica che altrimenti sarebbe stata ancor più marcata.
Stabile il “Carrello della spesa”, sale l’inflazione di fondo
Delineando la situazione per tipologie di acquisto, emergono andamenti differenti:
–Il “Carrello della spesa”: Resta stabile la dinamica dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, che si ferma al +2,3% su base annua, lo stesso valore registrato il mese precedente.
–Core Inflation (Inflazione di fondo): L’indice core, ovvero l’indice generale al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, mostra segnali di risveglio salendo al +1,8% (rispetto al +1,6% di aprile). Al netto dei soli beni energetici, l’inflazione sale invece al +2,1%.
Il quadro macroeconomico e l’indice europeo IPCA
Complessivamente, i beni registrano a maggio un’accelerazione tendenziale passando a un +3,5% (da +3,1%), mentre il settore dei servizi sale a +2,8% (rispetto al precedente +2,4%).
Guardando al contesto comunitario, l’IPCA (l’Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo), sviluppato per assicurare una misura dell’inflazione comparabile a livello europeo, fa segnare una variazione dello 0,4% su base mensile e del +3,3% su base annua, mostrando un incremento speculare rispetto al +2,8% di aprile.
Per la conferma definitiva dei dati e la pubblicazione degli indici definitivi territoriali e per sottogruppi di consumo, l’Istat ha fissato il prossimo appuntamento al 16 giugno 2026.
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