A quindici anni dall’ultimo stop referendario, l’energia atomica torna ufficialmente al centro dell’agenda politica ed energetica italiana. La Camera dei Deputati ha approvato il disegno di legge delega sul “nucleare sostenibile”. Il provvedimento, che porta la firma del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, passa ora al Senato. L’obiettivo dell’esecutivo è incassare il sì definitivo di Palazzo Madama prima della pausa estiva, per poi varare i decreti attuativi entro la fine dell’anno.
La roadmap è già tracciata: creare la cornice normativa nei prossimi mesi per arrivare ad accendere i primi nuovi reattori entro il 2034.
Cos’è il “nucleare sostenibile” e cosa prevede la legge
È bene chiarire che il testo approvato a Montecitorio non autorizza direttamente la costruzione di centrali dall’oggi al domani. Si tratta di una legge delega che stabilisce il perimetro giuridico e istituzionale per il ritorno dell’atomo in Italia. Sotto la definizione di “nucleare sostenibile” – mutuata dai criteri della tassonomia verde dell’Unione Europea – il governo intende disciplinare non solo la produzione di energia e di idrogeno, ma anche l’intera filiera: dalla fabbricazione al riprocessamento del combustibile nucleare, fino alla ricerca scientifica sulle tecnologie da fusione.
Il focus principale è orientato verso le nuove tecnologie, in particolare i piccoli reattori modulari (SMR – Small Modular Reactors), che richiedono un minor consumo di suolo rispetto agli impianti tradizionali e si prestano a una distribuzione più flessibile sul territorio, prediligendo aree pianeggianti e la vicinanza a corsi d’acqua per il raffreddamento.
Pichetto Fratin: “Oggi dipendiamo dall’estero, dobbiamo guardare al futuro”
La svolta energetica viene motivata dal governo con la necessità di ridurre la dipendenza geopolitica ed energetica del Paese e accelerare sul percorso della decarbonizzazione.
“Oggi non siamo autonomi in fatto di energia”, ha spiegato il ministro Pichetto Fratin. “Importiamo il 15-20% del nostro fabbisogno dall’estero, e in gran parte si tratta di nucleare acquistato dalla Francia. I tempi che stiamo vivendo ci insegnano che dobbiamo guardare al futuro prima che ci travolga. Per poter essere pronti a produrre a metà del prossimo decennio, gli strumenti normativi vanno approntati oggi”.
Per sostenere la transizione, lo Stato metterà sul piatto circa 60 milioni di euro complessivi per il triennio 2027-2029. Questi fondi saranno destinati alla progettazione, alla ricerca scientifica e alla formazione in sinergia con le università e gli enti scientifici nazionali, chiamati a formare i futuri ingegneri e tecnici della filiera. Parallelamente, sono già stati stanziati fondi per le campagne di informazione ai cittadini: 1,5 milioni di euro e 6 milioni di euro.
Il nodo del Referendum: serve una nuova consultazione?
Una delle principali obiezioni sollevate dalle opposizioni e dall’opinione pubblica riguarda i passati quesiti referendari (quello storico del 1987 post-Chernobyl e quello del 2011). Dal punto di vista tecnico-giuridico, la nuova legge non è in contrasto con quegli esiti. I referendum passati avevano infatti una natura abrogativa: cancellarono le norme allora in vigore, ma non inserirono un divieto permanente nella Costituzione.
Di conseguenza, il governo può procedere per via parlamentare senza la necessità di convocare preventivamente i cittadini alle urne. Tuttavia, la partita della democrazia diretta potrebbe non essere chiusa: una volta che la riforma sarà diventata legge dello Stato, le opposizioni, le Regioni o appositi comitati civici avranno il diritto di raccogliere le firme per promuovere un nuovo referendum abrogativo nel tentativo di bloccare la svolta atomica.
“Sapremo spiegare perché non ci sono pericoli”, ha rassicurato il ministro Fratin, blindando la linea dell’esecutivo e aprendo una stagione di dibattito pubblico che si preannuncia caldissima.
——————
Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratis il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o
Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.
Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratuitamente il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o
Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video, in tutte le sezioni del giornale,
non implica necessariamente la condivisione, totale o parziale, dei contenuti espressi. Gli elaborati
possono rappresentare opinioni, interpretazioni o ricostruzioni storiche anche di carattere soggettivo.
Le dichiarazioni riportate sono pertanto attribuibili esclusivamente all'autore e/o all'intervistato che
ha fornito il contenuto. L'obiettivo della testata è quello di offrire un'informazione ampia e pluralista,
divulgando notizie e approfondimenti di interesse pubblico.
In merito agli argomenti trattati, Caltanissetta401.it resta a disposizione degli interessati per la
pubblicazione di comunicati, precisazioni o eventuali repliche che verranno inviate alla redazione.
Invitiamo infine i lettori ad approfondire sempre i temi affrontati, consultando più fonti e formando
autonomamente il proprio giudizio.