56esimo giorno di guerra in Medio Oriente. Proseguono gli attacchi israeliani in Libano. Intanto l’Iran ha concesso un lasciapassare per lo Stretto alle navi russe
Arrivati al 56esimo giorno di guerra in Medio Oriente, c’è uno stallo completo: Trump ha annunciato l’estensione di tre settimane della tregua tra Israele e Libano (in scadenza il 26 aprile), così come resta in vigore il cessate il fuoco più o meno unilaterale tra Iran e Stati Uniti e i blocchi contrapposti, iraniani e statunitensi, dello stretto di Hormuz. Trump però, per rincuorare l’umanità, ha precisato che lui non userebbe mai l’atomica. Tutti gli aggiornamenti.
11:50 – RIAPRONO I CIELI DELL’IRAN
Dopo la riapertura dell’aeroporto di Mehrabad lunedì scorso, le autorità hanno annunciato anche quella di Imam Khomeini, il secondo hub principale della capitale. Da domani inoltre, ripartiranno i voli per Istanbul e Mascate. Lo riporta l’agenzia di stampa iraniana Isna. Entrambi gli aeroporti erano stati chiusi per ragioni di sicurezza lo scorso 28 febbraio, dopo l’offensiva di Stati Uniti e Israele contro il Paese.
11:30 – MACRON: RIAPRIRE LO STRETTO NELL’INTERESSE DI TUTTI
“Credo sia nell’interesse di tutti noi che la stabilità ritorni il più rapidamente possibile” in Medio oriente e nello Stretto di Hormuz, “e che le economie mondiali si calmino”: lo ha detto il presidente della Francia, Emmanuel Macron, a margine del vertice Ue di Cipro, a cui prendono parte anche diversi capi di Stato mediorientali.
11:00 – TRE MORTI NEGLI ATTACCHI ISRAELIANI
Tre persone sono rimaste uccise negli attacchi che Israele ha condotto la notte scorsa nel sud del Libano, nonostante l’annuncio di una proroga di tre settimane del cessate il fuoco già concordato lo scorso 17 aprile. Nello specifico, due vittime si sono registrate a Touline, nell’area di Marjaayoun, che i media libanesi avevano già indicato tra le regioni interessate dagli attacchi notturni. La terza persona è stata uccisa in un attacco avvenuto all’alba contro Kirbet Selem, nel distretto di Bint Jbail, città ritenuta roccaforte del gruppo Hezbollah, dove inoltre l’esercito di Tel Aviv continua a condurre demolizioni di edifici e infrastrutture per impedire il ritorno degli sfollati. Le demolizioni proseguono stamani anche a Hanine, nel distretto di Bint Jbeil, e Deir Siryan, nel distretto di Marjaayoun.
10:40 – SANCHEZ: “NOI FUORI DALLA NATO? SIAMO TRANQUILLI”
Interpellato in merito all’e-mail, il Primo Ministro spagnolo Pedro Sánchez ha ribadito che la Spagna è un “partner leale” che adempie alle proprie “responsabilità” all’interno dell’Alleanza, sempre “nel quadro del diritto internazionale”. Ha aggiunto di sentirsi quindi “assolutamente tranquillo”.
«Non lavoriamo sulla base di email, ma sulla base di documenti ufficiali e delle posizioni assunte in questo caso dal governo statunitense. La posizione del governo spagnolo è chiara: assoluta cooperazione con gli alleati, ma sempre nel quadro del diritto internazionale», ha risposto Sánchez al suo arrivo al vertice informale dei leader europei a Nicosia, Cipro.
10:10 – ALTRI 4.000 SOLDATI USA IN ARRIVO?
Nelle prossime settimane sarebbe previsto il dispiegamento in Medio oriente di altri 4mila soldati americani, che andrebbero ad aggiungersi ai 6mila già presenti a bordo della portaerei Uss George H.W. Bush, che sta navigando nell’oceano indiano. E’ il Washington Post a rivelarlo, citando un funzionario americano che ha parlato in condizione di anonimato.
Secondo la fonte, “Le forze armate statunitensi sono pronte a riprendere gli attacchi se verrà dato l’ordine”. L’emittente Cnn conferma che gli Stati Uniti hanno preparato “piani di emergenza” per sbloccare lo Stretto di Hormuz, nel caso in cui il cessate il fuoco con Teheran dovesse venir meno. In particolare, Washington intende neutralizzare la capacità militare “dinamica” di Teheran nel tratto di mare dove transita il 20% delle materie prime energetiche globali, a partire dalle mine sottomarine e delle imbarcazioni d’attacco rapido. Queste operazioni riguarderanno anche il Golfo dell’Oman e il sud del Golfo persico.
Ancora la Cnn, dopo aver raggiunto diverse fonti, riporta che “un’ampia percentuale della capacità missilistica costiera iranianiana è intatta. L’Iran- si legge ancora- possiede inoltre numerose piccole imbarcazioni che potrebbero essere utilizzate come piattaforme per lanciare attacchi contro le navi, complicando gli sforzi degli Stati Uniti per riaprire lo stretto”.
9:40 – IN LIBANO RAID NOTTURNI NONOSTANTE LA TREGUA
Anche il presidente del Libano Joseph Aoun partecipa alla seconda giornata del Vertice informale di Cipro dell’Unione europea. In una dichiarazione congiunta, i 27 hanno fatto sapere che oltre al Quadro finanziario pluriennale dell’Ue e il piano di bilancio dell’Ue per il 2028-34, si parlerà anche della “situazione in Libano e dei colloqui tra il Paese e Israele”. Insieme ad Aoun, anche gli omologhi di Egitto e Siria, rispettivamente Abdel Fattah al-Sisi e Ahmed Al-Sharah. Con loro il principe ereditario della Giordania, Hussein bin Abdallah.
Ieri nei colloqui a Washington tra i rappresentanti di Beirut e Tel Aviv, è stata stabilita la proroga di altre tre settimane del cessate il fuoco. Nonostante questo però, nella notte l’aviazione israeliana ha continuato a compiere bombardamenti nell’area di Marjaayoun e Tiro, nel sud del Paese, come riportano i media locali. L’Orient le Jour fa sapere di altre demolizioni sempre nell’area di Marjaayoun. Al momento non risultano vittime.
9:00 – LA RUSSIA PUO’ PASSARE
Secondo l’agenzia Ria Novosti, l’Iran ha concesso ad alcuni paesi, tra cui la Russia, un’eccezione al pagamento dei dazi per il transito attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo ha detto all’agenzia l’ambasciatore iraniano a Mosca, Kazem Jalali: “Non so cosa accadrà in futuro. Tuttavia, il nostro Ministero degli Esteri sta cercando di avvalersi delle eccezioni previste per i paesi amici, come la Russia”.
L’Iran ha annunciato di aver introdotto un pedaggio per il transito attraverso Hormuz: l’importo del pedaggio dipenderà dal tipo e dal volume delle merci, nonché dal grado di rischio. Ieri, Teheran ha incassato per la prima volta le entrate derivanti dai pedaggi di transito.
7:30 – LA VENDETTA DI TRUMP SULLA NATO
La Reuters ha svelato un’e-mail interna del Pentagono nella quale vengono delineate alcune opzioni a disposizione degli Stati Uniti per “punire” gli alleati della Nato “colpevoli” di non aver sostenuto gli Usa. nella guerra contro l’Iran. Tra le opzioni figurano la sospensione della Spagna dall’alleanza e la revisione della posizione statunitense sulla rivendicazione britannica delle Isole Falkland,
6:00 – TRUMP: FERMI O SPARO
Trump ha ordinato all’esercito statunitense di “sparare per distruggere” anche alle piccole imbarcazioni iraniane che posizionano mine nello stretto di Hormuz e ha detto che i dragamine statunitensi “stanno bonificando lo stretto”.
Fonte Agenzia Dire www.dire.it
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