In una nota, viene riferito che John Phelan abbandona “con effetto immediato”. Non sono chiare le motivazioni. Secondo alcune fonti ci sarebbero state tensioni con il segretario della Difesa Pete Hegseth
È il 55esimo giorno di guerra in Iran, mentre continua lo stallo dei negoziati con gli Stati Uniti. Dal canto suo Teheran – con le parole del suo presidente Masoud Pezeshkian – afferma che il Paese “ha accolto con favore il dialogo e l’accordo e continua a farlo. La violazione degli impegni, il blocco e le minacce sono i principali ostacoli a negoziati autentici“. La tregua, intanto, continua. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha dichiarato che la proroga del cessate il fuoco è a tempo indeterminato e che non è stata fissata una nuova scadenza. Sarà Trump a decidere. Il presidente, però, è positivo sul fatto che nuovi colloqui potrebbero avvenire già nella giornata di venerdì.
Parlando con i giornalisti ha, poi, aggiunto che in questo momento gli Stati Uniti “mantengono il controllo della situazione e un potere di leva sul regime iraniano. Non solo sono stati significativamente indeboliti e annientati militarmente, ma stanno perdendo economicamente e finanziariamente in ogni singolo momento che passa con questo blocco”.
“L’Operazione Furia Economica continua- ha proseguito- e stiamo completamente strangolando la loro economia attraverso questo blocco navale. Stanno perdendo 500 milioni di dollari al giorno”. Intanto, negli Usa, il segretario della Marina Usa John Phelan lascia il suo ruolo “con effetto immediato”. Non sono chiare le motivazioni. Secondo alcune fonti ci sarebbero state tensioni con il segretario della Difesa Pete Hegseth
Nella giornata di ieri, il capo di Stato maggiore della Marina militare, Giuseppe Berutti Bergotto, a Cinque Minuti su Raiuno ha fatto sapere che “La pianificazione prudenziale che ha fatto il Capo di Stato Maggiore della Difesa prevede un gruppo basato su due cacciamine con un’unità di scorta e con un’unità logistica”. In tutto si tratta di “quattro” navi “due operative, una logistica e una di scorta” da inviare nell’ambito di un’eventuale missione nello Stretto di Hormuz. Quanto tempo impiegano da La Spezia le navi per arrivare in zona operativa? “Dall’ordine circa quattro settimane”.
7:00 – UCCISIONE DELLA GIORNALISTA AMAL KHALIL, IL PRESIDENTE LIBANESE AOUN: INTENZIONALE E SISTEMATICO TARGETING DI ISRAELE PER NASCONDERE LA VERITÀ
“Il Presidente della Repubblica, il generale Joseph Aoun, ha espresso il suo rammarico per il martirio della giornalista Amal Khalil, causato dal bombardamento israeliano che ha preso di mira la città di Tayri ieri, nel quale è rimasta ferita anche la giornalista Zainab Faraj”, lo scrive su X la presidenza della Repubblica Libanese.
“Il Presidente Aoun ha ritenuto che l’intenzionale e sistematico targeting da parte di Israele dei giornalisti, in modo diretto, abbia l’obiettivo di nascondere la verità sulle sue aggressioni contro il Libano, oltre al fatto che si tratta di crimini contro l’umanità punibili dalle leggi e dalle norme internazionali, e che rappresentino un incentivo per l’intervento della comunità internazionale affinché vi ponga fine- si legge nel messaggio-. Il Presidente Aoun ha presentato le sue condoglianze alla famiglia della giornalista martire, che si è unita alla carovana dei giornalisti martiri che l’hanno preceduta sul cammino del martirio nei campi del Sud, e ha espresso le sue condoglianze alla famiglia del giornale ‘Al-Akhbar’, alla famiglia mediatica libanese e araba, chiedendo per lei la misericordia e per tutti loro pazienza e conforto. Ha inoltre augurato una pronta guarigione alla sua collega Zainab Faraj, ferita nello stesso attacco”.
4:00 – RECUPERATO IL CORPO DELLA GIORNALISTA AMAL KHALIL, UCCISA DURANTE UN RAID IN LIBANO
Le squadre di ricerca e soccorso della Direzione Generale della Protezione Civile sono riuscite a recuperare il corpo del giornalista Amal Khalil, uccisa in un raid nella città di Al-Tairi. Lo riferisce la Protezione Civile Libanese. “Le operazioni di ricerca e salvataggio sono state condotte in collaborazione con elementi dell’esercito libanese e della Croce Rossa libanese”, scrive in una nota.
3:30 – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO HA INCONTRATO L’INVIATO SUDCOREANO: “L’AGGRESSIONE DI USA E ISRAELE RADICE DELL’INSICUREZZA NELLA REGIONE”
L’inviato speciale del Ministro degli Esteri sudcoreano Chang Byung-ha ha incontrato a Teheran il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. “Araghchi ha dettagliato i crimini del regime statunitense e israeliano durante i 40 giorni di aggressione contro l’Iran e ha esortato i paesi ad assumere una posizione chiara e ferma nel condannare questi attacchi“, si legge in una nota. “Il ministro degli Esteri Araghchi ha dichiarato che l’aggressione degli Stati Uniti e di Israele è la radice dell’insicurezza nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz. L’Iran, in quanto Stato costiero, ha adottato misure ai sensi del diritto internazionale per difendere la propria sicurezza e i propri interessi; la responsabilità delle conseguenze ricade sugli aggressori“, conclude il messaggio.
3:00 – STRETTO DI HORMUZ, CENTCOM: ORDINATO A 31 NAVI DI INVERTIRE ROTTA
“Le forze armate degli Stati Uniti hanno ordinato a 31 navi di invertire la rotta o di tornare in porto nell’ambito del blocco statunitense contro l’Iran”. Lo scrive su X il Comando Centrale degli Stati Uniti,
1:00 – USA, LICENZIATO IL SEGRETARIO DELLA MARINA JOHN PHELAN
Il Segretario della Marina Usa John Phelan lascia il suo ruolo “con effetto immediato”. Ad annunciarlo è stato il Pentagono con una dichiarazione in cui non ha fornito una motivazione né ha specificato se la decisione di andarsene fosse stata sua. Reuters scrive che, secondo alcune fonti, Phelan si sarebbe scontrato con il segretario della difesa degli Stati Uniti d’America Pete Hegseth e altri leader militari. Al suo posto ci sarà il vice Hung Cao.
00:00 – PEZESHKIAN: BLOCCO E MINACCE VERO OSTACOLO ALLA NEGOZIAZIONE
“La Repubblica Islamica dell’Iran ha accolto con favore il dialogo e l’accordo e continua a farlo. La violazione degli impegni, il blocco e le minacce sono i principali ostacoli a negoziati autentici. Il mondo vede la vostra retorica ipocrita senza fine e la contraddizione tra affermazioni e azioni.”, lo scrive su X il presidente iraniano Masoud Pezeshkian.
23:50 – ERDOGAN: LA GUERRA COMINCIA A INDEBOLIRE ANCHE L’EUROPA
“Il presidente Erdoğan ha parlato al telefono con il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier. I leader hanno discusso delle relazioni bilaterali tra Turchia e Germania, nonché degli sviluppi regionali e globali. Il presidente Erdoğan ha dichiarato che le relazioni tra Turchia e Germania hanno acquisito una buona dinamica dopo i recenti contatti a livello elevato”, si legge in una nota della presidenza della Turchia.
“Il presidente Erdoğan ha osservato che la guerra nella nostra regione sta iniziando a indebolire anche l’Europa e che, se questa tendenza non venisse affrontata con un approccio orientato alla pace, i danni causati dal periodo di conflitto sarebbero molto maggiori. Il presidente Erdoğan ha dichiarato che la Turchia sta compiendo sforzi, così come ha fatto in relazione all’Iran, per porre fine al conflitto attraverso negoziati e per conseguire una pace duratura nella guerra tra Ucraina e Russia“, conclude la nota.
Fonte Agenzia Dire www.dire.it
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