Per il Tar la precettazione dello sciopero generale del novembre 2023 da parte di Salvini fu illegittima e fu leso un diritto costituzionale.
Un’altra bocciatura dai giudici. Ancora una volta, come già successo per lo sciopero del 13 dicembre 2024, per aver precettato uno sciopero. In questo caso il Tar del Lazio ha accolto la richiesta di Cgil e Uil e ha definito illegittimo il provvedimento con il quale il ministero dei Trasporti, guidato da Matteo Salvini, ha imposto la precettazione, riducendo da otto a quattro lo sciopero nazionale del 17 novembre 2023.
Provvedimento che per i giudici “non appare congruamente motivato ed è stato adottato, nella specie, in carenza del fondamentale presupposto che soltanto lo può giustificare”, ovvero “senza la previa segnalazione” della commissione di Garanzia degli scioperi. Per il Tar, la domanda di accertamento dell’illegittimità dell’ordinanza deve essere accolta per la mancanza dei “requisiti di necessità e urgenza” che permettono di precettare uno sciopero.
Schiaffo del Tar a Salvini sullo sciopero generale, esultano i sindacati
Esulta, per la sentenza, il leader della Cgil, Maurizio Landini, secondo il quale viene così sconfessato il ministro: “Il diritto di sciopero è stato quindi violato”. “Il Tar ha riconosciuto che il governo ha compresso il diritto di sciopero”, prosegue il segretario della Cgil spiegando che secondo la sentenza “non sussistevano né le ragioni di necessità né quelle di urgenza che la legge impone per giustificare un intervento così dirompente sul diritto di sciopero”. Per il segretario organizzativo della Uil, Emanuele Ronzoni, la sentenza dimostra che i sindacati avevano ragione: “Quella precettazione fu imposta sulla base di criteri illegittimi”.
Fonte lanotiziagiornale.it di Stefano Rizzuti
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