L’emendamento della Lega, infatti, incrementa la dote per la realizzazione dell’infrastruttura
Nel quadro delle proposte di modifica alla manovra finanziaria, emerge un’importante novità riguardante il Ponte sullo Stretto di Messina.
Tra gli emendamenti riformulati dal governo per l’approvazione, spicca una proposta della Lega che prevede un significativo incremento delle risorse destinate alla realizzazione dell’infrastruttura.
Arrivano, dunque, altri fondi per il Ponte.
L’emendamento della Lega, infatti, incrementa complessivamente di 1,4 miliardi, rispetto agli 11,6 miliardi previsti dalla scorsa legge di bilancio.
In questo modo, il totale dei fondi per il Ponte sullo Stretto sale a 13 miliardi di euro, con un orizzonte temporale che si estende fino al 2032.
Questa decisione rappresenta un ulteriore passo avanti per la concretizzazione di un progetto che, per decenni, è stato al centro del dibattito politico, economico e ambientale del Paese.
Si tratta, però, di una cifra inferiore rispetto ai 3 miliardi inizialmente ipotizzati nell’emendamento a firma del capogruppo leghista Riccardo Molinari.
La riduzione dell’importo potrebbe riflettere un compromesso raggiunto durante le trattative interne alla maggioranza o la necessità di garantire la sostenibilità complessiva della manovra finanziaria.
“Salvini si fa il regalo di Natale: in un nuovo emendamento alla legge di bilancio nei prossimi anni alle infrastrutture vengono sottratti fondi per finanziare il Ponte sullo stretto. Opera inutile, costosa e pericolosa che oggi viene finanziata con risorse che potevano essere utilizzate per strade, ferrovie e infrastrutture diffuse“. Lo dichiara Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Non esistono ponti al mondo a campata unica così lunghi. Con un pilone immerso in una falda sismica. I nodi rilevanti su deformabilità e percorribilità del ponte non sono mai stati sciolti eppure siamo alla follia. Il governo considera strategiche solo le opere ciclopiche come il ponte sullo stretto: altri miliardi di euro presi dal fondo delle opere strategiche “razziate” per il Ponte. E’ una manovra contro il Paese“. Ha sottolineato Marco Grimaldi, capogruppo di Avs nella commissione Bilancio.
“Nella Legge di bilancio che ha tenuto la Commissione in un limbo per quasi 5 giorni sull’emendamento che aumenta il trattamento economico dei ministri non eletti, misura di urgenza assoluta per il Paese, si prosegue il saccheggio del Fondo sviluppo e coesione a favore del Ponte sullo Stretto di Messina, che non migliorerà il gap infrastrutturale della Sicilia e le difficoltà dei siciliani. Con una delle tante riformulazioni, per prima cosa la dotazione dell’opera sale da 11,6 a 13,1 miliardi di euro, di conseguenza 1,5 miliardi in più. Ma soprattutto 6,1 miliardi su 13,1 vengono letteralmente saccheggiati dal Fondo sviluppo e coesione, che in realtà dovrebbero andare a finanziare opere infrastrutturali veramente utili al Mezzogiorno. E’ inaccettabile che il Fondo venga sempre più utilizzato come bancomat per le sciagurate vetrine e i capricci del ministro Salvini“. Ida Carmina, componente M5S della Commissione bilancio della Camera.

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