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Medici, arriva lo scudo penale per la categoria: il testo in Cdm lunedì

By Redazione 278 Views 5 Min Read
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Il disegno di legge delega vuole rimodellare le professioni mediche cercando di rendere più appetibili soprattutto alcune specializzazioni che ad oggi risentono di una cronica mancanza di personale

Contents
Lo scudo penaleIl tentativo di rendere più attrattive determinate specializzazioniLa nuova formazione per i medici di baseSi precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

Diventerà presto attivo lo “scudo penale” per i medici, che mette la categoria al riparo da condanne penali se non in casi particolarmente gravi e che si aggiunge a una profonda riforma del settore a cui il governo sta lavorando. Il disegno di legge delega che ridisegna le professioni sanitarie approda lunedì in Consiglio dei ministri e punta a riscrivere a fondo normative e responsabilità dei medici. Lo scopo è quello di trattenere i camici bianchi negli ospedali pubblici, di rivitalizzare i Pronti soccorso, sempre più in affanno per il personale carente, e di richiamare docenti per le cattedre dei corsi di Medicina generale. 

Lo scudo penale

 L’articolo 7 del provvedimento stabilisce, come riporta “La Stampa”, che i medici risponderanno penalmente solo in caso di colpa grave, rendendo strutturale quanto sperimentato durante l’emergenza Covid. La norma aggiorna anche la legge Gelli-Bianco del 2017, escludendo la responsabilità civile di strutture e singoli professionisti se le prestazioni sono state erogate secondo linee guida o buone pratiche cliniche. Inoltre, il giudice potrà considerare la scarsità di risorse o la complessità clinica del caso.

Il tentativo di rendere più attrattive determinate specializzazioni

 Il disegno di legge delega non si ferma qui, ma vuole ridisegnare le professioni mediche per sconfiggere il problema della costante carenza di personale che si registra soprattutto in alcuni settori. In particolare il governo mira a rendere più attrattive economicamente le specialità meno scelte dai giovani, come medicina d’urgenza, radioterapia, anatomia patologica e anestesia. Un’urgenza confermata dai dati: nel 2024, più del 30% delle borse per medicina d’urgenza è rimasto scoperto, e centinaia di posti sono rimasti vuoti anche in altre discipline chiave.

Per invertire la rotta, la riforma prevede incentivi economici mirati, progressioni di carriera più rapide, premi per chi lavora in aree disagiate e l’impiego degli specializzandi con contratti flessibili part-time compatibili con la formazione. Anche chi frequenta i corsi di specializzazione potrà essere impiegato con incarichi libero-professionali nelle strutture pubbliche, restando iscritto al percorso formativo.

Prevista anche la semplificazione delle incombenze burocratiche, la valorizzazione delle performance e l’introduzione di sistemi premianti legati alla riduzione delle liste d’attesa.

La nuova formazione per i medici di base

 Infine, una rivoluzione è in arrivo per la medicina generale: si passa dai corsi regionali triennali, spesso gestiti dal sindacato di categoria Fimmg, a una vera e propria scuola di specializzazione universitaria, come per gli ospedalieri. Un cambiamento che punta ad elevare il profilo del medico di base e ad attrarre nuovi professionisti in un settore sempre più depauperato. Negli ultimi dieci anni l’Italia ha perso circa 6mila medici di base, e il trend non accenna a fermarsi.

Fonte Tgcom24

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Si precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

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Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video, in tutte le sezioni del giornale, non implica necessariamente la condivisione, totale o parziale, dei contenuti espressi. Gli elaborati possono rappresentare opinioni, interpretazioni o ricostruzioni storiche anche di carattere soggettivo.
Le dichiarazioni riportate sono pertanto attribuibili esclusivamente all'autore e/o all'intervistato che ha fornito il contenuto. L'obiettivo della testata è quello di offrire un'informazione ampia e pluralista, divulgando notizie e approfondimenti di interesse pubblico.
In merito agli argomenti trattati, Caltanissetta401.it resta a disposizione degli interessati per la pubblicazione di comunicati, precisazioni o eventuali repliche che verranno inviate alla redazione.
Invitiamo infine i lettori ad approfondire sempre i temi affrontati, consultando più fonti e formando autonomamente il proprio giudizio.

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