La tensione nel Golfo Persico ha raggiunto il punto di non ritorno.
Alle ore 16:00 italiane di oggi è ufficialmente scattato il blocco navale dello Stretto di Hormuz ordinato dal presidente statunitense Donald Trump. La mossa, arrivata dopo il drammatico fallimento dei negoziati di Islamabad, mira a strangolare definitivamente l’economia di Teheran, impedendo ogni esportazione di petrolio.
Mentre il Centcom (Comando militare USA) conferma l’entrata in vigore della misura “in modo imparziale verso tutte le nazioni”, il mondo osserva con il fiato sospeso un’escalation che sta già facendo tremare i mercati globali.
Lo scontro diplomatico e l’attacco al Papa
Il clima si è incendiato non solo sul piano militare, ma anche su quello verbale. Donald Trump, rintanato nel suo resort di Doral prima di rientrare a Washington, ha liquidato con durezza gli appelli alla pace del Pontefice:
“Lui è Papa perché ci sono io alla Casa Bianca”, ha dichiarato Trump, scatenando l’immediata reazione del presidente iraniano Masoud Pezeshkian, che ha condannato l’insulto a Papa Leone XIV definendolo una “profanazione inaccettabile”.
La minaccia di Teheran: «Nessun porto sarà al sicuro»
La risposta ritorsiva dell’Iran non si è fatta attendere. Il tenente colonnello Ebrahim Zolfaqari ha avvertito che se i porti iraniani verranno isolati o attaccati, la rappresaglia colpirà l’intera regione: «Nessun porto nel Golfo Persico o nel Mar d’Oman rimarrà al sicuro». Teheran ha inoltre rivendicato la piena autorità sullo Stretto, vietando il passaggio alle navi “affiliate al nemico” e imponendo le proprie normative di sicurezza a tutte le altre imbarcazioni.
Mercati in ansia: vola il prezzo del gas
L’effetto del blocco è stato immediato sulle borse. Ad Amsterdam, i future sul gas naturale (TTF) sono balzati del 10,45%, toccando i 48,2 euro al MWh. Da Teheran, il presidente del Parlamento Ghalibaf ha lanciato una provocazione diretta ai cittadini americani, prevedendo che il prezzo della benzina supererà presto i 5 dollari al gallone.
La mediazione europea: Francia e Regno Unito si muovono
In questo scenario di guerra imminente, l’Europa tenta una via alternativa:
- Emmanuel Macron ha annunciato una conferenza lampo per istituire una forza multinazionale difensiva volta a garantire la libertà di navigazione, cercando di smarcarsi dal blocco totale americano.
- Il Premier britannico Keir Starmer ha preso le distanze da Washington, dichiarando che il Regno Unito non appoggia il blocco navale, preferendo puntare sulla stabilità dei prezzi energetici.
Il fronte del Cremlino e le ombre del conflitto
Anche la Russia osserva con cautela. Il portavoce Dmitry Peskov ha ammesso che, sebbene l’impatto sui mercati sarà pesantissimo, i dettagli operativi del blocco restano “poco chiari”.
L’avvertimento di Netanyahu
Nel frattempo, il Premier israeliano Netanyahu avverte che il cessate il fuoco con l’Iran potrebbe terminare “in brevissimo tempo”, confermando di essere in costante contatto con il vicepresidente USA JD Vance.
Con la marina statunitense pronta a fermare ogni convoglio in entrata e uscita dallo Stretto, le prossime ore saranno decisive per capire se la diplomazia avrà un’ultima chance o se il Medio Oriente scivolerà in un conflitto aperto di proporzioni imprevedibili.
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