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Morto a Palermo don Ribaudo, chiese ai mafiosi di convertirsi

Autore: Redazione Visualizzazioni: 324 Tempo di lettura: 3 Pubblicato il: 12/10/2024 16:14
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AGI – È morto a 80 anni don Giacomo Ribaudo, per decenni parroco della Magione, nel cuore antico di Palermo, e poi ai Decollati, nel difficile quartiere della Guadagna.

Era sacerdote da circa sessanta anni, non esattamente un prete da sacrestia e non poteva esserlo del resto, considerato il suo percorso, soprattutto la sua storia alla Magione, dentro un territorio dalle grandi contraddizioni, dove ha prosperato una mafia antica e brutale, ma anche il germe dell’antimafia dei fatti e dei palazzi di giustizia che, pur tra veleni, assestava colpi memorabili ai clan.

In queste strade, infatti, si sono conosciuti da ragazzini Paolo Borsellino, figlio del farmacista di via Vetreria, e Giovanni Falcone, che abitava a due passi.

E Ribaudo, esperto di teologia e di Sacra Scrittura, metteva insieme legalità e impegno sociale, riservando parole nette sia alla mafia sia alle istituzioni spesso assenti.

In una intervista di qualche anno fa a Famiglia cristiana spiegò che non gli piaceva essere chiamato “prete antimafia“.

Le etichette isolano e banalizzano, sosteneva questo sacerdote dal sorriso sornione e accogliente, un fisico da buon parroco di campagna, ma dalle convinzioni solide e che sapeva essere netto e fortemente determinato.

Nel 1993 chiese ai mafiosi di convertirsi e disse una volta che i mafiosi gli avrebbero confidato l’intenzione di Bernardo Provenzano di dissociarsi, scelta che non fece in realtà mai.

In ogni caso niente sconti, a nessuno: “Di fronte al fenomeno mafioso – ammoniva il presbitero in quella intervista – i parroci non devono esitare a denunciare con forza anche le connivenze politiche e istituzionali”.

Sapeva che battaglie e impegno dovevano essere a 360 gradi: “Il nostro ruolo è culturale e sociale, mentre i compiti di repressione spettano allo Stato.

Noi dobbiamo annunciare il Vangelo e difendere i deboli, promuovere la giustizia e la solidarietà, contro ogni forma di prepotenza e di prevaricazione”.

La scomparsa di padre Giacomo Ribaudo, per il sindaco Roberto Lagalla, “è una grave perdita per la diocesi palermitana e per la città.

Ha dedicato la sua vita alle persone più deboli nei quartieri più difficili di Palermo, diffondendo con forza importanti messaggi di coraggio, denuncia e giustizia sociale contro l’influenza e la prepotenza della mafia.

Il suo esempio non verrà mai dimenticato. A nome mio e dell’amministrazione esprimo il mio cordoglio alla famiglia di padre Ribaudo e alla chiesa palermitana”.

Lunedì alle 10 i funerali, nella chiesa di San Giuseppe a Villabate, alle porte di Palermo, presieduti dall’arcivescovo Corrado Lorefice.

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