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“Non amo le polemiche, ma la verità merita rispetto”

Last updated: 20/06/2026 12:51
By Redazione 474 Views 6 Min Read
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RIceviamo e pubblichiamo

Non sono un uomo incline alle polemiche personali. Tuttavia, dopo le accuse rivoltemi dall’assessore Guido Del Popolo durante il Consiglio Comunale del 18 giugno, sento il dovere politico e morale di ristabilire alcuni fatti che i cittadini hanno il diritto di conoscere.
Prima ancora di entrare nel merito delle dichiarazioni rese in aula, è opportuno ricordare alcuni episodi che aiutano a comprendere quale sia stato il reale rapporto politico instaurato nel tempo.
Avrei dovuto comprendere già allora quale fosse la concezione della lealtà politica dell’assessore Del Popolo quando, da capogruppo di Forza Italia, presentai, come tutti gli altri consiglieri, un emendamento volto alla valorizzazione dell’Abbazia di Santo Spirito da inserire nella variazione di bilancio. Un emendamento che, in circostanze quantomeno singolari, finì per smarrirsi proprio sulla scrivania dell’assessore competente.
Successivamente, l’atteggiamento di ostilità nei miei confronti divenne sempre più evidente. Quando fui nominato assessore, venni ripetutamente sollecitato dal Sindaco a rassegnare le dimissioni da consigliere comunale, come da accordi pre elettorali. Dimissioni che tardavano ad arrivare non per attaccamento alla poltrona, come qualcuno potrebbe maliziosamente pensare, ma perché già allora percepivo il rischio concreto di essere allontanato alla prima occasione utile, proprio sotto la regia di chi oggi si erge a dispensatore di lezioni politiche.
Per questa ragione ritenni opportuno chiedere un confronto alla presenza dell’On. Mancuso e dello stesso Del Popolo. Presso la segreteria dell’Onorevole, il 22 dicembre 2025, esposi con assoluta trasparenza le mie perplessità e le mie preoccupazioni. Ricevetti rassicurazioni, parole di collaborazione, promesse di lavoro di squadra e racconti sulla comune volontà di operare esclusivamente per il bene della città.
Col senno di poi, quelle rassicurazioni appaiono più simili a formule di circostanza che a reali intenzioni politiche.
Ancora oggi mi chiedo quale fosse la ragione di tanta ostilità. Protagonismo? Desiderio di controllo? Timore della competizione politica? Non spetta a me stabilirlo. Una cosa, però, appare evidente: probabilmente non immaginava, e soprattutto non ha mai digerito, il fatto che alle elezioni amministrative del 2024 un “novellino” della politica come il sottoscritto sia riuscito a raccogliere un consenso superiore al suo nonostante il parterre di “big” della politica che lo sponsorizzavano. Forse è da quel momento che ha iniziato a considerarmi non come un alleato con cui costruire un percorso politico condiviso, ma come un concorrente da arginare. Naturalmente questa è soltanto una valutazione politica, ma aiuterebbe a comprendere molte delle dinamiche che si sono susseguite nel tempo.

Arrivo infine all’episodio più recente. Durante il Consiglio Comunale del 18 giugno, in mia assenza, l’assessore Del Popolo ha ritenuto opportuno chiamarmi in causa con toni ironici e atteggiamenti talvolta spavaldi. Colpisce che tali comportamenti provengano dalla stessa persona che non perde occasione per censurare analoghi atteggiamenti quando ad assumerli nei suoi confronti sono altri consiglieri. Evidentemente la coerenza è una virtù che viene invocata per gli altri ma non sempre praticata in prima persona.
Eppure la realtà dei fatti racconta una storia diversa.

L’assessore Del Popolo dimentica, forse perché assente quella sera dall’aula consiliare, che la tecnologia conserva memoria.

Durante il Consiglio di Ottobre, prima del mio intervento sul tema della crisi idrica, ebbi con lui un colloquio telefonico proprio perché, avendo ricevuto da meno di un mese le deleghe, ritenevo corretto confrontarmi con chi, in quel settore, deteneva esperienza, competenze e soprattutto le risorse economiche necessarie ad affrontare la problematica.

Le informazioni che esposi in aula furono il risultato di quel confronto. Nessuno le contestò allora e nessuno le ha contestate successivamente, almeno fino ad oggi.

Tentare oggi di prendere le distanze da quelle stesse affermazioni significa smentire non il sottoscritto, ma sé stesso.

La politica è una cosa seria. Richiede rispetto degli avversari, memoria dei fatti e coerenza nei comportamenti. Qualità che i cittadini sanno riconoscere e che rappresentano il vero metro con cui misurare lo spessore di chi li rappresenta.
Perché si può ricoprire un incarico, si può esercitare un ruolo, si può perfino detenere potere. Ma il rispetto e la credibilità non si ottengono per nomina: si conquistano giorno dopo giorno con i comportamenti. E sono proprio i comportamenti dell’assessore Del Popolo a raccontare una storia molto diversa da quella che egli tenta di rappresentare.

Dott. Marcello Fabrizio Mirisola

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