In questi giorni, il dibattito pubblico, specialmente sui social, è monopolizzato dal duro scontro tra il sindaco e presidente Tesauro e la consigliera comunale e provinciale Petitto.
Tra accuse incrociate e toni accesi, la tifoseria politica sembra aver preso il sopravvento sul merito delle questioni.
Sia chiaro, nessuno di noi ha oggi la verità in tasca. Non spetta ai social, ai commentatori o ai giornalisti stabilire chi abbia ragione o torto, saranno gli approfondimenti già richiesti agli organi competenti a fare luce sull’intera vicenda.
Tuttavia, c’è un dato che salta all’occhio leggendo le condivisioni e i commenti, compresi alcuni provenienti da esponenti della stessa giunta di governo, ed è un dato che dovrebbe far riflettere proprio chi sostiene questa amministrazione con convinzione.
La domanda che sorge spontanea è semplice:
Perché si preferisce spostare l’attenzione sulla persona che pone le domande, piuttosto che pretendere risposte nel merito?
Abbiamo visto un moltiplicarsi di attacchi personali e critiche verso chi solleva dubbi, ma pochissimi inviti affinche si faccia chiarezza sui temi.
Quando vengono poste domande documentate, la forza di un’amministrazione non si misura nella capacità di “colpire” l’avversario, ma nella serenità di poter rispondere punto per punto.
Chiedere spiegazioni non è un atto di lesa maestà, ma l’esercizio di un diritto, difendere l’amministrazione a spada tratta, oscurando il dubbio, rischia di danneggiare l’immagine del sindaco e del presidente più di quanto non farebbe una risposta trasparente.
Se crediamo nella bontà del lavoro di queste giunte, dovremmo essere i primi a desiderare che non resti alcuna ombra.
Invece di limitarsi alla condivisione dell’attacco politico o alla critica verso la consigliera di opposizione, sarebbe un segno di grande maturità politica chiedere collettivamente che si faccia chiarezza sui fatti esposti.
Attaccare chi pone domande documentate, senza entrare nel merito tecnico delle stesse, suggerisce una debolezza che siamo certi questa amministrazione non voglia trasmettere, specialmente quando richiama alla trasparenza.
La politica non è una partita di calcio dove si tifa a prescindere, è la gestione della cosa pubblica, e la trasparenza è il miglior biglietto da visita per chi governa bene.
Lasciamo che siano gli organi competenti a decidere chi ha ragione, ma nel frattempo, iniziamo a pretendere che il dibattito torni sui fatti e non sulle persone. Ad Maiora
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