Dopo la richiesta del pm di condannare Matteo Salvini a 6 anni, arrivano le reazioni politiche
14 Set 2024 – 19:06 Tgcom24
Dopo la richiesta del pm di condannare Matteo Salvini a 6 anni al processo Open Arms, non tardano ad arrivare le reazioni politiche. La prima è quella del premier, Giorgia Meloni, secondo la quale “è incredibile che un ministro della Repubblica Italiana rischi 6 anni di carcere per aver svolto il proprio lavoro difendendo i confini della Nazione, così come richiesto dal mandato ricevuto dai cittadini. Trasformare in un crimine il dovere di proteggere i confini italiani dall’immigrazione illegale è un precedente gravissimo”.
Tajani: “Chiedere 6 anni è irragionevole”
“Matteo Salvini ha fatto il suo dovere di ministro dell’Interno per difendere la legalità. Chiedere 6 anni di carcere per questo motivo appare una scelta irragionevole e per giunta senza alcun fondamento giuridico”. Lo scrive il vicepremier e ministro degli
Esteri Antonio Tajani su X.
Valditara: “Requisitoria dal sapore politico’
“La requisitoria dei pm di Palermo ha un forte sapore politico. La tutela dei diritti umani dei singoli, per quanto assoluti, va sempre bilanciata con la difesa di interessi generali che tutelano anche altri diritti umani. Il giudizio sulla prevalenza è un giudizio prettamente politico e non giudiziario”. Così su X il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.
Gasparri: “La richiesta è un atto politico”
“Assurda e infondata la richiesta della pubblica accusa del processo di Palermo contro Salvini al quale va tutta la solidarietà per avere garantito la sicurezza del Paese da ministro dell’Interno. La richiesta è un atto politico che non ha fondamenti giuridici, ma sappiamo che l`uso politico della giustizia è una malattia antica di questo Paese, di cui Berlusconi è stata la principale vittima”.
Boldrini: “Un ministro deve rispettare legge”
“Anche un ministro deve rispettare la legge, incluso Salvini”. A dirlo è Laura Boldrini, deputata del Pd e presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, secondo la quale “la durissima requisitoria del pm di Palermo ci ricorda che il rispetto dei diritti umani viene prima della presunta difesa dei confini e che le vite in mare si salvano sempre, anche durante una guerra”.
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