Un mese di cancelli chiusi, mille firme raccolte in pochi giorni e un rimpallo burocratico che sembra non trovare fine.
Al centro della questione c’è il Parco Dubini, il polmone verde della città sottratto alla collettività “per motivi di sicurezza” e oggi oggetto di un fitto mistero istituzionale.
La domanda sorge spontanea e la rivolgiamo direttamente al Direttore Generale dell’ASP di Caltanissetta, Dott. Ficarra: “La proposta di concedere il Parco Dubini in comodato d’uso al Comune è ancora sul tavolo o è decaduta?”
Solo un mese fa, la Direzione Generale sembrava aver tracciato la rotta per una gestione condivisa.
Tuttavia, a leggere gli ultimi sviluppi, la comunicazione tra via Cusmano e Palazzo del Carmine sembra essersi interrotta su un binario morto.
Dopo settimane di proteste vibranti e la nascita di un comitato spontaneo, il sindaco Walter Tesauro è uscito allo scoperto, rivelando i dettagli di un’interlocuzione finora rimasta sottotraccia.
Il 12 Febbraio invio della prima nota ufficiale all’ASP e il 2 Marzo invio di un sollecito per un incontro operativo.
L’obiettivo del Comune è chiaro, sedersi attorno a un tavolo con Vigili del Fuoco, Corpo Forestale e associazione MOVI per capire non solo perché il parco sia stato chiuso, ma soprattutto come riaprirlo velocemente.
Mentre la cittadinanza si mobilita e la petizione sfiora la quota simbolica di mille firme, l’amministrazione comunale tenta di accreditarsi come mediatore tra le esigenze tecniche dell’ASP e il desiderio di fruibilità delle associazioni.
“Ci siamo fatti promotori di questo incontro per verificare le motivazioni della chiusura e raccogliere la disponibilità delle associazioni,” ha dichiarato il Sindaco Tesauro.
Ora la palla torna nel campo dell’Azienda Sanitaria Provinciale. Se la volontà di cedere il parco in comodato era reale, perché non rispondere ai solleciti del Comune?
I cittadini chiedono di capire e sapere, il Parco Dubini è un bene comune e la sua chiusura prolungata sta diventando una ferita aperta nel tessuto urbano.
Direttore, la città attende una risposta anche e soprattutto per fare chiarezza. Ad Maiora
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