Dopo Germania, Austria e Svizzera, anche Helsinki si appella alle nuove regole europee e prepara il ripristino dei trasferimenti dei richiedenti asilo verso il primo Paese di approdo.
Si allarga il fronte dei Paesi europei pronti a riattivare i trasferimenti dei cosiddetti “dublinanti” verso l’Italia. Anche la Finlandia ha annunciato l’intenzione di avviare il rimpatrio dei richiedenti asilo verso la Penisola, facendo leva sull’entrata in vigore del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo e del Regolamento sulla gestione dell’asilo e della migrazione (AMMR).
I trasferimenti in fase di preparazione
Dal ministero dell’Interno finlandese confermano che le procedure per il trasferimento dei migranti sono «attualmente in fase di preparazione». Secondo le autorità di Helsinki, l’applicazione delle nuove norme comunitarie impone a tutti gli Stati membri il rispetto rigoroso delle proprie responsabilità nella determinazione dello Stato competente per le domande di protezione internazionale.
«Per la Finlandia è fondamentale che le norme sulla responsabilità siano applicate come previsto», spiegano dal dicastero nordico, sottolineando di aver mantenuto «un dialogo costante con l’Italia» e che l’entrata in vigore dell’AMMR consente ora il ripristino formale dei trasferimenti.
La spinta del nuovo Patto Ue e il nodo dei numeri
La mossa di Helsinki segue decisioni analoghe adottate di recente da Germania, Austria e Svizzera. Al centro dello scontro c’è l’interpretazione delle regole vigenti dopo l’entrata in vigore del Patto Ue, approvato lo scorso giugno:
- I Paesi del Nord e Centro Europa spingono per l’applicazione rigorosa dei trasferimenti, chiedendo ai Paesi di primo ingresso (come l’Italia) di farsi carico della gestione dei richiedenti asilo entrati originariamente dai loro confini.
- L’Italia, d’altro canto, sostiene che la ripresa debba riguardare esclusivamente gli ingressi registrati dopo l’entrata in vigore del nuovo regolamento (giugno 2026), escludendo l’arretrato accumulato negli anni precedenti.
Dal 2022, Roma ha progressivamente congelato la ricezione dei trasferimenti passivi, accumulando una stima di decine di migliaia di richieste di ripresa in carico non evase inviate dagli alleati europei.
Pur non essendoci ancora cifre definitive sul numero esatto di persone che la Finlandia intende inviare nei prossimi mesi, la decisione segna una nuova pressione sulle frontiere e sul sistema d’accoglienza italiano, rimettendo al centro del dibattito la gestione dei movimenti secondari all’interno dell’Unione Europea.
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