Doveva essere il giorno della verità, ma il sapore è quello dell’ennesimo rinvio.
La riapertura della piscina comunale di via Rochester, fissata e assicurata per sabato 2 maggio, è appesa a un filo sottilissimo, almeno sino al momento invui scriviamo questo articolo.
Oggi il Raggruppamento Temporaneo di Imprese (RTI), che ha in gestione l’impianto per 9 anni, dovrà comunicare ufficialmente se i lavori sono terminati. Ma l’aria che tira non promette nulla di buono.
Il “Giallo” dei lavori e il silenzio dell’impresa
Nonostante le rassicurazioni passate, l’assessore allo Sport Toti Petrantoni ha ammesso, nell’articolo de La Sicilia, oggi in edicola, a firma di Luigi Scivoli, un silenzio preoccupante da parte della ditta:
“Sino a questo momento il raggruppamento di imprese non ha fatto sapere niente e c’è un silenzio che desta pure qualche preoccupazione», ha dichiarato l’assessore, brandendo l’arma delle penali “pesanti” che scatterebbero dal primo maggio.
Tuttavia, queste parole, pur cercando di scaricare la responsabilità sull’impresa, finiscono per evidenziare una gestione amministrativa che appare poco vigile.
Se da un lato il Comune è stato solerte nel versare la prima quota dei 700.000 euro previsti dall’accordo, con la seconda in arrivo e la terza prevista per l’anno prossimo, dall’altro sembra non aver avuto il polso del cantiere, nonostante ci siano stati diversi sopralluoghi dell’amministrazione e delle commissioni consiliari II” e V°
Le foto circolate sui social mostrano chiaramente che i lavori sono tutt’altro che conclusi.
Com’è possibile che l’amministrazione non si sia accorta del ritardo prima di arrivare a ridosso della scadenza?
A chi oggi ci accusa di “speculazione politica”, va ricordato che i dubbi sollevati in questi giorni non erano frutto di fantasia, ma di notizie apprese. La coerenza ci impone di ricordare che siamo stati critici con la precedente amministrazione come lo siamo oggi con l’attuale.
È curioso notare come molti di coloro che oggi siedono tra le fila della maggioranza o in Giunta, quando erano all’opposizione, non risparmiassero attacchi feroci.
I consiglieri di “Caltanissetta Protagonista” (Giovanna Mulè, Michele Giarratana e Salvatore Petrantoni) presentarono, a fine 2019, anche un’interrogazione durissima, definendo la chiusura della piscina come “la pagina più triste dell’amministrazione” e invitando persino al ritiro degli atti in autotutela.
Lo stesso Toti Petrantoni, oggi assessore, quando era consigliere di minoranza chiedeva con forza l’accesso agli atti; voleva “tutte le carte” per smascherare cosa non funzionasse nella gestione dell’ex assessore Caracausi.
Oggi che i ruoli sono invertiti, la retorica del “controllo” sembra aver lasciato il posto a una preoccupante attesa passiva.
La piscina è chiusa dal 1° luglio 2019. Sette anni di promesse, sopralluoghi, come quello recente del sindaco Walter Tesauro per la prova di portata della vasca, e scadenze mancate.
Nonostante i segnali negativi e il silenzio della ditta che, per stessa ammissione dell’assessore, “desta preoccupazione”, rimane la speranza che sabato avverrà la tanto agognata riapertura e che la città possa riavere il suo impianto nel più breve tempo possibile.
Comunque vada questa vicenda deve servire da lezione a chi governa e ai loro sostenitori, la gestione della cosa pubblica richiede vigilanza costante, fatti concreti e non solo annunci.
Come insegna il saggio: “Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”.
E qui, il “sacco” della piscina di via Rochester, sembra ancora tristemente vuoto. Ad Maiora
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