Caltanissetta 401
  • Home
  • Cronaca
    • Cronaca Internazionale
  • Politica locale
    • Politica
  • Rassegna stampa
    • Economia e Finanza
    • Riflessioni
    • Riceviamo e pubblichiamo
  • Cultura ed Eventi
    • Concorsi
    • Scuola
    • Tecnologia
  • Sport
  • Altro
    • Dalla provincia e dintorni
    • Ricette tipiche
    • Salute & Benessere
    • Meteo
Reading: Piscina Comunale: Un pasticciaccio tra tubi rotti, slogan, silenzi e il solito scarico di responsabilità
  • Seguici
Font ResizerAa
Caltanissetta 401Caltanissetta 401
Cerca
  • Home
  • Chi siamo
  • News
    • Cronaca
    • Politica locale
    • Cultura ed Eventi
    • Sport
    • Rassegna stampa
    • Salute & Benessere
    • Riceviamo e pubblichiamo
    • Dalla provincia e dintorni
Follow US
© Caltanissetta401 | Realizzato da Creative Agency
Caltanissetta 401 > News > Caltanissetta > Piscina Comunale: Un pasticciaccio tra tubi rotti, slogan, silenzi e il solito scarico di responsabilità
CaltanissettaCronacaRiflessioni

Piscina Comunale: Un pasticciaccio tra tubi rotti, slogan, silenzi e il solito scarico di responsabilità

By Sergio Cirlinci 338 Views 10 Min Read
Share
SHARE

Caltanissetta 18/07/2026 – Il 2 Maggio doveva essere il giorno del riscatto sportivo e sociale per la città e invece si è trasformato nell’ennesimo monumento all’approssimazione.

E per non farsi mancare nulla, la bomba scoppia proprio di venerdì 17 luglio, come inizio, dal punto di vista della cabala e della sfortuna, non c’è davvero male.

La riapertura della piscina comunale di Caltanissetta non è solo slittata, è letteralmente affondata in un mare di guasti strutturali occulti, tubature colabrodo e un rimpallo di colpe che rasenta il ridicolo.

I comunicati incrociati tra la RTI Caltanissetta Sportiva, il concessionario privato, e l’Amministrazione Comunale, il concedente pubblico, aprono finalmente, dopo che da settimane e settimane insistiamo per avere risposte, anche se non crediamo nelle coincidenze, il vaso di Pandora di una vicenda in cui, a guardare bene le carte, nessuno esce con le mani pulite.

C’è chi non ha controllato prima di appaltare e c’è chi ha firmato contratti al buio, mentre l’unica a rimanere all’asciutto è, come sempre, la cittadinanza.

Il comunicato del concessionario privato è un vero e proprio bollettino di guerra.

Una volta riempite le vasche per i collaudi finali, l’impianto ha ceduto di schianto.

Non si parla di un semplice rubinetto che perde, ma di un disastro infrastrutturale su vasta scala.

Sono emerse perdite idriche all’interno della piscina semi-olimpionica e in quella di addestramento, accompagnate da pesanti infiltrazioni nei canali di sfioro.

La situazione peggiore riguarda però il sottosuolo, dove sono stati individuati molteplici punti di rottura a profondità considerevoli lungo tutta la rete delle tubazioni interrate, sia sotto la pavimentazione interna che nei collegamenti con le vasche di compenso.

Come se non bastasse, è venuto a galla un clamoroso deficit di portata idrica, la condotta esistente tra il contatore e le vasche è risultata totalmente sottodimensionata, incapace di garantire i 40 metri cubi giornalieri vitali per il funzionamento minimo della struttura.

Inutile girarci intorno, in quel venerdì di passione la responsabilità politica e amministrativa dell’Ente Comunale appare macroscopica.

Come è possibile bandire una gara d’appalto per la gestione di un bene pubblico senza aver prima eseguito una radiografia accurata e approfondita dello stato di salute delle infrastrutture sotterranee?

La RTI dichiara apertamente che queste criticità non erano mai state comunicate, né risultavano descritte o segnalate negli atti posti a base della procedura di gara.

Siamo di fronte a una gravissima mancanza di controlli preventivi. Il Comune ha praticamente consegnato le chiavi di un’auto con il motore fuso sperando che il carrozziere non se ne accorgesse.

Scoprire solo a luglio che i tubi interrati sono fradici e che la portata d’acqua è insufficiente significa che per anni si è navigato a vista, senza una programmazione tecnica degna di questo nome, lasciando scoperto il ruolo di chi doveva vigilare sullo stato di conservazione dell’immobile prima di darlo in concessione.

Dal canto suo, la RTI Caltanissetta Sportiva si dipinge nel comunicato come il salvatore della patria, evidenziando come stia riparando i tubi e sostituendo le condotte idriche a proprie spese pur di accelerare i tempi, affrontando interventi che per natura e competenza avrebbero dovuto gravare sull’Amministrazione pubblica.

Tuttavia, l’imprenditorialità comporta un rischio del mestiere e qui sorge un dubbio altrettanto legittimo.

In fase di sopralluogo e prima di firmare il contratto di concessione, quali verifiche reali ha effettuato la società?

Accettare la gestione di una struttura pubblica rimasta ferma per lungo tempo comporta il dovere di pretendere prove di pressione e verifiche sugli impianti idraulici prima di investire cifre che oggi la stessa RTI definisce ampiamente superiori a quelle originariamente previste.

Inoltre, il profilo di stretto silenzio e riservatezza mantenuto per settimane sia dal comune che dalla ditta profuma più di imbarazzo che di una reale strategia del fare.

La parte più inquietante dell’intera faccenda risiede però nel gioco del cerino che si sta consumando attorno al concetto, evocato da entrambe le parti, di “sedi opportune”.

Nel rivendicare la bontà di una precedente transazione pecuniaria con il Comune, la società privata ricorda con fare minaccioso che quella mossa servì a evitare un contenzioso che sarebbe stato verosimilmente favorevole alla RTI, lasciando intendere di essere pronta a dare battaglia legale.

Ma l’Amministrazione Comunale non è rimasta a guardare e, nella sua nota di risposta, ha risposto per le rime facendo anch’essa esplicito riferimento alle “sedi opportune” per tutelare le proprie ragioni e l’interesse pubblico.

Siamo davanti a una vera e propria sfida a colpi di carte bollate paventata da ambo i lati?

Se fino a ieri si cercava un accordo bonario, oggi sia il privato che il pubblico brandiscono la minaccia del tribunale come scudo e clava.

Questo duplice arroccamento rappresenta lo scenario peggiore in assoluto per la città.

Se la politica nissena e i legali della RTI decideranno di trasferire lo scontro nelle aule di giustizia per stabilire a chi tocchi pagare il conto delle tubature marce, la piscina comunale non riaprirebbe tra qualche settimana, ma rimarrebbe sbarrata e abbandonata per i prossimi anni in attesa di perizie, controperizie e lunghissimi tempi della giustizia civile.

Allo stato attuale delle cose, la RTI dichiara che non sarebbe serio né responsabile fornire una data certa di riapertura.

I lavori di riparazione straordinaria sono in corso sotto il sole di luglio, ma una volta ultimati bisognerà rifare completamente da capo tutti i collaudi idraulici e i lunghi trattamenti di profilassi dell’acqua.

Resta l’amaro in bocca per una città costretta a subire le conseguenze di una catena infinita di omissioni, approssimazioni e scarico di responsabilità, dopo aver anche messo sul piatto ben 700mila euro di soldi pubblici.

Un investimento enorme a fronte del quale oggi viene spontaneo e sacrosanto chiedersi che fine faranno le rate già versate e come verranno gestite le penali previste dal contratto, che sulla carta impongono una sanzione di 300€ al giorno a partire dal 30 aprile scorso per ogni giorno di ritardo nella mancata consegna.

Chi pagherà questo conto salatissimo se la faccenda dovesse finire in un vicolo cieco legale?

Tuttavia, al di là dei dettagli tecnici ed economici, su cui saranno altri organi ad accertare le precise responsabilità legali, la colpa maggiore e più imperdonabile ricade interamente sulla politica. Sotto il profilo morale, il peso di questo disastro è tutto di chi amministra.

La colpa è di aver scientemente illuso i cittadini, vantandosi pubblicamente nei mesi scorsi di stare riaprendo in soli due anni ciò che altri non erano riusciti a fare nemmeno in cinque.

Una narrazione trionfalistica, fatta di slogan e autocelebrazioni, che aveva dato per matematicamente certo che entro il 2 maggio il miracolo si sarebbe compiuto e la piscina avrebbe riaperto i battenti.

Vendere la pelle dell’orso prima di averlo catturato, specialmente su un’opera pubblica così complessa, si è rivelato un boomerang politico devastante.

Oggi, svaniti i proclami e i post sui social, rimangono la burocrazia comunale che non controlla approfonditamente ciò che appalta, la politica che rincorre le emergenze dopo aver creato false aspettative, il privato che difende il proprio portafoglio e due attori pronti a farsi causa a vicenda.

L’unica e amara certezza è che i cittadini di Caltanissetta, traditi dalle promesse e scottati dalla realtà di questa calda stagione, continueranno a guardare la piscina da dietro le vetrate e un cancello sbarrato.

Adesso non resta che rimanere alla finestra a osservare cosa succederà a livello politico tra le mura del Palazzo.

C’è da aspettarsi una reazione durissima tra i banchi dell’opposizione, sicuramente già pronta a chiedere conto e ragione di questo fallimento comunicativo e gestionale.

Ma i veri nodi potrebbero venire al pettine all’interno anche della stessa maggioranza, molti consiglieri e sostenitori del governo cittadino, esattamente come i normali cittadini, erano stati rassicurati e tranquillizzati fino all’ultimo sull’imminente e sicuro successo della riapertura.

Ora che il castello di carte è crollato sotto il peso dei tubi rotti, la tensione politica a Palazzo promette di farsi rovente. Ad Maiora

Foto generata da Gemini

—————————————–

Questo articolo è frutto di un lavoro di ricerca autonomo e gratuito. Se apprezzi la qualità e l’indipendenza della nostra informazione, puoi contribuire liberamente a sostenere questo nostro progetto editoriale con una donazione volontaria qui il link

Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratuitamente il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o


Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video, in tutte le sezioni del giornale, non implica necessariamente la condivisione, totale o parziale, dei contenuti espressi. Gli elaborati possono rappresentare opinioni, interpretazioni o ricostruzioni storiche anche di carattere soggettivo.
Le dichiarazioni riportate sono pertanto attribuibili esclusivamente all'autore e/o all'intervistato che ha fornito il contenuto. L'obiettivo della testata è quello di offrire un'informazione ampia e pluralista, divulgando notizie e approfondimenti di interesse pubblico.
In merito agli argomenti trattati, Caltanissetta401.it resta a disposizione degli interessati per la pubblicazione di comunicati, precisazioni o eventuali repliche che verranno inviate alla redazione.
Invitiamo infine i lettori ad approfondire sempre i temi affrontati, consultando più fonti e formando autonomamente il proprio giudizio.

You Might Also Like

Concorso Pubblico Ministero della Giustizia, 1322 posti per Diplomati in tutta Italia, Assistenti

Per l’Italia due anni da zero virgola: con le destre la crescita è ferma

Migranti in Albania, la Corte europea censura i piani dell’Italia. Cosa dice la sentenza Ue e perché è un problema per il governo

Dall’IA un assist all’educazione ambientale, Dusty lancia il progetto Robidone

Oroscopo del giorno, le previsioni di Domenica 30 Novembre 2025 segno per segno

TAGGED:CaltanissettaCronacaPiscina comunaleRiflessioni
Share This Article
Facebook Twitter Whatsapp Whatsapp Email Copy Link Print
Caltanissetta 401
Direttore responsabile 
Sergio Cirlinci

93100 Caltanissetta (CL)

redazione@caltanissetta401.it
P:Iva: 01392140859

Categorie

  • Cronaca
  • Cultura ed Eventi
  • Politica locale
  • Rassegna stampa
  • Sport

Categorie

  • Concorsi
  • Dalla provincia e dintorni
  • Finanza
  • Giovani e Università
  • Sanità

Link utili

  • Chi siamo
  • Privacy & Cookie Policy

Caltanissetta 4.0.1 è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Caltanissetta n.03/2024 del 21/08/2024. | Realizzato da Creative Agency

Username or Email Address
Password

Lost your password?